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Processo alle nuove leve dei clan di Lamezia: chieste 41 condanne (NOMI)

di Mimmo Famularo – Oltre 350 anni di reclusione e quasi 800mila euro complessivi di multa. E’ quanto chiesto dal pm della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro Chiara Bonfadini nell’ambito del processo scaturito dall’operazione denominata “Crisalide3” contro la cosca “Cerra-Torcasio-Gualtieri” di Lamezia Terme in corso dinnanzi al gup Antonio Battaglia. Al termine della requisitoria la pubblica accusa ha invocato 41 condanne e un solo proscioglimento per morte dell’imputato. Al centro dell’inchiesta, che ha sgominato le nuove leve del potente clan lametino, un gruppo criminale operante nel traffico delle sostanze stupefacenti e responsabile – secondo l’accusa – di un’aggressiva e violenta attività estorsiva nei confronti di commercianti e imprenditori di Lamezia Terme.

Le richieste del pm

Pene dai due ai 18 anni quelle richieste dal sostituto procuratore Bonfadini. La condanna più alta è stata invocata nei confronti di Francesco Gigliotti e Giuseppe Gullo. Queste le richieste formulate al gup del pubblico ministero: Antonio Miceli, 14 anni reclusione e 100mila euro di multa; Teresa Torcasio 6 anni e 28mila euro di multa; Antonio Saladino 12 anni e 80mila euro di multa; Francesco Gigliotti 18 anni; Davide Belville 10 anni; Sandro Tropea 8 anni e 8 mesi; Salvatore D’Agostino 12 anni; Giuseppe Costanzo 6 anni e 8 mesi e 30mila euro di multa; Esterino Tropea 4 anni e 8 mesi più 10mila euro di multa; Antonio Gullo 12 anni di reclusione; Pasquale Caligiuri 9 anni, 4 mesi e 60mila euro di multa; Vittorio Saladino 2 anni e 8 mesi più 4mila euro di multa; Antonio Franceschi 8 anni e 40mila euro di multa; Rosario Franceschi 10 anni e 8 mesi più 40mila euro di multa; Antonio Paola 10 anni e 8 mesi più 60mila euro di multa; Massimo Gualtieri 6 anni più 40mila euro di multa; Luigi Vincenzini 17 anni e 4 mesi;  Piero De Sarro 16 anni e 8 mesi; Saverio Torcasio 6 anni e 8 mesi più 32mila euro di multa; Salvatore Fiorino 12 anni di reclusione; Morrison Alessio Gagliardi 3 anni, 4 mesi e 6mila euro di multa; Antonio Grande 18 anni di reclusione; Vincenzo Grande 2 anni, 8 mesi e 8mila euro di multa; Domenico De Rito 2 anni, 8 mesi e 8mila euro di multa;  Antonio La Polla, 4 anni 8 mesi e 14mila euro di multa; Carlo Sacco, 2 anni e 8 mesi più 8mila euro di multa; Filippo Sacco, 2 anni e 8 mesi di reclusione più 8mila euro di multa; Alessandro Trovato 9 anni e 4 mesi; Pasquale Mercuri 6 anni e 26mila euro di multa; Pasquale Butera 6 anni e 26mila euro di multa; Nicholas Izzo 10 anni; Pasquale Gullo 14 anni e 100mila di multa; Pasquale Cerra 8 anni e 8mila euro di multa; Antonio Paradiso 8 anni e 8mila euro di multa; Giuseppe Gullo 18 anni; Antonio Stella 2 anni e 6mila euro di multa; Ottorino Raineri, 10 anni e 14mila euro di multa; Cristian Greco 10 anni; Giovanni Torcasio 6 anni e 5 mesi più 8mila euro di multa; Nicola Gualtieri 6 anni e 5 mesi più 8mila euro di multa; Giuseppe Galluzzi 9 anni e 4 mesi di reclusione.

Richiesta di proscioglimento

Il pm Chiara Bonfadini ha chiesto nei confronti di Concetto Pasquale Franceschi la sentenza di non doversi procedere per estinzione dei reati per morte del reo mentre per alcuni imputati è stata invocato l’assoluzione ma solo per singoli capi di imputazione. Nel collegio difensivo sono impegnati i seguenti avvocati: Larussa, Gambardella, Cerra, Spinelli, Canzoniere, Bilotta, Careri, Gualtieri, Carnuccio, Villella, Cerminara e Ferraro. Dopo la requisitoria della pubblica accusa adesso toccherà alle discussioni dei legali difensori con le loro repliche al termine delle quali arriverà l’attesa sentenza.

Operazione “Crisalide”

L’operazione “Crisalide 3” giunge a compimento di un lungo processo investigativo messo in campo dalla Procura distrettuale di Catanzaro contro la cosca “Cerra-Torcasio-Gualtieri” e aveva avuto nel recente passato due passaggi importanti. La prima operazione risale a maggio 2017 ed aveva portato all’arresto di 52 persone. Nell’aprile 2018 il secondo capitolo, con 11 arresti e il coinvolgimento anche di esponenti politici. Un’inchiesta che all’epoca portò il prefetto di Catanzaro a inviare la commissione d’accesso al Comune di Lamezia Terme con il conseguente scioglimento del Consiglio comunale. Il terzo atto di Crisalide culminò con il blitz messo a segno nel settembre del 2018 con l’arresto di 28 persone accusate, a vario titolo, di di associazione a delinquere di stampo mafioso, traffico di sostanze stupefacenti, possesso illegale di armi ed esplosivi, estorsione, danneggiamento aggravato e rapina.

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