Calabria7

Presunti illeciti dei manager calabresi di Poste Italiane, lavoratori pronti a scioperare

pensioni

Dipendenti calabresi di Poste Italiane ignorati minacciano di incrociare le braccia. L’azienda non si è presentata, “all’incontro del 30 settembre per avviare una conciliazione a seguito dal conflitto di lavoro aperto dalle segreterie regionali della SLC-CGIL, UILPOSTE e CONSFSAL.COM, relativo ai presunti illeciti perpetrati dal management calabrese di Poste Italiane, nell’inosservanza di una selezione per capi squadra del settore recapito e per violazione delle graduatorie relative ai trasferimenti di sportellisti”. A denunciarlo sono i segretari regionali Antonio Lillipuziano (Slc-Cgil), Fausto Medaglia (UilPoste), Luigi Russo (Confsal-Com) e Domenico Munno (Fnc-Ugl). “Sarà per mancanza di fantasia, ma nonostante l’obbligo contrattuale fosse quello di tentare un raffreddamento del conflitto l’azienda, nella persona del suo responsabile delle Risorse Umane della Macro Regione Sud, non solo non ha ritenuto opportuno presenziare al confronto, né ha ammesso le proprie responsabilità in materia di gestione, ma – lamentano i sindacati – ha ribadito, tramite il responsabile delle Relazioni Sindacali della Calabria, la distorta lettura dei fatti addebitati, con la malcelata speranza che una bugia ripetuta all’infinito possa diventare verità”.

Lavoratori pronti a scioperare

“Confortati dall’appoggio esterno della Segreteria FNCUGL, e nonostante alcune inspiegabili defezioni, noi sindacati – scrivono i segretari nella nota al vetriolo rivolta alla dirigenza di Poste Italiane – sono avvezze a misurarsi sui fatti e non sulle elucubrazioni dispotiche e discriminanti che hanno animato le giustificazioni aziendali, per cui il conflitto si è concluso negativamente con la dichiarazione dello stato di agitazione e presto la proclamazione dello sciopero. L’irregolare gestione di una selezione a caposquadra e una mobilità effettuata fuori dalle regole fanno venire meno quei profili di tutela e giustizia contrattualmente enunciati e
sottoscritti dalle parti. Il tentativo di ricondurre a ragione, significava dare speranza di giustizia ed equità a tutti i lavoratori che possono vedere nuovamente nelle forze sindacali lo specchio delle loro aspirazioni e generare una rinnovata sinergia con la base, foriera di futuri miglioramenti. Il mancato conseguimento di un risultato positivo, invece determina, oltre le naturali conseguenze d’ordine amministrativo, che il Responsabile delle Risorse Umane della Macro Regione Sud dovrà prepararsi a giustificare il proprio operato in sedi esterne e più qualificate, e a subire un giudizio sulle sue sconsiderate decisioni. Le Segreterie Provinciali di SLC-CGIL, UILPOSTE, CONFSAL-COM e FNC UGL non demordono e hanno data mandato alle rispettive Segreterie Nazionali l’onere di un intervento risolutivo, oltre il quale sono pronte a dare battaglia fuori dai confini istituzionali nella speranza di riportare a ragione questa scheggia impazzita del ramo di Poste Italiane Spa”.

© Riproduzione riservata.

Articoli Correlati

Maxipiantagione di marijuana nel Vibonese, tre arresti

Mirko

Asp Catanzaro, raggiunti accordi contrattuali con sindacati

Matteo Brancati

Marito e moglie assassinati nel Reggino, svolta nelle indagini: i retroscena del delitto (VIDEO)

Mirko
Click to Hide Advanced Floating Content
Click to Hide Advanced Floating Content