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Primavera in arrivo e stagione balneare a rischio sulla Costa degli Dei tra spiagge e mare da ripulire

Sul litorale vibonese lunghi tratti di spiaggia invasi dai rifiuti. Anche il mare sorvegliato speciale per inquinamento fognario. Operatori turistici sul piede di guerra

Il dado è tratto. La primavera è ormai alle porte. Mancano precisamente cinque giorni. Con l’arrivo della bella stagione, che i metereologi annunciano caldissima, i turisti provenienti da ogni parte del mondo cominciano ad invadere la spettacolare “Costa degli Dei” per godersi i primi raggi di sole e la bellezza del “mare nostrum”. Quest’anno ad anticipare le vacanze si è messa di mezzo anche la Santa Pasqua che rappresenta un forte richiamo per i vacanzieri. Pur giocando tutto a favore del litorale vibonese e degli operatori che ci operano, i turisti avranno bruttissime sorprese perché troveranno lungo la “Costa degli Dei” molti tratti di spiaggia invasi da rifiuti di ogni genere.

Aspettando la “mano di Dio”

Alcuni sindaci dei centri costieri, per il momento, sembra non abbiano intenzione di intervenire. Forse pensano che la “mano di Dio” ripulirà tutto. Mare compreso. Purtroppo non è così. Basta recarsi nelle località Marinella, Colamaio 1, Colamaio 2 e Difesa per trovare lo schifo più totale. Non si salva neanche il tratto di mare che è stato infognato per settimane. Situazione ancora più grave nel tratto di costa compreso tra la frazione Bivona (Vibo Valentia) e Baia di Sant’Irene (Briatico) dove oltre alle immondizie c’è da mettersi le mani ai capelli per quello che i torrenti sversano in mare senza alcun controllo. Va ricordato che questi fiumiciattoli lungo il loro percorso raccolgono liquami abusivi di agglomerati urbani, sprovvisti di depuratori, e aziende zootecniche che opererebbero fuori dalle regole. Anche il cattivo funzionamento di alcuni impianti producono inquinamento.

Situazione diversa nel tratto di arenile compreso tra i comuni di Zambrone e Tropea. I sindaci, fortunatamente, si stanno muovendo per tempo. Devono, però, accelerare il passo se vogliono far trovare ai turisti le spiagge pulite. Un discorso a parte meritano i comuni di Ricadi e Nicotera che si trovano accerchiati da torrenti altamente inquinanti.

Situazione drammatica a Nicotera dove ad inquinare mare e spiagge ci pensano, non solo i fossi, ma anche il fiume Mesima il quale, lungo il suo percorso, trascina pericolosi “veleni” che vanno a finire nelle dolci e fresche acque del mare Tirreno per molti periodi dell’anno inquinato da scoli fognari. Tra gli operatori turistici della zona c’è forte rabbia perché i problemi dell’inquinamento si potevano risolvere spendendo le risorse messe a disposizione dalla Regione per realizzare un depuratore consortile che avrebbe raccolto i liquami di diversi comuni litoranei e dell’entroterra. Stessa cosa si sarebbe potuta fare nei comuni di Pizzo e Francavilla Angitola dove era prevista la realizzazione di un altro depuratore consortile al quale dovevano essere collettati Maierato, Filadelfia e tutte le attività turistiche ricadenti sulla Statale 18 tra la città napitina e Lamezia Terme. Quanti liquami fognari avremmo evitato di scaricare a mare se l’impianto fosse stato realizzato?

Come salvare la stagione balneare

La stagione balneare si può ancora salvare mettendosi a lavorare, (gli amministratori sono avvertiti), per far bonificare le spiagge e revisionare le piattaforme depurative e le stazioni di sollevamento. Il sindaco di Pizzo Sergio Pititto si è messo in cammino per far girare al meglio tutto il sistema depurativo che lo scorso anno, per alcune falle nella gestione, ha creato non pochi problemi su tutto il litorale cittadino. Per quanto riguarda il disinquinamento dei fiumi Angitola e Mesima bisognerà aspettare anni. Si rassegnino gli operatori turistici di Pizzo e Nicotera.

Foto: sopra foce fiume Mesima. Sotto foce del fiume Angitola

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