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Ragazzi in giro con le pistole, l’offensiva di Falvo contro il “far west” di Vibo

di Mimmo Famularo – Ragazzi poco più che ventenni in giro con pistole, il silenzio e l’omertà di chi ha assistito a una sparatoria avvenuta in pieno centro cittadino e davanti a diversi testimoni, persino lo slalom delle auto che non si fermano a prestare soccorso. E’ lo spaccato che emerge dalla notte folle culminata con il ferimento in piazza Morelli di Domenico Catania, 32 anni, già noto alle forze dell’ordine, attualmente in ospedale e non più in pericolo di vita. La Procura di Vibo, guidata da Camillo Falvo, ha chiuso in tempo lampo le indagini condotte sul campo dai carabinieri. Rastrellamenti e perquisizioni a raffica hanno avuto l’esito sperato. Il presunto autore della sparatoria, Francesco Barbieri, 21 anni di Pannaconi, si è costituito e nei suoi confronti è stato emesso un fermo di indiziato di delitto. L’accusa principale è tentato omicidio ma l’indagine non si ferma qui perché il procuratore Falvo vuole andare fino in fondo.

La spavalderia delle “nuove leve”

Quanto accaduto nell’ultimo week end è ritenuto “gravissimo” e “inaccettabile”. “La cosa più grave – ha dichiarato il capo della Procura di Vibo – è che nell’ultimo periodo avevo ricevuto tante segnalazioni anche da parte di genitori che lamentavano il fatto che i loro figli frequentavano dei locali e vedevano questi ragazzotti che vorrebbero avere il predominio del territorio che andavano in giro con armi da fuoco. E’ evidente che l’opera che abbiamo fatto nell’ultimo anno e mezzo purtroppo non è servita a contenere il proliferare di farmi. Faremo ulteriori sequestri e con il prefetto prenderemo provvedimenti seri per limitare una certa movida sul territorio vibonese. Purtroppo non possiamo abbassare la guardia perché in questo territorio i conti si regolano con le armi da fuoco. Serve quindi un’azione di repressione e prevenzione ancora più efficace”.

Il clima di omertà e i favoreggiatori da denunciare

Non è stato facile per i carabinieri ricostruire nei dettagli quanto avvenuto sabato notte. Gli investigatori hanno lavorato in un clima di assoluta omertà e nessuna telefonata al 112 è giunta fino all’arrivo dell’equipe sanitaria del Suem118. Persino la vittima ha negato di essere stato ferito da un colpo di pistola e chi ha assistito alla scena non ha fornito alcuna indicazione agli inquirenti riferendo solo circostanze generiche. Ad incastrare Barbieri sono state le immagini di videosorveglianza. “Abbiamo concentrato tutta l’attenzione – ha sottolineato Falvo – all’identificazione dei soggetti per arrivare al fermo dell’autore. C’è un filmato terribile che dimostrata tutta la pervicacia dell’episodio. Stiamo svolgendo ulteriori attività perché dobbiamo contrastare l’omertà, i favoreggiatori e anche le omissioni di soccorso. C’era chi vedendo il ragazzo a terra faceva lo slalom con l’auto senza fermarsi e nessuno ha chiamato il 112. Scene orribili e inaccettabili. Dalle contravvenzioni al tentato omicidio contesteremo tutto. Solo così potremo spingere la gente a collaborare. Se non invertiamo la rotta e non cambiamo la mentalità nel Vibonese non cambierà mai nulla”

© Riproduzione riservata.

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