Progetto “No Violence”, una panchina rossa per sensibilizzare e riflettere

Iniziativa del Centro per la giustizia minorile e del Centro calabrese di solidarietà
No Violence

Il Centro per la Giustizia Minorile di Catanzaro in collaborazione con il Centro Calabrese di Solidarietà ha realizzato negli anni 2020 e 2021 il progetto “No violence” per promuovere percorsi di educazione alla non violenza ai minori e giovani autori di reato. Nell’ambito del progetto si sono svolti un laboratorio-psicoeducativo di educazione al sentimento per i minori delle Comunità ed un percorso di riflessione e formazione per gli operatori che impattano con i fenomeni della violenza di genere. Le attività rivolte ai minori hanno avuto l’obiettivo di far accrescere in loro quella competenza emotiva che è il fattore preventivo maggiore rispetto alla possibilità di reiterazione di comportamenti violenti e alla messa in discussione di una cultura patriarcale ancora molto radicata.

In Calabria infatti, nell’ara minorile, sono emersi diversi segnali che rendono visibile come la violenza si radichi nei ceppi familiari, trasmettendo la sua potenza distruttiva di padre in figlio. L’emergere di reati violenti in famiglia (che si concretizzano in diverse forme tra le quali maltrattamenti della figura materna, della nonna, della fidanzata) si connota come dato di fatto di un sommerso che deve essere necessariamente reso noto e cambiato. Nell’ambito di questo progetto, in occasione della Giornata internazionale di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne è stata realizzata dai minori e giovani della Comunità ministeriale di Catanzaro e delle Comunità del Centro Calabrese di Solidarietà una panchina rossa, divenuta ormai simbolo di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne, da collocarsi nella sala antistante la sala udienze del Tribunale per i minorenni di Catanzaro.

In Calabria infatti, nell’ara minorile, sono emersi diversi segnali che rendono visibile come la violenza si radichi nei ceppi familiari, trasmettendo la sua potenza distruttiva di padre in figlio. L’emergere di reati violenti in famiglia (che si concretizzano in diverse forme tra le quali maltrattamenti della figura materna, della nonna, della fidanzata) si connota come dato di fatto di un sommerso che deve essere necessariamente reso noto e cambiato. Nell’ambito di questo progetto, in occasione della Giornata internazionale di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne è stata realizzata dai minori e giovani della Comunità ministeriale di Catanzaro e delle Comunità del Centro Calabrese di Solidarietà una panchina rossa, divenuta ormai simbolo di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne, da collocarsi nella sala antistante la sala udienze del Tribunale per i minorenni di Catanzaro.

La manifestazione

Alla manifestazione – che si è svolta ieri mattina – hanno preso parte: Isabella Mastropasqua la direttrice del Centro Giustizia Minorile di Catanzaro, Isolina Mantelli presidente del Centro calabrese di solidarietà; la Presidente del Tribunale per i Minorenni Teresa Chiodo, il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Catanzaro, Alessandra Ruberto, i ragazzi della Comunità ministeriale, operatori della Giustizia Minorile e del CEIS, giudici onorari del Tribunale Minori di Catanzaro. La manifestazione, in un luogo simbolico di affermazione della legge che avviene nelle aule del Tribunale per i Minorenni attraverso l’ascolto del minore autore di reato e l’avvio a percorsi di recupero nei servizi minorili della Giustizia, è staata salutata dalla presidente Chiodo come “una occasione per affermare la dignità della Persona oltre ogni etichetta ed in ogni luogo”.

      

La panchina

La direttrice Mastropasqua ha ringraziato i ragazzi presenti che hanno dato il loro contributo alla realizzazione della panchina oggetto simbolo della giornata, invitandoli “ad accogliere e lasciarsi coinvolgere nei progetti educativi che puntano ad un cambiamento del loro modo di essere e delle loro relazioni quotidiane con gli altri che devono caratterizzarsi come prive di violenza e cariche di rispetto ed ascolto”. Anche la presidente Mantelli, ricordando come “il fenomeno della violenza contro le donne sia in rilevante aumento ha invitato ognuno dei presenti all’assunzione di una responsabilità personale e diretta nella promozione di rapporti interpersonali che rifiutino la violenza in ogni situazione sempre ancora molto presente proprio contro le donne”.

In ultimo il Procuratore Ruberto richiamando l’immagine simbolica della panchina che indica “un’assenza dovuta ad una violenza” ha invitato i ragazzi a riflettere sui propri stili di vita in rapporto all’altro come valore proprio perché diverso da sé”. Lavorare con i giovani in carico sulle emozioni, è il segno di una giustizia che apre nuove possibilità, che educa e si apre al sogno di un futuro nuovo per le donne e per gli uomini di questa terra.

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