Procura Catanzaro: Oliverio, ipotesi reato di associazione per delinquere

“Un’associazione per delinquere con lo scopo di commettere una serie indeterminata di delitti contro la pubblica amministrazione”.

E’ questa l’accusa principale che la Procura di Catanzaro muove nell’avviso di conclusione delle indagini emesso nell’ambito di un’inchiesta sulla gestione di alcuni appalti di rilievo regionale: l’ipotesi di reato dell’associazione per delinquere è contestata, in particolare, al presidente della Regione.

E’ questa l’accusa principale che la Procura di Catanzaro muove nell’avviso di conclusione delle indagini emesso nell’ambito di un’inchiesta sulla gestione di alcuni appalti di rilievo regionale: l’ipotesi di reato dell’associazione per delinquere è contestata, in particolare, al presidente della Regione.

Mario Oliverio, all’ex vicepresidente della Giunta regionale, Nicola Adamo, al dirigente delle Ferrovie della Calabria, Giorgio Lo Feudo, al dirigente regionale Luigi Zinno, all’imprenditore Pietro Ventura e all’intermediario Rocco Borgia.

Nell’avviso di conclusione delle indagini, la Procura delinea anche una sorta di “ripartizione dei ruoli”, a partire da quello di Adamo, che – scrivono gli investigatori – “in qualità di promotore e organizzatore supervisiona, coordina e dirige le attività dell’associazione, ancorché attualmente non ricoprente incarichi pubblici, cariche elettive… è il punto di riferimento costante per gli altri associati nonché elemento di raccordo tra esponenti politici, amministratori pubblici e imprenditori privati in ordine agli sviluppi delle più importanti gare pubbliche bandite dalla Regione, e determina le principali scelte politico amministrative regionali di interesse per l’associazione attraverso la propria esclusiva influenza sul presidente della Giunta Oliverio, del quale è consigliere di fatto e suggeritore delle principali strategie”.

Per la Procura di Catanzaro, inoltre, Adamo “è in continuo e costante contatto con dirigenti e amministratori pubblici (in particolare Zinno e Lo Feudo) al fine di conoscere i dettagli delle procedure di gare pubbliche di interesse, indirizzare le determinazioni amministrative di merito, assicurare che le medesime gare pubbliche si sviluppino secondo i progetti dell’associazione, si attiva per far ottenere ai suoi uomini di fiducia la nomina in posti strategici delle amministrazioni pubbliche regionali e locali”.

Quanto a Oliverio, secondo la Procura “in qualità di promotore indirizza le attività dell’associazione nella sua qualità di presidente della Giunta della Regione (dal 9 dicembre 2014 all’attualità) e già presidente della Provincia di Cosenza (fino al 12 ottobre 2014), è  il referente politico-istituzionale degli associati, nonché degli amministratori pubblici e degli imprenditori in ordine agli sviluppi delle procedure di gara pubbliche bandite dalla Regione e di interesse dell’associazione, nonché alle vicende politiche e istituzionali correlate alle stesse, adotta (previe costanti intese con Adamo) le principali scelte politico-amministrative regionali di interesse per l’associazione”.

Oliverio inoltre, secondo l’accusa, “è in continuo e costante contatto con dirigenti e amministratori pubblici (in particolare Zinno e Lo Feudo) al fine di conoscere i dettagli delle procedure di gare pubbliche di interesse, indirizzare le determinazioni amministrative di merito, assicurare che le medesime gare pubbliche si sviluppino secondo i progetti dell’associazione, si attiva (anche su indicazione di Adamo) per far ottenere ai suoi uomini di fiducia la nomina in posti strategici delle amministrazioni pubbliche regionali e locali”.

A sua volta, Lo Feudo – scrive poi la Procura di Catanzaro – “in qualità di organizzatore gestisce le principali attività dell’associazione, nella sua qualità di direttore generale di Ferrovie della Calabria è l’imprenscindibile elemento di collegamento tra gli associati di parte pubblica istituzionale e gli operatori economici di settore partecipanti e beneficiari delle turbative nelle procedure di gara pubbliche”.

“In qualità di partecipe”, gli inquirenti inquadrano anche il ruolo di Zinno, ritenuto “l’indispensabile longa manus degli associati all’interno dell’amministrazione regionale: nella sua principale qualità di dirigente generale del Dipartimento Infrastrutture e Lavori pubblici della Regione ripone la sua funzione e le sue competenze tecniche al servizio dell’associazione, per sviluppare e finalizzare sul piano amministrativo le procedure di gara pubbliche nei tempi e nei modi dettati dagli interessi dei associati”.

Sempre “in qualità di partecipe”  inoltre la Procura catanzarese rimarca il ruolo di Ventura, definito “imprenditore di pronta disposizione per l’associazione e quindi il contraente privilegiato e beneficiario delle principali commesse regionali in ambito ferroviario”, e il ruolo di Borgia, che – si legge nell’avviso di conclusione delle indagini – “finalizza gli interessi dell’associazione nelle fasi dell’aggiudicazione delle gare pubbliche”.

Borgia, inoltre, secondo gli investigatori, “anche nella sua qualità di intermediario, dispone di una complessa rete di relazioni con politici, imprenditori e amministratori pubblici che gli consente di veicolare le aggiudicazioni in favore dei gruppi imprenditoriali da lui individuati e sponsorizzati” con particolare riferimento alla progettazione e realizzazione del collegamento metropolitano tra Cosenza, Rende e Università della Calabria e allo studio di fattibilità del nuovo ospedale di Cosenza.

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