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Processo ‘Nuove Leve’, in appello nove condanne e tre assoluzioni

Si è concluso a Catanzaro il processo d’appello “Nuove Leve” per tutti gli imputati che hanno scelto l’abbreviato. Nel settembre 2019 il procuratore generale aveva chiesto per tutti la conferma delle condanne di primo grado (12 condanne e 2 assoluzioni).

Il processo era nato dall’operazione iniziata il 24 febbraio 2017 e che aveva portato all’arresto, secondo gli inquirenti, di persone considerate le nuove leve della cosca Giampà di Lamezia Terme. Gli imputati sono accusati di estorsione, associazione a delinquere. Il collegio difensivo è composto, tra gli altri, dagli avvocati Pasquale Naccarato, Giuseppe Spinelli, Antonio Lomonaco, Antonio Larussa, Rita Cellini, Wanda Bitonte, Saverio Loiero, Salvatore Cerra, Ramona Gualtieri,  Giusy Caliò, Francesco Gambardella, Sebastiano Pipicella, Lucio Canzoniere, Pasquale Naccarato e Francesco Iacopino.

Cinque condanne confermate, 4 rideterminate e 3 assoluzioni. Si è concluso così il processo d’appello “Nuove Leve” per gli imputati che hanno scelto il rito abbreviato. Il procuratore generale, Luigi Maffia, lo scorso settembre aveva inoltre chiesto la conferma delle condanne di primo grado per tutti gli imputati. Il processo “Nuove Leve”, scaturito dall’operazione che il 24 febbraio del 2017 aveva “incastrato” quella che gli inquirenti hanno definito la nuova generazione della cosca Giampà. Giovani che si sarebbero adoperati per continuare nell’esercizio delle attività estorsive sul territorio per conto dei capi cosca sottoposti a regime detentivo. Dopo le discussioni degli avvocati è stata emessa la sentenza.

Condannati, dunque, Giuseppe Paone (8 anni), Roberto Castaldo (10 anni), Francesca Allegro (8 anni), Maria Muraca (7 anni e 4 mesi) e Vincenzo Giampà soprannominato “Il Camacio” (5 anni, 4 mesi e 4mila euro di multa). Assolti, invece, Gregorio Scalise, Eugenio Giampà e Danilo Cappello. Rideterminazione delle pene, infine, per Marco Francesco De Vitoin (5 anni e mesi 4 di reclusione), Vincenzo Vigliaturo  (3 anni di reclusione), Andrea Mancusoin (3 anni di reclusione) e Michele Muracain (2 anni e mesi 8 di reclusione).

Redazione Calabria 7

 

 

 

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