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Ragazza morta a Cosenza dopo il vaccino, parere dell’epidemiologo che ne studia gli effetti

Ematologo specializzato in statistica sanitaria ed epidemiologo, cultore della materia nell’Università di Verona dove per anni ha insegnato Patologia Generale, Paolo Bellavite da mesi studia e documenta gli effetti avversi dei sieri anti Covid. Esperto in farmacovigilanza, autore di 157 pubblicazioni scientifiche fa parte dei ‘Top Italian Scientists’ e la sua attività di ricerca da inizio pandemia ha portato alla scoperta nell’agosto 2020 del potere antivirus degli agrumi e nel marzo 2021 dei meccanismi all’origine dei danni cardiovascolari dei vaccini. La notizia della morte Alessia Reda, 24enne di Mendicino in provincia di Cosenza, avvenuta all’Ospedale dell’Annunziata a causa di un’emboilia polmonare circa 20 giorni dopo essere stata vaccinata con il siero Moderna, ha spinto Bellavite a entrare nel merito della vicenda.

Bellavita: “Non convince la somministrazione ai 60enni”

“Riposi in pace. Non commento il caso di cronaca, sia per rispetto della famiglia sia perché è solo un esempio di altri casi. Mi limito ad alcune considerazioni generali o domande aperte, – afferma in una nota il professore Paolo Bellavite – . Non convince che si continui a parlare di un caso su 100.000 dosi in condizioni in cui le segnalazioni sono basate sulla spontaneità. Non convince che si parli solo di trombosi venose o del seno cavernoso o con poche piastrine. Le trombosi sono fenomeni legati al sangue e non solo a quello venoso. Non convince che si getti tutta la responsabilità su Astrazeneca come se gli altri prodotti non avessero il problema. Non convince che si getti il sospetto su un singolo lotto prima di aver qualche elemento per sospettarlo. Già in passato non era un problema di lotti. Non convince che ora si decida di somministrare Astrazeneca solo agli ultrasessantenni, età in cui il rischio di malattie vascolari è più alto. Gran parte dei 273 decessi dopo l’inoculo (a fine aprile) erano di anziani. Non convincono tante altre cose tra cui la mancanza di screening prevaccinali (anticorpi, coagulazione, genetica), la somministrazione a giovani e ragazzi col ricatto del green pass, la martellante pubblicità senza voci critiche, l’obbligo vaccinale ai medici. Ho sentito dire da un esperto intervistato che non si conosce il meccanismo della trombosi post-vaccino. Forse non ha letto il mio lavoro pubblicato già dall’8 febbraio”.

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