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Regionali, il centrodestra accelera: c’è il vertice nazionale. Pd nel caos attende Boccia

di Bruno Mirante – Nell’intricato cammino che separa i calabresi dalle elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale si registra un’accelerazione del centrodestra nell’individuazione del candidato presidente. E’ in programma oggi, infatti, l’atteso vertice nazionale a cui parteciperanno i leader dei principali partiti della coalizione Antonio Tajani per Forza Italia, Giorgia Meloni per Fratelli d’Italia e Matteo Salvini, oltre ai rappresentanti di Udc, Coraggio Italia e Cambiamo al fine di individuare i candidati sindaci dei principali capoluoghi italiani e il candidato governatore della Calabria. Un disegno spartitorio che, sondaggi alla mano, terrà conto dei mutati equilibri interni alla coalizione e potrebbe riservare non poche sorprese. Quello che emerge dalle impressioni di alcuni dirigenti regionali del centrodestra è che oggi si farà sul serio e i partiti saranno chiamati ad esprimersi su una lista ristretta di nomi. Tra questi, potrebbe trovare il via libera degli alleati, anche Roberto Occhiuto la cui investitura da parte del partito di Berlusconi risale ormai a diverse settimane fa. Le tensioni tra Meloni e Salvini sul caso Copasir sono rientrate dopo il passo indietro del leghista Raffaele Volpi dalla presidenza del comitato, e la rinnovata intesa tra FdI che siede all’opposizione e la Lega che è parte integrante del governo Draghi, ha certamente influito ad accelerare le operazioni in vista dell’appuntamento elettorale del prossimo autunno. Teoricamente la partita è considerata chiusa ma è evidente come tutto dipenda dall’intricato gioco ad incastri legato alle scelte nelle grandi metropoli. Sul tavolo delle trattative anche i nomi di Wanda Ferro per il partito di Meloni e quello del presidente facente funzioni della Regione Calabria Nino Spirlì in quota Lega.

Pd nel caos, giovedì arriva Boccia

Nel centrosinistra sta facendo molto discutere la rinuncia di Nicola Irto alla designazione da parte del Pd quale candidato presidente incaricato di allargare la coalizione. Il segretario nazionale del Pd Enrico Letta ha affidato al responsabile nazionale Enti Locali del Nazareno, l’ex ministro Francesco Boccia il delicato compito di sbrogliare la matassa del balcanizzato partito calabrese. L’arrivo dell’emissario di Letta è atteso per giovedì. Venerdì è in agenda una conferenza stampa.

“Ripartiamo dalla necessità di allargare il campo di tutti coloro che credono che la Calabria meriti un governo che si occupi dei tanti ritardi e delle tante assenze. La Calabria merita un scuola pubblica all’altezza, una sanità eccellente e tanta solidarietà da tutto il Paese” ha affermato Boccia, a Radio Immagina. “Il Pd ha il dovere di costruire un fronte sociale ampio alternativo a una destra pasticciona. Iole Santelli ha lavorato per unire la Calabria, era la nostra avversaria politica, ma aveva utilizzato gli strumenti delle istituzioni per ricucire in Calabria. La sua esperienza è stata breve ma intensa e ha ricevuto grande rispetto da tutti noi”, ha aggiunto: “Poi la Calabria è entrata in un tunnel e la destra si sta accapigliando. Nicola Irto è una eccellente personalità, il segretario Letta è stato chiaro, e ripartiremo da una profonda riflessione politica con lui e con tutto il Pd e saremo accanto a loro esattamente come abbiamo fatto a Napoli. Questa settimana dobbiamo risolvere la questione, lo dobbiamo ai calabresi, alla Calabria e alla sua storia”.

Una missione quasi impossibile quella di provare a fare “sintesi” fra le diverse correnti del partito. Lo stesso Irto è espressione dei moderati di “Base Riformista”, gli ex renziani rimasti nel Pd poco avvezzi a stringere alleanze con l’universo politico che si muove a sinistra del partito. Un limite, quello della scarsa attrattività della proposta politica di Irto (anche riguardo gli alleati storici come Leu e quelli di recente formazione come l’M5s), che era stato sollevato dai territori e in particolari da alcuni circoli di Catanzaro che più volte avevano chiesto al commissario regionale Stefano Graziano una verifica di coalizione sul nome del vicepresidente del Consiglio regionale. Il rischio, neanche troppo velato, che molti dei giovani dirigenti calabresi del partito paventavano è che l’operazione Irto mirasse a riproporre i vecchi “arnesi del partito” all’interno delle liste che compongono la coalizione. Un’operazione di maquillage politico che avrebbe potuto aprire la strada alle velleità del sindaco di Napoli Luigi De Magistris. Quest’ultimo intanto gongola e prova a sedurre l’elettorato del Pd.

Tansi: “Pd mi corteggiò per rifarsi una verginità”

“Il ritiro della candidatura a governatore per conto del Pd di Nicola Irto è un chiaro segnale di come in quel partito e nell’ancora ‘misteriosa’ coalizione che si dovrebbe costruire nel campo del centrosinistra regna la confusione più assoluta, anzi forse persino la paura di non riuscire a presentarsi ai nastri di partenza con un progetto serio e credibile agli occhi dell’elettorato. Mi spiego allora il lungo corteggiamento nei miei confronti alla ricerca di figure che potessero ridare la verginità da tempo perduta ai Democratici di Calabria. Che purtroppo non hanno saputo o voluto operare scelte di autentico rinnovamento, facendosi vedere ancora oggi dopo le batoste prese in serie un po’ a tutte le competizioni elettorali dal 2014 in avanti, quando alle Regionali si registrò la vittoria di Mario Oliverio, rappresentati da gente imbarazzante e non degna di una terra invece in grado di esprimere tante energie positive”. Questo il comento del fondatore di Tesoro Calabria sulla rinuncia di Irto.

“La verità – prosegue Tansi –  è che se si affida un soggetto politico importante con la mission di guidare lo schieramento progressista, federando tante forze anche civiche del panorama locale, non si può dare in mano le chiavi a personaggi chiacchierati e da sempre promotori di logiche clientelari e improntate a interessi particolari e non certo collettivi. Un bel guaio questo, soprattutto se si pensa al fatto che gli elettori non hanno più l’anello al naso e nel caso in cui non votino per bisogno, magari condizionati dalle promesse o dalle temporanee regalie di qualche individuo truffaldino, sanno rendersi conto di un imbroglio. Di una proposta vuota, cioè. Che si tenta di rendere più credibile con un cumulo di frottole. Fumo negli occhi, molto spesso gettato da un candidato, nell’occasione a presidente di Regione, in apparenza senza macchie che se però ha accettato di coprire quanto c’è dietro alla sua investitura non può essere realmente affidabile. E di questo mi sono reso conto, rifiutando subito l’invito che proprio il Pd mi ha formulato. Che era già in difficoltà nel novembre scorso, continuando a esserlo adesso. Naviga infatti in brutte acque, dal momento che a Roma sanno bene come aleggino molti fantasmi su tanti esponenti di spicco, si fa per dire, calabresi. E si badi, non parlo soltanto della terribile ombra della ‘ndrangheta bensì anche di situazioni di corruzione pura e semplice, talvolta spicciola altra a tutela di interessi molto più grandi. Un rischio che noi di Tesoro Calabria – conclude Tansi –  non correremo, offrendo alla comunità della nostra meravigliosa regione un programma condiviso e trasparente sulla base di cui non potranno esserci brutte sorprese quando andremo a governare”.

 

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