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Referendum, ha vinto il sì. Cosa cambia adesso

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Il sì ha vinto, stravinto. Gli italiani hanno espresso parere favorevole al taglio dei parlamentari. A scrutini ancora aperti il sì si attesta al 69,58% contro il 30,42% del no, quando mancano circa 5mila sezioni da scrutinare. “Quello raggiunto oggi è un risultato storico. Torniamo ad avere un parlamento normale, con 345 poltrone e privilegi in meno. Questa è una vittoria di tutti gli italiani, del popolo al di là dei colori politici. È la politica che dà un segnale ai cittadini. L’Italia guadagna credibilità in Europa in un momento storico particolarmente difficile”. Queste le prime parole di Luigi di Maio, che afferma anche “questo non sarebbe stato possibile senza i 5 Stelle”. In Calabria il sì ha vinto con il 77% contro il 22,21% del no.

La riforma

I parlamentari saranno quindi ridotti da 945 a 600. Alla Camera i deputati diventeranno 400 (attualmente sono 630), con gli eletti nella circoscrizione Estero che scendono da 12 a 8. I senatori, invece, passano da 315 a 200, con una diminuzione anche nella circoscrizione Estero da 6 a 4. Inoltre la riforma prevede che nessuna Regione possa eleggere meno di 3 senatori (finora erano 7), fatta eccezione solo per il Molise (2) e la Valle d’Aosta (1). Diminuendo il numero dei parlamentari verranno conseguentemente modificati la legge elettorale e i regolamenti parlamentari. (d.r.)

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