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Referendum Eutanasia, Cappato fa tappa a Catanzaro: “Una battaglia di civiltà” (VIDEO)

di Mirko Monterosso – “Sono oltre 6mila le firme per il referendum sull’eutanasia legale sottoscritte in Calabria dall’inizio della campagna, abbiamo oltre 28 punti nella regione”. Queste le parole raggianti e colme di speranza del coordinatore regionale del referendum “Eutanasia Legale”, Giuseppe Di Bella, durante la raccolta firme guidata dal promotore della campagna Marco Cappato tenutasi questa mattina al bar Dolci Emozioni del quartiere Lido di Catanzaro.

“Il referendum – continua – arriva dopo circa trentasette anni di inerzia del Parlamento che non ha mai legiferato in merito. Indiciamo questo referendum per chiedere l’abrogazione parziale dell’articolo 579 del Codice Penale, articolo risalente al 1930, quando ancora non esisteva la Costituzione Repubblicana nè tutte le strumentazioni mediche che tendono a mantenere il malato in vita oltre modo. La campagna referendaria è partita alla fine di giugno, abbiamo avuto qualche problema col Comune per l’occupazione del suolo pubblico poiché richiede tempistiche lunghe rispetto agli altri comuni calabresi. Siamo ancora ospiti di strutture private. Continueremo – conclude Di Bella – ad ogni modo a raccogliere firme per altri due mesi. Il tema è molto sentito e c’è tanta partecipazione”.

“Conquistiamo insieme un nuovo grande diritto civile”

Marco Cappato, esponente dei Radicali e tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, da anni si batte per introdurre una disciplina che regolamenti un fine vita dignitoso. “Vogliamo evitare che le persone – afferma il politico e attivista italiano -, siano costrette a subire una condizione di sofferenza contro la propria volontà. Ecco perché è importante potere scegliere tra l’eutanasia clandestina e quella legale fatta di regole e responsabilità per potere essere liberi fino alla fine della vita.

La politica ufficiale non si è voluta occupare di tutto ciò, lo possiamo fare noi come cittadini se ci saranno 500mila persone a firmare il referendum. Possiamo insieme conquistare un nuovo grande diritto civile per il nostro Paese. Il comitato – conclude Cappato – è aperto all’adesione di chiunque, si firma non contro qualcosa ma per conquistare un nuovo diritto che non toglierà niente a nessuno. Chi vorrà scegliere l’eutanasia lo potrà fare, chi non vuole non lo farà. Nessuno deve sentirsi escluso da una battaglia di civiltà”.

 

“Accodiamoci ai paesi più avanzati”

Sulla stessa linea Gregorio Buccolieri, coordinatore cittadino Partito Socialista Italiano. “E’ importante per dotare il nostro Paese di una cornice normativa che regolamenti la fine della vita che, ancora oggi, di fatto non c’è. L’obiettivo è quello di dotare anche l’Italia delle più elementari e civili norme in materia di fine-vita alla stregua dei paesi europei più avanzati. Questo ci consente tra l’altro di modificare la parte del Codice Penale che prevede un reato per i medici che favoriscono l’eutanasia, sollevandoli quindi da questa responsabilità.

Una battaglia referendaria appoggiata e sostenuta anche da Volt Calabria e Catanzaro, rappresentata nella persona di Gaetano Reina. “Ci stiamo impegnando in tutta Italia con banchetti insieme all’associazione Coscioni e altri partiti che hanno appoggiato la vicenda a livello nazionale. Stiamo sfruttando la nostra capacità di capillarità sul territorio. Siamo a metà dell’opera, la politica delle Camere per troppo tempo ha ignorato questa importante battaglia. Ci ha stupito la grande partecipazione dei più giovani, tanti gli studenti universitari di medicina. Abbiamo avuto qualche problema con le amministrazioni di Reggio e Catanzaro, soprattutto in quest’ultima città, risolti dall’intervento di Marco Cappato. Se riusciamo a fare ciò è grazie a privati quali Dolci Emozioni, cui va il nostro ringraziamento per la loro estrema disponibilità, e alla libreria Ubik“.

© Riproduzione riservata.

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