Quartiere Arghillà, “situazione esplosiva”. Il Garante per l’Infanzia chiede censimento minori

Per Marziale: “Non è più procrastinabile un intervento deciso dello Stato, volto a favorire la vivibilità in quella parte della città"
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Si è tenuto stamani a Palazzo Campanella, sede del Consiglio regionale della Calabria, un tavolo istituzionale convocato e presieduto dal Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria, Antonio Marziale, in seguito a segnalazioni della rete di associazioni “Energie di Comunità” di Reggio Calabria sulla situazione del quartiere Arghillà. “All’incontro – spiega una nota – hanno preso parte: la dottoressa Matilde Mulè per la Prefettura, l’assessore comunale Demetrio Delfino, il consigliere metropolitano Giuseppe Giordano, il dottor Giuseppe Marino per il Tribunale per i minorenni, il dottor Roberto Priolo per la Questura, il tenente Alessandro Ciuoffo per l’Arma dei Carabinieri, il tenente Pietro De Marco per la Guardia di Finanza, il dottor Luigi Borzumati per la Polizia Municipale, il comandante della Polizia Metropolitana Francesco Macheda, il dottor Matteo Belgio per l’assessore alle politiche sociali della Regione Calabria, Emma Staine, e il dottor Antonino Cama per l’USR Calabria”.

La richiesta del Garante Antonio Marziale

La richiesta del Garante Antonio Marziale

“A fronte della segnalazione da me ricevuta dalle associazioni – ha dichiarato il Garante a margine dell’incontro – ho chiesto al comune ed alla prefettura un censimento della popolazione minorile effettivamente residente nel quartiere, al fine di verificare il dato sulla dispersione scolastica e sulla sussistenza corposa di minorenni non censiti, evidenziata anche dal Tribunale per i minorenni, al quale ho richiesto il dato su quanti di essi siano entrati nel circuito penale. Ho chiesto a tutte le istituzioni di cominciare ad occuparsi, insieme di quei bambini e adolescenti, che non possono salire alla ribalta della cronaca solo per fatti di degrado e devianza”

“Intervento dello Stato non più procrastinabile”

Per Marziale “non è più procrastinabile un intervento deciso e corale dello Stato, volto a favorire in quella parte della città regole e soprattutto condizioni di vivibilità, senza dover ricorrere imperituramente a politiche di rattoppo emergenziale o al lavoro dell’associazionismo, che supplisce ai servizi che lo Stato è tenuto a garantire. La questione Arghillà è una pesante eredità, che di amministrazione comunale in amministrazione comunale si tramanda nel tempo – spiega ancora il Garante – senza soluzione di sorta. Ciò che è stato fatto evidentemente non basta e non possiamo più immaginare di agire a piccoli passi. Occorre decisionismo e volontà reale di rappresentare agli occhi di quei bambini la bellezza che lo Stato può esprimere, altrimenti il rischio che si corre è quello di dover continuare a vederli nel buio della notte illuminati da lampeggianti delle forze dell’ordine”. “Il tavolo di lavoro sarà convocato a fine mese di giugno – conclude Marziale – per i riscontri oggettivi sui numeri, in termini di residenza, prestazioni sanitarie e frequentazione scolastica, perché davanti al dato oggettivo tutti insieme si possa determinare politiche d’interventi e non di intenti. Intanto ringrazio indistintamente tutte le rappresentanze istituzionali intervenute, che all’unisono hanno deciso di collaborare a vantaggio dei minori di Arghillà”

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