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Regionali, il grido di Oliverio: “Il centrosinistra può vincere solo se corregge la rotta” (VIDEO)

di Bruno Mirante – “Mario Oliverio, il segretario nazionale del Pd Ernico Letta ha risposto alla lettera da lei inviata a seguito del suo mancato coinvolgimento nelle scelte del partito in vista della regionali? No, non ho ricevuto nessuna risposta ed è per questa ragione che ho inteso indire una conferenza stampa”.
Rompe un silenzio durato circa un anno e mezzo (relativamente alle vicende del suo partito, il Pd) l’ex governatore della Calabria, Mario Oliverio, per farsi portavoce di tutte quelle forze che vivono con distacco e sofferenza le dinamiche interne ad un partito che proprio oggi ha annunciato la candidatura unitaria (Pd, M5S e liste civiche) dell’imprenditrice cosentina Maria Antonietta Ventura.

“Questa non è una manifestazione politica ma un conferenza stampa” – chiarisce Oliverio in apertura dell’incontro con la stampa che si è svolto in un hotel del lametino. Tuttavia sono in tanti, circa un centinaio i fedelissimi dell’ex presidente della Giunta regionale che hanno preso parte all’iniziativa. Da Alessandro Porco, sindaco di Aprigliano, all’ex consigliere regionale Ciccio D’Agostino, da Santo Gioffrè ad Aloisio Mariggiò. E poi il consigliere regionale Giuseppe Aieta, il presidente dell’assemblea provinciale del Pd di Catanzaro Michele Drosi, Marco Rotella e Carmen Latella dell’assemblea nazionale del Pd e Pino Greco componente della direzione nazionale di Articolo 1.

“Abbiamo voluto questa iniziativa – ha chiarito Oliverio – per esprimere una valutazione rispetto alla fase politica che stiamo vivendo. Lo abbiamo fatto per dare voce a tantissime forze che vivono una condizione di sofferenza per la piega che ha assunto la situazione politica in Calabria: una vera e propria deriva. Non si può rimanere passivi di fronte a questa situazione. C’è l’esigenza di dare voce a una platea di forze variamente collegate al centrosinistra che lamentano l’assenza di punti di riferimento. In questa iniziativa non c’è nessun intento di carattere personale, è un atto di responsabilità perché questa deriva spinge l’elettorato alla rinuncia”.

“Correggere la rotta”

“Unire le forze democratiche e progressiste – ha proseguito Oliverio – per fermare la deriva politica che sta caratterizzando il centrosinistra. Correggere la rotta, è questo il nostro intento. C’è un patrimonio che non può essere lasciato alla dissoluzione: la storia della sinistra e del movimento democratico e progressista calabrese. Da circa un anno e mezzo ho scelto il silenzio sulle questioni squisitamente politiche” – ha osservato il politico di San Giovanni in Fiore. “Da dicembre 2019 ritirai la mia candidatura con una lettera a Zingaretti (al segretario scrissi: “non condivido ma non voglio essere divisivo”). Poi la candidatura di  Pippo Callipo e una sconfitta senza precedenti alla quale non è seguita alcuna riflessione interna al Pd”. Oliverio ricorda inoltre le dimissioni dell’imprenditore del tonno “che avrebbe dovuto rappresentare il cambiamento”. “Da ottobre a oggi abbiamo assistito al vuoto totale mentre la giunta regionale va avanti a colpi di nomine come se non fosse in regime di prorogatio e mostrando discrezionalità nell’uso delle risorse pubbliche”.

“Sono stato indagato per la mia partecipazione a Spoleto costata 90mila euro quando la regione senza nessuna gara ha speso 1 milione  e 600mila euro per un video promozionale (il riferimento è al corto realizzato da Muccino, ndr)”.

Gli strali di Oliverio non hanno risparmiato l’assenza di opposizione in consiglio regionale, non già in riferimento all’azione politica degli eletti quanto alla totale assenza del partito regionale. “Un partito che ha desertificato la sua presenza politica. Lo dico con amarezza, ad una forza politica che dovrebbe rappresentare l’alternativa ma che invece dimostra di non avere prospettiva. C’è un commissariamento che dura da oltre 2 anni e mezzo che è “sopravvissuto” dalla sconfitta alle passate regionali”.

“Una questione di metodo”

In merito alla candidatura di Nicola Irto Oliverio ha affermato: “Ho sostenuto Irto alla presidenza del Consiglio regionale quando ero presidente, è un ottimo dirigente politico ma il Pd avrebbe dovuto costruire la partecipazione partendo dai circoli e dalla base del partito. La gestione della “questione Irto” è il risultato di questo modo sbagliato di operare ma probabilmente se il candidato designato avesse dimostrato di avere una marcia in più avrebbe messo in ombra il commissario e non sarebbe rimasto all’ombra del commissario che è cosa ben diversa”.

“Ventura? Niente da dire sul nome ma è un’operazione verticistica”

Oliverio si è poi soffermato sulla novità di giornata. “Ho visto che c’è una candidatura che è stata avanzata dai segretari nazionali: un errore grave questa operazione verticistica, è comunque una candidatura di tutto rispetto, una donna perbene, nulla da dire sulla persona ma c’è tanto da dire sul metodo assunto, perché si ripropone lo stesso metodo. Chi offre la disponibilità, come Irto e Ventura, è da considerare un eroe. Pur apprezzando lo spirito eristico, si sta camminando sull’onda sbagliata. E – ha aggiunto l’ex governatore – anche le proteste di chi è parte di quello sciame non si possono esprimere a seconda delle convenienze ma vanno assunte sul metodo e nella coerenza, perché lo stesso metodo è stato seguito in questi mesi, un metodo verticistico inaugurato alla fine del 2019 con il centralismo romano che impone le scelte e chi pensa di raccoglierne i frutti sbagliando. Noi, proprio perché non siamo animati da obiettivi personali, siamo preoccupati e pronti a contribuire a dare una correzione radicale, lo faremo in tutti i modi possibili, se saremo costretti. E’ necessario che ognuno assuma le proprie responsabilità”.

 

 

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