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Prezzi alle stelle a Catanzaro per i pasti delle mense scolastiche, famiglie in difficoltà

“Da un paio di anni – denuncia Stefano Mellea coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia per le politiche sociali – il sistema della mensa scolastica delle scuole di Catanzaro è diventato digitale. Per poter usufruire dei buoni mensa bisogna scaricare un’App sul proprio cellulare, registrarsi inserendo i dati del proprio figlio ed il gioco è fatto, se non fosse che il passaggio ‘inserisci il modello isee se non superiore a 2mila euro’ per avere i buoni mensa gratis deve far riflettere. La pubblica istruzione in giunta ha pensato bene di portare e far approvare la delibera che riporta: mensa scolastica, buoni mensa gratis, modello isee corrente pari e non superiore a 2000 euro. Per avere un modello isee tale una famiglia significa che si ritrova sotto la soglia di povertà ed ha dei forti disagi economici, un nucleo familiare corposo, un affitto di casa registrato, nessuna tipologia di lavoro“.

Prezzi alle stelle

“Penso sia doveroso per la pubblica istruzione trovare ed inserire altri fondi a questo capitolato, alzando la percentuale del modello isee almeno a 5/6mila euro. Di certo e di sicuro tante famiglie che realmente serve un aiuto economico ringrazieranno. Ma, se proprio non si vuole alzare l’isee, sarebbe opportuno modificare l’ulteriore defaillance di questo sistema. Una famiglia con modello isee di 3mila euro o poco più, non può pagare a pieno i buoni mensa scolastici come una famiglia che ha un modello isee di 20/30 mila euro. È inaccettabile questo paragone e sarebbe cosa gradita suddividere in fasce il dovuto pagamento fino ad arrivare all’intera somma del costo del ticket pari a 3.93 euro. Sappiamo benissimo che i genitori per il proprio figlio farebbero tutti i sacrifici possibili di questo mondo, non gli farebbero mancare mai nulla ma, nonostante si hanno degli sconti dal secondo figlio in poi, il ticket rimane troppo caro. Dover pagare quasi 80 euro al mese per un figlio, per una famiglia che percepisce un solo reddito, è troppo caro. Bisognerebbe – conclude Mellea – che la pubblica istruzione agevoli di più queste famiglie, aiutandole il più possibile e in maniera concreta”.

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