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Sicurezza a Catanzaro Sud: “Necessario un presidio rafforzato e permanente”

di Fabio Celia * – “Uno sconcio senza fine rispetto a cui io, in qualità di ex pubblico amministratore e se mi consentite attuale operatore economico che investe ingenti risorse economiche e umane in questa città, mi ribello. Seppure lo faccia, come ovvio, in modo civile e con toni sommessi come per mia abitudine, del resto. Sto purtroppo parlando di quanto sta succedendo, dal momento della parziale riapertura dei locali in virtù dell’allentamento delle misure Anticovid, nel quartiere più importante e oserei dire pulsante del capoluogo: Lido. Una zona in cui qualcuno dà invece tutto per scontato. Mi spiego meglio, chi di competenza non deve pensare in modo superficiale “tanto la gente lì ci va sempre e gli imprenditori continueranno di conseguenza a investire. Perché non funziona certo così. Anzi, vale semmai il contrario, perché continuando di questo passo, la Marina è condannata a impoverirsi di nuovo; a tornare insomma indietro di 60 anni quando qualcuno la chiamava in modo dispregiativo un ‘villaggio di pescatori’. E lo affermo con tale perentorietà ed enfasi, dal momento che si sta ignorando uno dei problemi fondamentali della zona quello della Sicurezza intesa e scritta con la S maiuscola. Una colpa grave, soprattutto adesso mentre è ormai quasi iniziata la seconda stagione estiva successiva ad altrettanti lunghi inverni caratterizzati dalla pandemia da Coronavirus e da tutto ciò che ne consegue. Sta di fatto che dovremmo tutti agire al meglio delle nostre possibilità, senza invece farci trovare impreparati come sta accadendo adesso. Ed è molto pericoloso, considerato come se i cittadini non si sentono tranquilli, si rintanato in casa o, per meglio dire, se ne vanno dove possono godersi una serata in libertà privi di patemi. Parlo, ad esempio, di sedi relativamente vicine quali Montepaone e Soverato o magari Botricello. E noi questo ennesimo “regalo” non ce lo possiamo permettere. Lo sostengo a chiare lettere, poiché ribadisco di essere uno dei titolari e amministratori di aziende che hanno fatto enormi sacrifici. Eccome. Un impegno profuso per rilanciare il quartiere marinaro, creando ricchezza e lavoro. Tanto lavoro, che in caso di proseguimento dell’andazzo attuale si perderà. Perché mi si deve spiegare com’è possibile consentire le megarisse tra bande formate da gruppi di etnia rom, che approfittano della confusione per dar luogo a veri e propri regolamenti di conti. È inaccettabile. E ve lo dice un uomo di Sinistra, convinto assertore della politica dell’accoglienza. Lontano anni luce da qualsivoglia forma di intolleranza. Ma attenzione, qui l’appartenenza a questa o a quella popolazione non c’entra. Nulla. Nella fattispecie parliamo di soggetti che infrangono la legge e infastidiscono, o peggio, cittadini indifesi. Magari anche anziani e bambini. Altro aspetto da stigmatizzare fortemente è, spesso ad opera degli stessi soggetti, l’attività di spaccio di stupefacenti al dettaglio. È il motivo per cui mi rivolgo in forma diretta al questore, ai comandanti provinciali dell’Arma dei carabinieri e della Guardia di Finanza e infine al capo della polizia locale di Catanzaro. A loro chiedo un intervento immediato, che si traduca in un presidio rafforzato e permanente già a partire dal prossimo weekend. Spero poi nel ritorno a una misura di grande valore e significato come quella del carabiniere e del poliziotto di quartiere. Sono gli unici modi in cui si può dare sicurezza alla gente. In particolare agli abitanti e ai frequentatori di Marina, così come a esercenti e imprenditori del posto, da troppo tempo ahimè abbandonati a loro stessi. Una mancanza di cura che, ribadisco, alla lunga potrebbe rivelarsi fatale per le sorti di Lido”.

*  Imprenditore

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