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Scene da “arancia meccanica” nel Vibonese, le immagini shock di una brutale rapina (VIDEO)

di Mimmo Famularo – Camillo Falvo le ha definite immagini scioccanti: “Mai visto nulla di più violento in tutta la mia esperienza professionale”. Sembra la scena di un film ma è tutto reale. E’ quanto accaduto a Paradisoni, frazione di Briatico, lo scorso agosto nel giardino di casa di una donna di 73 anni. Le telecamere di videosorveglianza immortalano tutto. Immagini in bianco e nero che finiscono sulla scrivania dei carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia. Oggetto delle indagini una violenta rapina con tanto di brutale pestaggio subito da una donna all’interno del giardino di casa ad opera di un giovane. Il suo nome è Bryan Pietro Sicari, 22 anni, del posto, già noto alle forze dell’ordine per una sfilza di reati e sottoposto all’obbligo di dimora. Nella notte è stato arrestato con l’accusa di rapina aggravata e lesioni gravi. E’ tornato in carcere e, per lui, questo non è una novità visti i precedenti che ha alle spalle.

Scene da “arancia meccanica”

Per gli inquirenti non ci sono dubbi: quella sagoma che scavalca il muretto di un giardino di Paradisoni in una calda serata d’estate corrisponde perfettamente a Bryan Pietro Sicari. Tre minuti di pestaggio violento ripresi dalle immagini di videosorveglianza. Si vede un giovane con il volto travisato che entra quatto quatto nella proprietà della donna, l’aggredisce alle spalle, la colpisce con un primo calcio e poi con un altro ancora più violento tanto da romperle la mandibola e provocarle un trauma cranico e una frattura a un mano. Bottino? Due telefoni cellulari e null’altro. Provento di poco valore e del tutto insoddisfacente per l’autore della rapina che getta via, quanto prelevato con la forza e l’utilizzo di un punteruolo. Arrabbiato per la rapina non andata a buon fine se ne torna a casa e nel tragitto viene inquadrato da altre telecamere.

Immagini agghiaccianti e indagini lampo

Nel frattempo l’anziana signora, tramortita e dolorante, allerta i soccorsi e gli stessi carabinieri che arrivati sul posto capiscono subito di essere di fronte a una scena da “arancia meccanica”. Le immagini del sistema di videosorveglianza subito acquisite confermano l’impressione: impossibile da dimenticare per gli investigatori i quali – sotto il coordinamento della Procura della Repubblica e con la supervisione del sostituto procuratore Corrado Caputo – iniziano a lavorare con l’obiettivo di individuare l’autore della violenta aggressione. Provvidenziali le telecamere che hanno permesso agli inquirenti di identificare Sicari,  ma anche dalle dichiarazioni rese dalla vittima che ha riconosciuto la voce del suo aggressore e, soprattutto, da quelle dei parenti del presunto autore i quali hanno collaborato dando un contributo significativo alle indagini. “Un episodio cruento, gravissimo – ha affermato il procuratore Falvo – con immagini agghiaccianti. Abbiamo voluto attendere per acquisire tutti gli elementi che ci consentissero di avere un quadro probatorio chiaro. Era una persona che stava terrorizzando il territorio e la gente era allarmata. La famiglia dello stesso indagato, esasperata per ciò che stava accadendo, anch’essa ci ha dato una mano ad accertare questo fatto. Arrivare a prendere a calci una signora anziana è una cosa che ha fatto rimanere scosso anche me. Ne ho visto di episodi nella mia vita professionale – ha chiosato Falvo – ma questa mi ha veramente turbato”.

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