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Processo ex Legnochimica, sindaco di Rende in aula: “Situazione anomala. Difficile intervenire”

di Maria Teresa Improta – Disastro ambientale e omessa bonifica. Reati per i quali è chiamato a rispondere Pasquale Bilotta, ex liquidatore dell’azienda Legnochimica della famiglia Battaglia che fino al 2002 ha prodotto tannino e pannelli in legno nella zona industriale di Rende, nell’area urbana di Cosenza. Un quartiere, abitato da numerose famiglie e popolato quotidianamente da centinaia di lavoratori, dove oggi insistono dei veri e propri laghi chimici contenenti gli scarti di lavorazione della fabbrica dismessa. Liquami che sarebbero stati sversati negli anni anche sui terreni circostanti dando origine, in particolari condizioni ambientali, al fenomeno dell’autocombustione. Il sindaco di Rende Marcello Manna, chiamato a testimoniare ieri innanzi al giudice Francesca Familiari del Tribunale di Cosenza ha risposto alle domande della pubblica accusa rappresentata dal pm Antonio Bruno Tridico. Primo cittadino della città Oltrecampagnano dal 2014, Manna ha ricostruito in aula l’iter burocratico che ad oggi non ha consentito di porre in essere alcun tipo di azione per decontaminare le vasche di contrada Lecco.

La testimonianza del sindaco di Rende

“Quando mi sono insediato c’erano già delle attività in corso su sull’area dell’ex Legnochimica” ha affermato il sindaco Manna assolto dalle accuse di disastro ambientale e omessa bonifica con sentenza definitiva. “Si tratta di una situazione anomala – ha spiegato Marcello Manna – perché c’è un privato che deve intervenire, ma essendoci una procedura fallimentare la legge non prevede altri mezzi se non l’intervento dell’amministrazione comunale in sua sostituzione. Abbiamo valutato questo aspetto, però il Comune di Rende era ed è in predissesto finanziario, quindi non ci sono le condizioni per finanziare la bonifica. Lo svuotamento dei laghi e la rimozione dei fanghi richiedono una spesa di diversi milioni di euro. Ho quindi sollecitato la Regione Calabria per far inserire il sito nell’elenco delle aree contaminate a rischio. Elenco non ancora completato, che io sappia. Siamo anche andati al Ministero dell’Ambiente a chiedere se era possibile avere una corsia preferenziale perché il danno da riparare è urgente, in quanto si tratta di in una zona abitata. Ci hanno detto che non è possibile, siamo di fronte a un’impasse”.

Manna: “Calabria Maceri era disponibile a ripulire i laghi”

“Si sono tenute diverse conferenze dei servizi – ha chiarito il sindaco di Rende – nelle quali sono stati presentati da Legnochimica dei progetti ritenuti inattuabili. L’amministrazione comunale ha ingaggiato un esperto in materia dell’Università della Calabria per capire la portata dell’inquinamento di acque. I valori emersi non sono particolarmente allarmanti dal punto di vista ambientale. Anzi. I metalli presenti si ritrovano anche nelle falde di altre zone del territorio, come Roges. È stata bloccata qualsiasi nuova iniziativa edilizia e le autorizzazioni a nuovi insediamenti industriali. Nonostante i processi non ci siamo mai fermati e in passato, a mia memoria, Bilotta e Battaglia erano attivi nelle conferenze dei servizi. Erano attori necessari allo svolgimento delle riunioni, però non si sono fatti passi in avanti per risolvere il problema che di fatto è economico. Calabra Maceri si era offerta per trattare liquami e fanghi provvedendo allo smaltimento. Non è comunque semplice, serve un piano d’intervento”. In aula erano presenti gli avvocati di parte civile Salvatore Tropea e Pasquale Filippelli, il processo è stato rinviato al prossimo 8 novembre.

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