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Regionali, Alecci: “Irto è la scelta giusta. Disponibile a candidarmi per portare la voce dei sindaci”

scuole soverato

di Bruno Mirante – Le grane dei partito che recentemente si sono abbattute sul Pd del dimissionario Zingaretti (oltre che in un Movimento 5 stelle in piena crisi d’identità) rischiano di avere delle ripercussioni dagli esiti imprevedibili anche sulle regionali calabresi, il cui rinvio in autunno disposto dal Consiglio di Ministri, potrebbe portare a ridisegnare accordi e alleanze anche sulla base dei mutati equilibri politici interni alla variegata coalizione che sostiene il governo Draghi.

Abbiamo raggiunto il sindaco di Soverato, Ernesto Alecci, dirigente regionale dei democrat e tra gli ideatori del movimento “Sfida Calabria”, fondato sulla rivendicazione del protagonismo dei sindaci e degli amministratori locali in ottica programmatica e politica di rilancio della Regione, per fare il punto su una campagna elettorale “anomala”, dai tempi dilatati, in cui a latitare, fino ad ora, sono stati soprattutto le idee e i programmi.

Sindaco, le annunciate dimissioni di Zingaretti hanno causato un vero e proprio terremoto politico nel Pd. Che idea si è fatto? Crede che tutto ciò possa determinare delle ricadute a livello regionale?

Io mi auguro di no. Il Pd ha il suo candidato in campo, Nicola Irto interpreta appieno la necessità di un rinnovamento che dia spazio a forze nuove, competenti e spendibili, l’augurio è che possa continuare questa campagna elettorale approfittando del maggiore tempo a disposizione per farsi conoscere su tutto il territorio regionale. Per quanto riguarda il mio partito, non posso che esprimere dispiacere per le annunciate dimissioni del segretario nazionale, il Pd è un partito che ha bisogno di stabilità ma al tempo stesso necessita di essere caratterizzato da idee proprie, senza appiattirsi e inseguire il Movimento 5 Stelle sul loro terreno di gioco. Forse abbiamo perso attrattività, un partito che nonostante i vari cambi di governo non ha aumentato il proprio consenso (secondo i sondaggi), le vittorie registrate in alcune regioni sono state possibili grazie al carisma e alla forza trainante dei candidati a governatore, penso ad Emiliano in Puglia, a De Luca in Campania ma anche alla vittoria di Bonaccini in Emilia Romagna e a quella di Giani in Toscana. Il Pd deve dare di più, deve essere un partito moderno e riformista, il mio auspicio è che nell’unità del partito si possa individuare una figura carismatica che abbia la forza di rilanciarlo. Tuttavia credo che non fosse il momento di presentare le dimissioni anche in considerazione degli importanti appuntamenti (elettorali ma non solo) che attendono il Partito democratico nel breve futuro, mi auguro che l’assemblea nazionale sappia trovare nel più breve tempo possibile una soluzione.

Rinvio delle elezioni in autunno, c’era da aspettarselo?

Io mi auguravo che si potesse andare alle elezioni prima della stagione estiva, auspicavo il periodo compreso tra la tarda primavera e l’inizio dell’estate, secondo me il periodo ideale sarebbe stato fine giugno-inizio luglio perché le scuole chiudono e si ha l’opportunità di utilizzare le sedi per sostenere le elezioni, il covid, lo abbiamo visto lo scorso anno, nel periodo estivo quasi scompare e soprattutto la Regione Calabria avrebbe avuto l’opportunità di avere un governo in carica per affrontare al meglio la fase autunnale durante la quale il virus potrebbe ritornare. Lasciare la regione senza un governo fino quasi al prossimo Natale (considerando i tempi tecnici tra proclamazione, insediamento e formazione della nuova Giunta), a fronte di notevoli risorse economiche che arriveranno grazie al Recovery fund senza che ci sia un governo regionale ben collaudato e capace di intervenire sulle varie problematiche della Calabria, non fa bene alla nostra terra.

De Magistris ha proposto di andare al voto il 19 settembre, la prima domenica utile. Che ne pensa?

Condivido. Bisogna andare al voto il prima possibile e in sicurezza. Se non proprio il 19 settembre, andrebbe bene anche la domenica successiva per evitare di fare la campagna elettorale sotto l’ombrellone, comunque non oltre la fine di settembre.

Da “Sfida Calabria” a un probabile candidatura nella lista del Pd…

Insieme a tanti amministratori locali abbiamo voluto lanciare una provocazione per alzare l’asticella della qualità politica in una fase regionale in cui al tavolo delle trattative del centrosinistra siedevano soggetti, diciamo così, poco rappresentativi, che si confrontavano sui nomi invece che sui programmi. Sfida Calabria ha chiesto a tutto il centrosinistra maggiore attenzione verso i territori perché si vive uno scollamento insopportabile tra il governo centrale, la regione e i territori. Non c’è una catena di trasmissione chiara e molto spesso i sindaci sono abbandonati a loro stessi e devono mettere in piedi delle soluzioni artigianali per affrontare le problematiche che investono i territori: dalla povertà, all’emergenza sanitaria. Per tanti di noi scegliere Irto e il centrosinistra è stata una conseguenza naturale sebbene all’interno di un movimento che conta centinaia di primi cittadini, alcuni hanno scelto De Magistris e una minima parte il centrodestra.

Per quanto riguarda la possibilità di un mio impegno come candidato al Consiglio regionale posso dire che, al momento siamo in fase di valutazione, vi è sicuramente la voglia di essere rappresentati da chi lavora ogni giorno sui territori. Aggiungo che non farò “carte false” per guadagnare una candidatura, sono al mio terzo mandato da sindaco e sono orgoglioso di rappresentare la mia comunità, se tuttavia una mia candidatura potrà rappresentare un’opportunità per far crescere il territorio, allora ci penserò.

Da sindaco, come giudica l’azione della giunta regionale e della struttura commissariale nel contrasto all’emergenza sanitaria?

Troppa disorganizzazione e troppi “cambi” nelle postazioni di comando, sia per quanto riguarda la struttura commissariale che il dipartimento regionale alla Tutela della Salute. Questa mancanza di continuità la stiamo pagando cara perché non c’è una macchina organizzativa perfetta e nonostante tutto si cerca di fare il possibile grazie allo spirito di collaborazione e alla grande generosità che contraddistingue il popolo calabrese: medici generici, pediatri, infermieri, Protezione Civile, stanno facendo il possibile, con sacrifici personali, dove non arriva la macchina organizzativa regionale, arriva il grande cuore dei calabresi, e questo mi dà molta fiducia per il futuro.

© Riproduzione riservata.

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