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Regionali, scontro tra Cuda (PD) e Tallini (FI)

“Il plurideputato regionale Tallini insiste da giorni a mettere becco sul Partito Democratico sperando forse per questa via in indulgenze varie e visibilità. Non una riga né una parola viene però dedicata, dall’on. in questione, allo stato comatoso di salute del suo attuale partito (per chi avesse perso il conto, Forza Italia) e nemmeno per la gloriosa Città capoluogo di Regione, Catanzaro”. A parlare è Gianluca Cuda, segretario della federazione catanzarese del PD. “Il motivo  – continua – è presto detto: l’on. Tallini da tempo ormai non ha occhi ne orecchi, per chi” ha saputo amministrare e cambiare volto ad una Città capoluogo di provincia della nostra terra”. Avete letto bene. Il riferimento non è a Catanzaro bensì alla città di Cosenza. Come se i decenni di onorata carriera l’on. Tallini li avesse trascorsi in vacanza all’estero e non purtroppo nella città si Catanzaro. E dire che c’è stato un tempo in cui il nostro si fregiava d’essere campione di catanzaresità. A riflettere bene – prosegue – il fatto in sè, in verità, non è nuovo. Le stesse lodi e gli stessi elogi sperticati un po’ di anni fa tale campione di catanzaresità li dedicava ad un altro sindaco e ad un’altra città della Calabria: la grande Reggio dell’ex governatore Scopelliti, i cui danni chissà per quanti anni i calabresi dovranno sopportare. Che dire. Con l’intercedere degli anni – conclude – si può decidere di invecchiare in un certo modo oppure si può decidere di invecchiare come l’on. Tallini”.

LA NOTA DI DOMENICO TALLINI DEL 27 AGOSTO

“Sapevamo di avere toccato un nervo scoperto, uno dei tanti, del Partito Democratico calabrese. Ci ha pensato il segretario che ha portato il PD di Catanzaro al 14%, tale Cuda, a confermare la lettura che abbiamo dato dell’indecente proposta del senatore Magorno di un accordo elettorale con i Cinquestelle. Non una parola del comunicato diramato da Cuda a nome del “club degli ex” è stata dedicata al presidente Mario Oliverio e alla sua esperienza di governo. Nemmeno un accenno di cortesia che si usa perfino agli avversari. E’ stato scaricato in maniera cannibalesca dai suoi stessi beneficiati, nella speranza che i calabresi dimentichino. Noi siamo stati fieri e irriducibili avversari del Governatore, ne abbiamo denunciato le inadeguatezze e gli errori, gli chiediamo di andare subito al voto. Ma noi siamo l’opposizione e facciamo il nostro mestiere.

Chi invece chiede discontinuità ad Oliverio, attraverso il patto scellerato con i Cinquestelle, è paradossalmente un gruppo di ex presidenti di Regione, di ex parlamentari, di ex sindaci e di ex consiglieri regionali. Sarebbero loro la discontinuità ? Magorno e la sua piccola banda di opportunisti farebbero bene a nascondersi. Ci penseranno i calabresi tra qualche mese a sollevarli da ogni pensiero fisso, dando fiducia a chi ha già dimostrato di meritarla per aver saputo bene amministrare e cambiare volto ad una delle città capoluogo di provincia della nostra terra. Saranno i Calabresi e il centrodestra a mandare a casa Oliverio con lo strumento democratico del voto, non i nuovi “cannibali” del PD. Con una battuta finale possiamo proprio dire che il Partito Democratico calabrese è arrivato ai titoli di…Cuda!”

Redazione Calabria 7

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