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Quando Paolo Rossi si laureò campione d’Italia allo stadio “Comunale” di Catanzaro (VIDEO)

Paolo Rossi catanzaro

di Antonio Battaglia – A pochi giorni dalla morte di Maradona, se ne va un altro grande della storia del calcio. Paolo Rossi, per tutti “Pablito”, entrò nel cuore degli appassionati di calcio italiani in quell’estate di 38 anni fa, quando con i suoi gol trascinò gli Azzurri di Enzo Bearzot a vincere i campionati del Mondo in Spagna. Tre gol al Brasile, due alla Polonia, uno alla Germania in finale. Il trionfo, il titolo di capocannoniere, il pallone d’oro. E un posto indelebile nella storia sportiva del Paese. A quella competizione era arrivato dopo due anni di squalifica per il calcio scommesse. Nonostante le critiche di chi lo vedeva spento, Bearzot lo difese contro tutto e tutti e ne fu ripagato.

Un vero rapace dell’area di rigore, centravanti piccolo e furbo capace di trasformare un mezzo pallone in un gol. Era esploso nel Vicenza. Poi, dal Perugia era passato alla Juventus, dunque l’esperienza al Milan e la chiusura della carriera a Verona. Il primo scudetto della sua carriera Rossi lo conquistò nel 1982 con la sua Juventus allo stadio “Comunale” di Catanzaro, giusto qualche mese prima della competizione mondiale in Spagna. Era la partita decisiva per l’assegnazione del titolo tricolore: la squadra di Boniperti era in testa alla classifica a pari punti (44) con la Fiorentina e si giocava l’ultima giornata di campionato. Viola contro il Cagliari in cerca della salvezza, bianconeri in casa di un Catanzaro privo di stimoli. 

I due legni colpiti a Catanzaro

Dai microfoni di “Tutto il calcio minuto per minuto”, il rimbalzo di linea nei minuti finali tra Enrico Ameri (da Catanzaro) e Sandro Ciotti (a Cagliari) rappresenta uno dei momenti più emozionanti nella storia della celebre trasmissione radiofonica della Rai. Alla mezz’ora viene raccontata un’avvincente azione di attacco della Juve. Incursione di Marocchino sulla destra, cross per Paolo Rossi che di testa colpisce il palo. Il pallone rimbalza sui piedi di Fanna che conclude a colpo sicuro ma il difensore Celestini para con la mano costringendo l’arbitro a fischiare il penalty.  Dal dischetto va Liam Brady, che spiazza Zaninelli e consegna il ventesimo scudetto – e la seconda stella sulla maglia – alla Juventus. Nella memoria dei tifosi giallorossi, però, resta indelebile un’altra bellissima azione personale di Pablito sul terreno del “Comunale”: affondo sull’out di sinistra, penetrazione in area di rigore dopo aver superato Peccenini e Celestini, dunque tiro-cross che si stampa sulla traversa.

 “Paolo Rossi impersonava l’immagine lieve e leggiadra del danzatore così perfetto da assumere finanche movenze femminili, era la grazia, il garbo trionfante in un gioco non di rado inficiato da gesti rozzi e violenti” – scrisse di lui Gianni Brera. Il calcio piange un altro grande campione, destinato a rimanere per sempre nei cuori di tutti gli italiani.

 

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