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Provincia Catanzaro, no al bilancio di previsione: la reazione dei consiglieri

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Dopo il ‘no’ al bilancio di previsione, il consigliere della Provincia di Catanzaro, Zicchinella afferma: “La Provincia di Catanzaro ha bisogno di una guida”

 “A pochi mesi dal giro di boa di questa consiliatura avviata a novembre 2018 non possiamo dare più credito in bianco al presidente della Provincia di Catanzaro. L’anno scorso ho espresso il mio voto favorevole al bilancio di previsione per consentire alla macchina amministrativa di mettersi in modo, ma a distanza di un anno le cose non sono certo migliorate, e la macchina sembra ferma al palo”. E’ quanto afferma il consigliere provinciale, capogruppo del Partito democratico a Palazzo di Vetro e sindaco di Sellia, Davide Zicchinella, approfondendo le ragioni del proprio voto negativo al bilancio dei previsione approvato ieri dal Consiglio provinciale, guidato dal presidente Sergio Abramo.

“Da capogruppo del Partito democratico, assieme ai colleghi delle forze di opposizione, abbiamo dato sempre segnali di grande responsabilità: abbiamo votato punti importanti come la rinegoziazione dei mutui, le pratiche inerenti i contenziosi. E il bilancio di previsione è stato approvato nella seduta di venerdì 22 maggio perché i consiglieri di minoranza, responsabilmente, hanno accettato che i tempi di deposito fossero dimezzati – spiega ancora Zicchinella -. Ma è arrivato il momento che la politica prenda il sopravvento e si esca dall’ordinario, da una visione ragionieristica o manageriale del governo della Provincia. Un maggiore raccordo tra il presidente, il Consiglio provinciale e i sindaci del territorio è imprescindibile: organizzare momenti di confronto tra i sindaci e l’Amministrazione provinciale è fondamentale, soprattutto adesso nella fase di ripresa dopo il fermo economico e sociale che ha segnato la fase 1 del contrasto alla diffusione del coronavirus.

Una fase quella del lockdown che ha visto i sindaci soli a combattere sul territorio con emergenze-urgenze a tratti drammatiche: il territorio non ha sentito la vicinanza della Provincia che dovrebbe essere Ente di prossimità ai Comuni. Siamo consapevoli della difficoltà di incontrarsi in presenza in questa fase di contenimento del virus che si poggia ancora su misure di distanziamento sociale solide, ma la tecnologia ci è venuta in soccorso con un uso proficuo dei social media che hanno accorciato distanze e abbattuto muri comunicativi in ogni settore.

E qui apro una parentesi sulla mia partecipazione alle sedute delle commissioni: alle prese, come tutti, un lavoro particolare e la gestione amministrativa, con misure di contenimento, buoni spesa, mascherine, risposte urgenti e difficoltà di spostamento è stato davvero difficile incontrarsi, ma avremmo potuto organizzare confronti a distanza sfruttando le possibilità che l’innovazione tecnologica ci offre. Possibile che in tutta Italia, e anche nel mio piccolo Comune, le Giunte si sono tenute in remoto e la Provincia non ha potuto organizzare dei momenti di questo tipo?”, si chiede ancora il capogruppo del Pd a Palazzo di Vetro.

“I mezzi ci sono, insomma, basta la volontà e le amministrazioni locali hanno bisogno di una guida: è questo il ruolo che la riforma degli enti locali, che non ho mai avuto remore a definire scellerata, assegna alle Province, casa dei Comuni, tanto che gli stessi organismi vengono eletto con voto diretto degli amministratori locali – dice ancora Zicchinella -. Nello stesso tempo vedo, purtroppo, una perdita di ruolo e di peso dell’Ente provinciale che dovrebbe mantenere un raccordo con il territorio, e tutelare gli interessi di tutti gli 80 Comuni. Sarebbe il caso, e il momento, di aprire dei tavoli di confronto regionali per salvaguardare e dare peso all’area centrale della Calabria: la Provincia deve un ruolo di coordinamento, che in questi mesi è mancato.

La politica deve prendere il sopravvento – conclude Zicchinella – e malgrado le ristrettezze delle risorse a nostra disposizione, la Provincia deve fare fronte comune proprio perché possiamo programmare e progettare puntando su fondi regionali. Una programmazione da definire e costruire attraverso il confronto con le amministrazioni locali – e non incontri bilaterali presidente-sindaci o parte delle opposizioni che fanno capo alla parte politica più vicina – recependo istanze e bisogni capace di rendere davvero protagonisti Comuni che sono il cuore pulsante della provincia”.

Il consigliere della Provincia di Catanzaro Battaglia (Area Civica) afferma: “Abramo decida cosa programmare e non sia ‘presidente onorario’”

“L’approvazione del bilancio di previsione, il secondo di questa consiliatura iniziata a novembre 2018, già in dirittura d’arrivo del giro di boa, arriva in aula in un momento difficile, e non solo perché approda in piena fase 2 dell’emergenza sanitaria determinata dalla diffusione del coronavirus. La mancanza dello storico dirigente del Settore di Ragioneria, Pino Canino, che con grande padronanza della materia riusciva sempre a far quadrare i conti, si fa sentire dal punto di vista umano e professionale”. E’ quanto afferma il consigliere provinciale di Area Civica, Marziale Battaglia, nell’approfondire le ragioni del voto contrario – da parte del proprio gruppo – all’approvazione del bilancio di previsione della Provincia di Catanzaro, varato ieri dall’aula.

“Il gruppo consiliare di Area Civica, che rappresento assieme al collega Gregorio Gallello, non solo ha collaborato a migliorare lo strumento finanziario in sede di commissione consiliare, ma ha permesso che l’approvazione avvenisse senza il termine dei 20 giorni di deposito in segreteria in modo di accelerare la pratica di rinegoziazione dei mutui, consentendo così di avere più liquidità nelle casse dell’Ente – spiega ancora Marziale Battaglia -. Non possiamo che esprimere, prima di tutto, la nostra soddisfazione per la redazione e l’approvazione dell’emendamento presentato dalla maggioranza al fine di rimodulare il piano delle alienazioni con lo stralcio della vendita del magazzini siti in un immobile prestigioso, sede della Prefettura. Una pratica, questa, che ho personalmente sollecitato in commissione, così come ho avuto modo di indicare l’esistenza di alcuni errori formali, rappresentati da doppioni e cifre sbagliate, riportati nel Piano approvato in sede di Giunta dal presidente Abramo.

L’organigramma dirigenziale su cui poggia l’attuale struttura amministrativa, per come definito, vale a dire con pochi dirigenti con un surplus di compiti corre il rischio che questi si limitino a ricopiare atti con inevitabili errori, proprio come è accaduto per il piano delle alienazioni immobiliari. Nella precedente consiliatura, pur di contare sull’operato attivo di sette dirigenti, abbiamo scelto di accorpare la Direzione generale alla Segreteria generale ed eliminare le Aree. Il presidente Abramo invece ha nominato un direttore generale e sei dirigenti in tre aree, anzi attualmente a seguito di un pensionamento e la scomparsa del compianto Pino Canino ci sono quattro dirigenti in tre aree: praticamente i dirigenti sono capi area di se stessi. Nonostante ciò si attribuiscono deleghe ad interim al segretario generale Prenestini per quattro settori importanti (segreteria, avvocatura, personale e ragioneria). Decisamente troppi, anche per un bravo come lui”.

“Avremmo preferito – sostiene ancora a nome del gruppo consiliare di Area Civica – che le importanti riunioni sul bilancio di previsione (strumento politico prima che finanziario proprio nella prospettiva di dare risposte a tutti i territori) fossero state presiedute da Abramo, risultato sempre assente. Ha preferito delegare anche questo aspetto della vita amministrativa al vice presidente Montuoro, al quale vanno comunque fatte le congratulazioni per come sta svolgendo il proprio ruolo di raccordo tra consiglio e presidente. Abramo ha dimostrato di limitarsi a fare  il “presidente onorario”: da un anno e mezzo non lo vediamo nei territori, è assente in sede di Upi nazionale dove ha delegato il presidente della Provincia di Cosenza, è stato assente durante gli incontri difficili sul dimensionamento scolastico.

Non lo abbiamo visto nemmeno durante il periodo dell’emergenza sanitaria quando i sindaci si aspettavano vicinanza, ma non sono stati attenzionati nemmeno di una telefonata, neanche nei comuni-focolaio. Il presidente Abramo continua ad occuparsi solo della città di Catanzaro, ma la sua assenza altrove si fa sentire, mentre dovrebbe essere lui ad avere in mano il rapporto con i primi cittadini perché è il presidente degli 80 Comuni dell’area centrale della Calabria. Ci sembra, invece, che questo è un ruolo che svolge svogliatamente: da un amministratore di lungo corso come lui ci aspettavamo qualcosa di più. E’ forse demotivato dalla mancata candidatura alla guida della Regione? Anche noi, lo avremmo preferito alla Santelli e non ci saremmo dovuti scontrare un’altra volta con una gestione regionale chiaramente Cosenza-centrica”.

 “Voglio anche ricordare – aggiunge il consigliere Battaglia – che in merito al cambio di destinazione d’uso dell’immobile sito nel quartiere Siano realizzato per ospitare la sede del liceo scientifico ‘Siciliani’, il gruppo Area Civica è stato l’unico a subordinare il voto favorevole ad un impegno preciso del Presidente: individuare una struttura unica nel centro storico, anche acquistandola da privati se non disponibile nel patrimonio provinciale e trasformarla in una scuola a norma e moderna. Ma dopo le polemiche – conclude Battaglia – attendiamo il marcia indietro di Abramo su tutto.

Marziale Battaglia, infine, invita il presidente Abramo a concentrarsi sulla programmazione di opere infrastrutturali e di edilizia scolastica che possano concretamente essere attribuibili alla propria gestione “sul piano strategico e in chiave futura, perché ancora si stanno finanziando, appaltando e si aprono cantieri di opere già programmate dall’Amministrazione Bruno: il presidente Abramo rischia di passare alla storia della guida di questo Ente solo per aver creato lo Sportello Europa”.

Redazione Calabria 7

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