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Recovery, Svimez: “Maggiore crescita del Pil meridionale con i fondi Next generation”

Il rischio del Piano nazionale ripresa e resilienza è che “si risolva in uno scatolone di progetti senza una chiara linea strategica”. Lo ha affermato il presidente di Svimez Adriano Giannola, secondo cui “o si rimette in moto il Mezzogiorno come motore aggiuntivo al motore ansimante dell’economia del Paese o il Pnnr rischia di essere un contenitore di progetti con impatti non chiariti e risultati in termini di crescita che potrebbero risultare deludenti”. La line di condotta proposta da Svimez è di “ridurre le disuguaglianze” e assicurare la coesione sociale. La priorità – ha spiegato – è costruire un sistema logistico produttivo che faccia del Sud il perno dell’innovazione strategica europea”, quindi connessione dei porti e attivazione delle sei zone economiche speciali che “ devono essere messe in grado di funzionare”. Su questo – ha osservato Giannola – non troviamo niente nel documento” che anzi qualifica l’esagono della Portualità di Sistema del Sud d’Italia a prevalente vocazione turistica”.
“La scelta di strutturare questa via privilegiata di accesso all’Europa – ha spiegato – attrezzerebbe l’Italia, e con essa l’ Europa, a cogliere l’opportunità storica di un asset posizionale, che consente di intercettare traffici e valori logistici provenienti dalle rotte asiatiche attraverso Suez e di giocare un ruolo strategico in quel Mediterraneo che è (e a maggior ragione sarà, per gli effetti della pandemia) un mare di scambio e non puramente di transito. Secondo fondamentale elemento è la ridefinizione della mobilità a grande scala attraverso il collegamento organico fra Sicilia e Continente e viceversa, e il connesso ridisegno della Maglia Calabro-Sicula insieme al rafforzamento dei collegamenti orizzontali tra area tirrenica e adriatica meridionale della mobilità ferroviaria e stradale. Completare le infrastrutture della Alta Velocità, portarla a sistema fra Roma e Milano e Roma e e Roma e Bari, significa unificare – per la prima volta e realmente – la geografia dei trasporti italiana e pervenire ad un equilibrio territoriale totalmente nuovo.
Altro aspetto fondamentale è il riequilibrio nell’accesso ai diritti di cittadinanza su tutto il territorio nazionale a partire da sanità ed istruzione. La Svimez individua nella promozione della rigenerazione urbana, dell’efficienza e della riconversione energetica, dell’economia circolare e dello sviluppo delle fonti rinnovabili, della messa in sicurezza del territorio, del contrasto al dissesto idrogeologico e della ricostruzione delle aree terremotate, aree di intervento prioritarie al fine di mobilitare il potenziale del Sud quale principale piattaforma verde nazionale.

Maggiore crescita del Pil meridionale con i fondi Next Generation

La destinazione al Mezzogiorno del 50% dei fondi di Next Generation EU per investimenti avrebbe l’effetto di incrementare la crescita del Pil meridionale, dall’8,1 all’11,6% (e di attivare un ulteriore incremento di circa 100 mila posti di lavoro) ma inoltre determinerebbe una maggiore crescita complessiva dell’economia nazionale di circa un punto percentuale. Lo ha detto Luca Bianchi, direttore generale Svimez in audizione alla Camera dei Deputati, secondo cui investire nel Mezzogiorno “attiva più crescita nell’area ma soprattutto accelera la crescita nel Paese”.

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