Pronto soccorso calabresi sotto assedio, getta la spugna il direttore dell’Annunziata di Cosenza Scrivano

Reparto sovraffollato e manca il personale medico-infermieristico. Lascia ufficialmente l’incarico "per motivi personali"

Ormai “ex “ perché allo scoppio per il sovraffollamento del Pronto soccorso dell’ospedale dell’Annunziata di Cosenza. Il direttore della “prima linea” del presidio ospedaliero cosentino Pietro Scrivano è stato costretto a gettare la spugna per i carichi di lavoro pesantissimi che, molto probabilmente, l’hanno stremato.
Il professionista, molto stimato in ambito ospedaliero, era alla guida dell’importante Unità operativa dal mese di settembre del 2022. In 18 mesi di lavoro ha cercato, insieme ad una equipe medico-infermieristica ridotta al lumicino, di risollevare le sorti di un reparto sempre più sovraffollato.

Lascia ufficialmente per ragioni familiari ma le criticità sono evidenti

Lascia ufficialmente per ragioni familiari ma le criticità sono evidenti

Dopo il forfait del sanitario, il management aziendale, si trova costretto a cercarsi un altro “camice bianco” disposto a lavorare duramente per mandare avanti un reparto i cui accessi giornalieri di pazienti è fuori controllo.
Ufficialmente il primario, attraverso una Pec inviata al manager dell’Azienda sanitaria, ha spiegato che era costretto a lasciare l’incarico per motivi personali. Sentito telefonicamente ha confermato che ha dovuto fare un passo indietro per sopravvenuti motivi familiari. Personalmente non ci ho creduto conoscendolo come professionista capace e attaccato al suo lavoro di medico.
Da mesi il pronto soccorso cosentino è sotto pressione per il sovraffollamento da gestire con personale medico e infermieristico insufficiente.
Ciò che si vive nel pronto soccorso del nosocomio dell’Annunziata accomuna tutte le strutture ospedaliere calabresi. È risaputo da anni che le prime linee ospedaliere sono allo scoppio per mancanza di personale sanitario. Per superare questa situazione difficile occorrono nuovi investimenti. Gli ospedali calabresi segnano il passo non solo per carenza di organici ma anche per le condizioni di degrado in cui si trovano. Pochi sono veramente i nosocomi che possono considerarsi efficienti e moderni.

Pietro Scrivano

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