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Processo al clan Arena, chieste 66 condanne in Appello (NOMI)

 di Gabriella Passariello- Ha ripercorso gli atti di indagine della maxi inchiesta della Dda di Catanzaro “Jonny”, che nel 2017 ha inferto un duro colpo al clan Arena di Isola Capo Rizzuto, che ha portato a 68 arresti e a 16 indagati. Il pm della distrettuale Domenico Guarascio, in veste di sostituto procuratore generale, davanti ai giudici della Corte di appello di Catanzaro, prima di formulare le richieste di pena per 66 imputati, 62 dei quali condannati in primo grado e 4 assolti, ha parlato di capi e gregari della cosca Arena, cosca che per più di un decennio, secondo la pubblica accusa, ha messo le mani sul centro di accoglienza immigrati “Cara” di Isola Capo Rizzuto, riuscendo ad accaparrarsi gli appalti indetti dalla Prefettura di Crotone per le forniture dei servizi di ristorazione con l’aiuto del governatore della “Fraternità di misericordia” Leonardo Sacco. Servizi affidati ad imprese costituite dagli Arena e da altre famiglie di ‘ndrangheta per spartirsi i fondi destinati all’accoglienza dei migranti.

 “Assoluzioni da ribaltare in condanne”

 Al termine della requisitoria il pubblico ministero davanti ai giudici di secondo grado, presidente Loredana De Franco ha chiesto di ribaltare le assoluzioni sentenziate in primo grado in condanne. In particolare ha invocato  per Maria Morrone, 3 anni e 2mila euro di multa (in primo grado do assolta) e Mario Manfredi, 10 anni (in primo grado assolto) Domenico Mercurio 8 anni ( in primo grado assolto) e Silvia Muraca, 3 anni e 2mila euro di multa (in primo grado assolta).

“Le pene da aggravare”

Otto le posizioni degli imputati per cui la Dda ha chiesto l’aumento di pena. Si tratta di Leonardo Sacco, nei confronti del quale ha chiesto 20 anni (in primo grado condannato a 17 anni e 4 mesi); Antonio Poerio, 39enne, 14 anni di reclusione (in primo grado condannato a 10 anni e 8 mesi);Angelo Muraca, 20 anni (in primo grado 16 anni e 8 mesi); Stefania Muraca,  5 anni ( in primo grado 1 anno di reclusione); Fernando Poerio, 20 anni (in primo grado 19 anni e 4 mesi); Mario Ranieri, 10 anni (in primo grado 1 anno e assolto dal 416bis; Mario Guareri, 12 anni di reclusione e 5mila euro di multa ( in primo grado 1 anno, 8 mesi e 3mila di multa) e Santo Tipaldi, 14 anni e 4 mesi di reclusione (in primo grado 11  anni e 4 mesi);

“ Le condanne da confermare”

Il magistrato ha chiesto la conferma della sentenza di primo grado per Armando Abbruzzese 6 anni di carcere e 8 mila euro di multa , Salvatore Abbruzzo 12 anni di reclusione; Francesco Aceto, 5 anni , sei mesi, 3mila euro di multa; Antonio Francesco Arena, (28 anni) 11 anni  di reclusione; Francesco Arena, (40enne) 11anni e sei mesi; Francesco Antonio Arena  detto “Antonio”, 11 anni di reclusione; Francesco Arena (60enne) 11 anni di reclusione;  Giuseppe Arena “tropeano”, 16 anni e 4 mesi; Giuseppe Arena, figlio di Pasquale Arena, detto Nasca, (32enne), 11 anni di reclusione;  Pasquale Arena, detto “nasca” (62enne),   20 anni e 2 mesi; Pasquale Arena  (27enne), 11 anni di carcere; Salvatore Arena, alias Ricchia (50 anni), 10 anni e 8 mesi;  Luciano Babbino, 12 anni di reclusione; Francesco Bruno, 12 anni di reclusione; Francesco Caiazzo, 6 mesi di reclusione; Leonardo Catarisano, detto Nando, 12 anni; Giuseppe Cosco, 8 anni; Raffaele Di Gennaro, alias Lello, 14 anni di carcere; Domenico Falcone, detto Mimmo,  12 anni; Salvatore Foschini, 11 anni e 4 mesi;  Fiore Gentile, 11 anni e 4 mesi ; Francesco Gentile, 16 anni; Tommaso Gentile, 13 anni e 6 mesi; Antonio Giglio, 10 anni e 8 mesi; Nicolino Gioffrè, 13 anni e 4 mesi; Aldo Giordano, 10 anni e 8 mesi; Aurelio Giordano, 10 anni e 8 mesi; Lorenzo Giordano, 10 anni e 8 mesi; Maurizio Greco, 12 anni e 8 mesi; Francesco Gualtieri, 12 anni;  Andrea Guarnieri, 8 anni; Nicola Lentini, 11 anni e 10 mesi; Paolo Lentini, alias Pistola, 16 anni e 4 mesi; Rosario Lentini, alias Liborio, 17 anni di reclusione; Vincenzo Lentini, 10 anni e 8 mesi;  Giuseppe Lequoque, alias Peppe Cannuno, 14 anni di reclusione; Costantino Lionetti, 10 anni e 8 mesi; Francesco Martaridonna 11 anni e 4 mesi; Luigi Miniaci, 12 anni e 8 mesi; Pasquale Morelli 4 anni di reclusione e 4mila euro di multa; Antonio Giuseppe Morrone, 2 anni di reclusione e 200 euro di multa; Paolo Muccillo, 4 anni di reclusione e 10mila euro di multa;  Benito Muto 11 anni e 4 mesi; Domenico Nicoscia, (40enne),  10 anni e 8 mesi; Salvatore Nicoscia, 10 anni e 8 mesi; Fortunato Pirrò, alias Barzetta 11 anni di reclusione; Antonio Poerio, (49enne), chiesti 20 anni; Antonio Pompeo, 10 anni e 8 mesi; Giuseppe Pullano, 15 anni di reclusione;   Domenico Riillo, 14 anni; Francesco Romano, 12 anni e 4 mesi; Maria Grazia Scerbo, 1 anno e 4 mesi; Paolo Muccillo, 4 anni di reclusione e 10mila euro di multa; Francesco Taverna, 11 anni e per Roberto Valeo, alias killer, chiesti 8 anni.

Le scommesse on line

L’inchiesta ha permesso di provare che la potente famiglia di ‘ndrangheta ha acquisito e mantenuto una “posizione dominante” nel settore della raccolta delle scommesse on line e del noleggio degli apparecchi da intrattenimento nella città di Crotone e nel suo hinterland, conseguendo enormi profitti, alterando gli equilibri e precludendo l’accesso ad altri operatori commerciali. In particolare la società bookmaker “Centurion Bet Ltd”, attiva nel settore delle scommesse, operante in Italia con oltre 500 agenzie e ramificata in tutto il mondo, avrebbe messo a disposizione i propri circuiti di gioco on line alla società Kroton Games, attiva nella provincia di Crotone ed espressione commerciale della cosca Arena, determinando volumi di fatturato, sottratti al fisco, per decine di milioni di euro.

La longa manus della cosca nel capoluogo

La cosca Arena, secondo le risultanze investigative, aveva imposto la propria presenza anche sull’area jonica della provincia di Catanzaro dove o attraverso i suoi affiliati o per mezzo di fiduciari o con il sostegno di cosche alleate, aveva monopolizzato il business delle estorsioni ai danni di esercizi commerciali e imprese anche impegnate nella realizzazione di opere pubbliche. Tra il 2015 ed il 2016 infatti, in particolare a Catanzaro e nei comuni di Borgia e Vallefiorita, una cellula della cosca, dipendente dalla cosca madre di Isola Capo Rizzuto ma radicata nel capoluogo, aveva messo a segno una serie infinita di danneggiamenti a fini estorsivi per esercitare il controllo sull’area.

Parti civili

Si sono costituiti parte civili il Comune di Isola Capo Rizzuto con l’avvocato Gaetano Callipo, il ministero dell’Interno e Agenzia delle Entrate rappresentati dall’avvocatura distrettuale dello Stato di Catanzaro, in persona dell’avvocato Luca Matarese, la Federazione interregionale delle Misericordie di Calabria e Basilicata, difesa dall’avvocato Frank Mario Santacroce, L’associazione Libera, associazioni, Nomi e numeri contro le mafie, rappresentata dall’avvocato Vincenza rando e la confederazione nazionale delle misericordie d’Italia, rappresentata dall’avvocato Vincenza Rando e Antonio Frustaglia, difeso dall’avvocato Michele Gigliotti.

Il collegio difensivo

Si ritornerà in aula il prossimo 15 gennaio per le discussioni degli avvocati difensori Salvatore Staiano, Vincenzo Cicino, Anna Marziano,  Eugenio Felice Perrone, Stefano Nimpo, Romualdo Truncè, Saverio Loiero,  Vittoria Aversa, Gregorio Viscomi, Mario Prato, Giovanni Merante, Rosina Levato, Francesca Bonopane, Luigi Villirilli, Giuseppe Merante, Gianni Russano, Vincenzo Girasole, Marinella Chiarella, Emilio Vitaliano, Francesco Laratta, Roberta Succi, Vincenzo Ioppoli, Francesco Gambardella, Francesco Iacopino, Nicola Tavano, Tiziano Saporito, Francesca Buonopane, PaoIo CoIosimo, Giovanni Vecchio, Francesco Catanzaro, Valerio Vianello Accoretti, Giorgio Accoretti Vianello, Roberto Coscia,  Gianfranco Chiariello, Rocco Corda, Giuseppe Barbuto, Mario Turano, Pasquale Lepera, Giovanni Figliomeni, Antonietta Gigliotti De Nicolò, Sergio Rotundo, Mario Nigro, Giuseppe Napoli, Nico D’Ascola, Valter Burani, Luca Cianferoni, Michele Bonsegna, Emilio Siviero, Guido Perri, Gianluca Vassai e Salvatore Iannone.

LEGGI ANCHE | Jonny, processo d’Appello al clan Arena di Isola: costituite le parti civili

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