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Processo Stige alla cosca Farao-Marincola, pioggia di condanne chieste in Appello (NOMI)

danilo abramo

di Gabriella Passariello- Quattordici assoluzioni ribaltate in condanne, una remissione al giudice di prime cure, pene più pesanti per sette imputati e la conferma nel resto della sentenza di primo grado ha chiesto il pm Domenico Guarascio, in veste di sostituto procuratore generale davanti ai giudici della Corte di appello di Catanzaro per oltre ottanta imputati, coinvolti nella maxi inchiesta della Dda di Catanzaro, nome in codice Stige, condotta dai carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Crotone, a gennaio 2018,  contro la cosca Farao-Marincola di Cirò Marina. Un’ organizzazione diretta dal boss ergastolano Giuseppe Farao, 70 anni, con base operativa a Cirò e nei paesi limitrofi, dove è stata verificata anche l’operatività di due ‘ndrine satelliti: quella dei Casabona facente capo a Francesco Tallarico e quella di Strongoli, facente capo alla famiglia Giglio. Attraverso imprenditori compiacenti, la cosca avrebbe ottenuto rapidi pagamenti dalla Pubblica Amministrazione, recuperi crediti, lavori e commesse, riconoscendo di contro al sodalizio i più diversificati favori, dalle assunzioni ai finanziamenti, all’elargizione di somme di danaro, contribuendo a conferire sul territorio il più indiscusso potere alla ’ndrangheta.

Le condanne da confermare

Il pg ha chiesto la conferma della condanna di primo grado per  Francesco Aloe 10 anni; Gaetano Aloe, a 13 anni, 4 mesi; Giuseppina Aloe, 3 anni e 4 mesi; Antonio Anania, 9 anni e 8 mesi; Ercole Anania, 13 anni e 2 mesi; Antonio Bartucca , 10 anni e 8 mesi; Moncef Blaich detto “Monzi”,  5 anni; Giovanni Caruso, 3 anni; Dino Celano, 5 anni; Aldo Chimenti,  8 mesi e pena sospesa; Angelo Cofone (in primo grado 3anni); Morena Cola, 10 mesi, pena sospesa; Francesco Crugliano, 1 anno e 6 mesi, pena sospesa; Gennaro Crugliano  8 anni e 4 mesi; Leonardo Crugliano, 20 anni; Mirco Crugliano, 8 anni e 8 mesi; Adolfo D’Ambrosio, 8 anni; Antonio De Luca, 5 anni e 5 mesi; Francesco Farao, 4 anni e 8 mesi;  Vittorio Farao (di Giuseppe 43 anni), 8 anni; Vittorio Farao (di Silvio, 42 anni) 20 anni di reclusione ; Alessandro Gabin  5 anni); Donato Gangale, 9 anni e 4 mesi; Giuseppe Giglio, 18 anni e 12mila euro di multa; Salvatore Giglio, 20 anni; Franco Gigliotti, 10 anni; Nino Greco 5 anni e 8 mesi; Giuseppe Guarino, 1 anno e 6 mesi;Cataldo Marincola, 20 anni; Vincenzo Marino, 2 anni; Salvatore Morrone, 20 anni; Carmine Muto, 7 anni; Luigi Muto, 19 anni e 4 mesi; Santino Muto ,7 anni e 8 mesi; Basilio Paletta, 12 anni e 10 mesi; Domenico Palmieri, 8 anni; Rosario Placido,1 anno e 4 mesi; Fabio Potenza, 9 anni e 4 mesi; Carmela Roberta Putrino, 15 anni e 4 mesi; Eugenio Quattromani, 10 anni); Luigi Rizzo, 9 anni e 4 mesi); Salvatore Rizzo, 13 anni e 4 mesi;Francesco Russo, 8 anni; Francesco Salvatore, 15 anni e 6 mesi; Vincenzo Santoro  17 anni e 8 mesi; Giuseppe Sestito, 20 anni; Roberto Siciliani, 8 anni;  Carmine Siena 11 anni e 4 mesi); Palmiro Salvatore Siena, 11 anni e 4 mesi; Giovanni Spadafora, 12 anni;Antonio Squillace  1 anno e 4 mesi, pena sospesa; Francesco Tallarico, 20 anni di reclusione; Ludovico Tallarico, 8 anni; Carolina Terlizzi,  1 anno, 9 mesi, 10 giorni pena sospesa; Bruno Tucci 3 anni, 8 mesi;  Annamaria Veltri 1 anno, 4 mesi, pena sospesa;  Vincenzo Zampelli  3 anni e 8 mesi; Aldo Marincola, 8 anni.

Le condanne da riformare

Davanti i giudici della Corte di appello il magistrato ha chiesto un aggravio di pena per Francesco Basta, 10 anni di reclusione (in primo grado 9 anni e 6 mesi);  Martino Cariati, 20 anni di reclusione (in primo grado 15 anni e 4 mesi);   Vito Castellano, 20 anni di reclusione (in primo grado 16 anni); Mario Lavorato, 14 anni di reclusione (in primo grado 10 anni e 8 mesi); Domenico Rocca, 10 anni (in primo grado 8 anni);  Giuseppe Spagnolo, 20 anni, ( in primo grado 20 anni);  Luigi Tasso, 12 anni di reclusione (in primo grado 3 anni, 4 mesi, 34mila euro di multa).

“Le assoluzioni da ribaltare in condanne”

Il pg ha chiesto di ribaltare in condanne le assoluzioni per 14 imputati. In particolare ha invocato per Alessandro Albano, 8 anni, (in primo grado assolto); Domenico Alessio, 8 anni, (in primo grado assolto); Lucia Aloe, 3 anni (in primo grado assolta);  Agostino Canino, 8 anni (in primo grado assolto); Amodio Caputo, 6 anni e 8 mesi (in primo grado assolto); Luigi Caputo, 6 anni e 8 mesi (assolto in primo grado); Gilda Cardamone, 2 anni di reclusione (assolta in primo grado); Teresa Clarà, 2 anni (in primo grado assolta); Nicola Flotta 8 anni (assolto i primo grado); Giuseppe Sprovieri, 6 anni (in primo grado assolto); Roberto Corvo, 8 anni (in primo grado assolto); Giancarlo Fuscaldo, 8 anni (in primo grado assolto);Antonella Rocca, 2 anni (in primo grado assolta); Francesco Rocca, 2 anni (in primo grado assolto), mentre per Domenico Nicola Guarino, assolto in primo grado ha invocato la remissione degli atti al giudice di prime cure.

Le accuse

Una sfilza di reati vengono contestati agli imputati: l’associazione a delinquere di stampo mafioso, l’estorsione, l’autoriciclaggio, porto e detenzione illegale di armi e munizioni, intestazione fittizia di beni, procurata inosservanza di pena e illecita concorrenza con minaccia aggravata dal metodo mafioso.

Parti civili

Quindici le parti civili: i Comuni di Colosimo, Cutro, Cirò Marina, Cariati, Mandatoriccio, Pietrapaola, Scigliano, San Giovanni in Fiore, Strongoli, Cgil Calabria, Cgil Emilia Romagna, Cgil Nazionale, Legambiente Calabria onlus, Fiom Parma e Antonio Gallo.

I sequestri

L’inchiesta vergata dai sostituti procuratori Domenico Guarascio, Alessandro Prontera, Fabiana Rapino e coordinata dal procuratore aggiunto Vincenzo Luberto con la supervisione del procuratore capo Nicola Gratteri aveva portato al sequestro preventivo di 700 immobili, 400 autoveicoli, 57 società per la maggior parte nel territorio del Crotonese , ma anche in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Piemonte, Lazio, Toscana, Campania e Germania per un valore di circa 50milioni di euro. Provvedimenti che hanno documentato l’operatività , gli assetti gerarchici interni e le attività della locale di ‘ndrangheta dai Farao- Marincola di Cirò con il suo pieno controllo degli apparati imprenditoriali, operanti soprattutto nei settori della produzione e del commercio del pane, della vendita del pescato, del vino, dei prodotti alimentari, delineando il quadro complessivo degli interessi illeciti gestiti in ambito nazionale ed estero.

Il collegio difensivo

Sono impegnati nel processo, tra gli altri, gli avvocati Salvatore Staiano, Gregorio Viscomi, Pietro Pitari, Gianni Russano, Sergio Rotundo, Giovanni Merante, Giuseppe Bruno, Luigi Falcone, Enzo Ioppoli, Tiziano Saporito, Pino Pitaro,  Salvatore Iannone e Rosa Maria Romano, Giuseppe Di Renzo, Luca Cianferoni, Tiziano Saporito, Valerio Spigarelli, Francesco Barbuto, Fabrizio Gallo, Pasquale Nicoletta, Antonio Anania, Maria Claudia Conidi, Stefano Nimpo, Pietro Nocita, Nico D’ascola, Armando Veneto, Angela Mascaro e Francesco Severino.

© Riproduzione riservata.

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