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Puntate illegali in centro scommesse, assolto il titolare

LE ACCUSE Nello specifico, queste le accuse mosse all’uomo: aver esercitato abusivamente l’organizzazione del gioco del lotto ovvero di scommesse o di concorsi pronostici riservati dalla legge allo Stato ovvero ad enti concessionari e, in particolare, per avere, senza la concessione di cui all’art. 88 del T.U.L.P.S., svolto attività organizzata al fine di accettare o raccogliere o comunque favorire l’accettazione, anche telematica, di scommesse e per avere effettuato la raccolta o la prenotazione di giocate del lotto, di concorsi pronostici o di scommesse per via telematica o telefonica, in quanto sprovvisto di apposita autorizzazione del Ministero dell’Economia e delle Finanze – AAMS all’uso di tali mezzi per la predetta raccolta.

I CONTROLLI Il processo trae origine da un controllo effettuato da militari della Guardia di Finanza nel corso dell’esecuzione di un servizio d’istituto di polizia economico finanziario, volto a prevenire e reprimere la violazione delle leggi finanziarie. Nelle immediate vicinanze del locale commerciale di cui era titolare l’imputato veniva notato un cliente, poi identificato, con in mano due ricevute relative a scommesse su eventi sportivi.

Gli operanti, dopo essersi qualificati mediante l’esibizione delle tessere personali di riconoscimento, procedevano al controllo del cliente e delle ricevute delle scommesse trovate in suo possesso. Lo stesso veniva, inoltre, escusso a sommarie informazioni a chiarimento dei fatti. Durante le operazioni di controllo all’interno dell’attività commerciale i militari operanti constatavano lo svolgimento di un’attività di ricezione scommesse in conto proprio e dietro corrispettivo di moneta contante direttamente gestita dall’imputato e priva di qualsiasi autorizzazione. Veniva, inoltre, accertata la totale irregolarità delle ricevute di giocata del cliente e la presenza di un bancone, sempre all’interno del locale, non accessibile al pubblico dove veniva svolta attività commerciale e si procedeva anche al rilascio di promemoria di scommesse telematiche attraverso l’utilizzo di un personal computer collegato ad una stampante termica, ad occasionali avventori. A richiesta dei militari il titolare non era in grado di esibire alcuna autorizzazione di cui all’art. 88 del T.U.L.P.S., né titolo concessorio da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze – AAMS, affermando di non aver mai proceduto ad inoltrare formale richiesta alla Questura competente per il rilascio di detta licenza. In conclusione i militari della Guardia di Finanza accertavano che l’imputato era intento ad esercitare l’attività di intermediazione in giochi e scommesse pur non avendo le autorizzazioni necessarie.

IL PROCESSO A seguito della comunicazione della notizia di reato è stato, dunque, instaurato il processo penale durante il quale sono stati escussi i testi dell’accusa, che hanno confermato l’attività di indagine e di sequestro posta in essere, ed è stata acquisita tutta la documentazione prodotta dalle parti. Nel corso del dibattimento, inoltre, l’imprenditore si è sottoposto ad esame e sono stati escussi anche i testi della difesa. All’esito dell’istruttoria dibattimentale il Pubblico Ministero ha chiesto la condanna alla pena di mesi sei di reclusione. Il Tribunale di Castrovillari, all’esito della camera di consiglio, in totale accoglimento delle richieste dell’Avv. Francesco Nicoletti ha assolto l’imputato ordinando il dissequestro e la restituzione a quest’ultimo dei personal computer e di tutto il materiale in sequestro.

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