Ragazza uccisa a martellate, l’ex compagno: “L’ho colpita, poi ho sbloccato il suo telefono con la mano”

Il racconto da brividi dell’assassinio “motivato”, secondo il killer, da una lite scaturita dalla scoperta di un tradimento

Prima l’ha ammazzata, poi ha poggiato la sua mano senza vita sullo smartphone per sbloccarlo così da poter inviare un messaggio alla datrice di lavoro per dire che si sarebbe assentata per qualche giorno. È durata cinque ore la deposizione, in Corte d’assise a Bolzano, di Avni Mecja, il muratore di 27 anni accusato di omicidio pluriaggravato per la morte della ex compagna, Alexandra Elena Mocanu, barista 35 anni, uccisa a martellate la sera del 22 ottobre 2022.

“Non ho visto più nulla, c’era come una nebbia. L’ho colpita due volte, poi mi sono seduto accanto a lei. L’ho coperta, perché mi dispiaceva, e poi le ho messo due sacchi sulla testa perché la sentivo rantolare. Le ho messo anche un fil di ferro attorno al collo, ma non potevo stringere. Non volevo che soffrisse”, ha ammesso Mecja.

“Non ho visto più nulla, c’era come una nebbia. L’ho colpita due volte, poi mi sono seduto accanto a lei. L’ho coperta, perché mi dispiaceva, e poi le ho messo due sacchi sulla testa perché la sentivo rantolare. Le ho messo anche un fil di ferro attorno al collo, ma non potevo stringere. Non volevo che soffrisse”, ha ammesso Mecja.

E ancora: “Poi ho preso il suo cellulare, la mano era rimasta scoperta e con il suo dito l’ho sbloccato e ho mandato un messaggio alla titolare del bar dove lavorava, per dirle che sarebbe stata via qualche giorno. Ho preso i vestiti, le scarpe e me ne sono andato”. L’imputato nel corso della deposizione ha raccontato come ha conosciuto Alexandra nell’agosto 2020. Lei che inizialmente “non voleva dirmi che faceva la cubista in un night club. Io la vedevo tornare a casa con dei lividi, non mi piaceva. È stata lei, un giorno, a decidere di mollare quel lavoro. Lo ha fatto per me”.

Poi le liti e la denuncia di lei, “poi ritirata ma andata avanti d’ufficio” per maltrattamenti, quindi gli arresti domiciliari e l’obbligo di dimora, poi diventato divieto di avvicinamento a Mocanu, che nonostante tutto sceglie di trasferirsi con lui. “Ha voluto accompagnarmi a Bolzano in macchina, e non se n’è più andata”, rivela. I primi tempi vivono in un hotel a Bolzano, poi, a febbraio 2021, affittano l’appartamento di viale Trieste, dove si consumerà l’omicidio.

La situazione però cambia nell’aprile 2022 quando la donna inizia a lavorare, e con l’indipendenza economica, a detta dell’ex compagno, “diventa un’altra persona”. A settembre, Mecja scopre che Alexandra ha iniziato un’altra relazione e comincia a pedinarla. Nasconde anche un cellulare nella macchina di lei per ascoltare le sue conversazioni al telefono e poi sceglie di affrontata, in un litigio degenerato nel brutale omicidio. Dopo una breve fuga a Tirana in Albania, il ritorno a Bolzano per costituirsi. (Fanpage)

© Riproduzione riservata

TI POTREBBE INTERESSARE
Nel corso dell'incontro sarà presentato il dossier elaborato dai circoli locali di Legambiente basato sulla campagna di monitoraggio effettuata su alcune aste fluviali
Messa in sicurezza l’area, è stato chiuso al traffico il tratto interessato dal rogo per il tempo necessario alle operazioni di spegnimento
Il governatore: "La nostra terra ha vitigni eccellenti e tante piccole cantine"
Ordinato sacerdote nel 1936 fu membro per sedici anni della Compagnia di Gesù, insegnando filosofia e teologia
Sul posto il personale medico del 118 ed i carabinieri per i rilievi del caso, assieme a squadre dell'Anas
Le osservazioni in vista della conferenza di impatto ambientale
L'aspirante primo cittadino parla anche delle "condizioni disagevoli per l’erogazione delle prestazioni" e del "sovraccarico di lavoro"
Il più grande festival della regione, dall’anima itinerante e dal respiro internazionale, sarà inaugurato lunedì 15 aprile
Intanto il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, è in contatto con i prefetti delle città italiane
L'uomo non ha saputo specificare la provenienza del denaro che per gli investigatori sarebbe frutto di illeciti
RUBRICHE

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Catanzaro n.1 del Registro Stampa del 7/02/2019.

Direttore Responsabile Mimmo Famularo
Caporedattore Gabriella Passariello

Calabria7 S.r.l. | P.Iva 03674010792

2024 © All rights reserved