Calabria7

Regionali, strategie e velleità personali: il grande assente è il progetto Calabria

di Bruno Mirante – La notizia è che il Partito democratico calabrese ha avviato il cantiere elettorale in vista delle regionali con un obiettivo dichiarato: il profilo del candidato alla presidenza della giunta regionale sarà politico. Il che, almeno nelle intenzioni del commissario regionale Stefano Graziano, non esclude e anzi rende auspicabile il dialogo con il variegato mondo del civismo calabrese che va da Tesoro Calabria di Carlo Tansi (con il quale il confronto c’è stato e si è concluso con un nulla di fatto) al “Patto civico per la Calabria” di Francesco Aiello, Pino Aprile e Domenico Gattuso, fino a “Cambiavento” del catanzarese Nicola Fiorita.
Al Nazareno è ancora nitido il ricordo della debacle elettorale e politica seguita all’indicazione di Pippo Callipo da parte di Zingaretti in persona. Da qui la scelta di puntare su un rappresentante del partito e i nomi sul tavolo sono gli stessi da qualche settimana a questa parte: quello del vicepresidente del consiglio regionale Nicola Irto e quello del deputato Antonio Viscomi. Quest’ultimo è in vantaggio forte del sostegno della corrente del Pd che fa riferimento agli ex “renziani” che non hanno seguito il senatore fiorentino nella scissione in Italia Viva: dal capogruppo a Montecitorio Graziano Delrio all’ex ministro dell’Ambiente Maurizio Martina, i quali, a loro volta, hanno assunto una posizione “lealista” nei confronti della segreteria Zingaretti che si differenzia anche dall’area che fa riferimento a Lorenzo Guerini e Luca Lotti. Ma proprio quest’ultimi potrebbero intravedere la possibilità di sostenere Viscomi per favorire l’ingresso alla Camera del sindaco di Soverato Ernesto Alecci, primo dei non eletti nel listino del proporzionale dell’area centrale della Calabria. L’accademico originario di Petrizzi, nel Catanzarese, inoltre – sostengono fonti interne al partito regionale – avrebbe maggiori possibilità di intercettare almeno una parte di quel civismo che si affaccia alla sfida delle urne e di incontrare il favore di un movimento 5 stelle che in questa occasione elettorale, difficilmente percorrerà la strada di una candidatura autonoma. Mentre le certificate capacità nella raccolta del consenso del reggino Irto potrebbero tornare utili a rinforzare la lista ammiraglia del Pd. Ma prima di lavorare ad allargare la coalizione il commissario Graziano dovrà fare i conti con gli “esclusi” della recente assemblea regionale che si è svolta a Gizzeria. Esponenti di primo piano del partito “colpevoli” – a loro dire – di aver sostenuto l’ex governatore Mario Oliverio e di aver contestato la scelta di Callipo da parte della segreteria nazionale in “un partito che criminalizza il dissenso” – hanno tuonato con accenti diversi la deputata Enza Bruno Bossio, Anna Pittelli della direzione nazionale del partito e Mario Valente, segretario regionale dei Giovani democratici.

In casa centrodestra molto dipenderà delle imminenti scelte che spettano direttamente al coordinatore nazionale Antonio Tajani. In Calabria, infatti, c’è un coordinamento regionale da ricostruire dopo la prematura scomparsa di Jole Santelli che rivestiva la carica di guida e l’arresto e le contestuali dimissioni dell’ormai ex vicecoordinatore regionale e coordinatore provinciale di Catanzaro, Mimmo Tallini. Se la scelta del candidato presidente resta in capo a Berlusconi, infatti, assegnare le due caselle rimaste scoperte risulta indispensabile per guidare i processi in vista del voto. In pole per rivestire il delicato ruolo c’è il senatore vibonese Giuseppe Mangialavori ma al momento in Calabria il più alto in grado è Roberto Occhiuto, fresco di nomina nel coordinamento nazionale di presidenza di Forza Italia. Se il fratello del sindaco di Cosenza non dovesse, anche in questa occasione, superare il veto posto sul suo nome dalla Lega di Salvini, inevitabilmente si aprirebbe la strada per le velleità di altri forzisti: dalla senatrice Fulvia Caligiuri all’assessore all’Agricoltura della giunta Santelli, Gianluca Gallo, fino al sindaco di Vibo Valentia, Maria Limardo. A proposito di velleità, non hanno subito alcun tentennamento quelle del sindaco di Catanzaro Sergio Abramo, che dopo aver per lungo tempo flirtato con la Lega (fino a quando il segretario Invernizzi non gli ha ricordato che senza tessera della Lega non può ambire a candidature nel Carroccio), si è riscoperto “da sempre vicino a Forza Italia”.

A tutte le latitudini, civismo incluso, si registra un gioco incrociato di posizionamenti strategici e velleità personali mentre il vero assente, nel panorama politico regionale travolto dai recenti eventi, è un progetto politico per la Calabria.

© Riproduzione riservata.

Articoli Correlati

Sanità Calabria, Grillo: “politica complice ha dissanguato le casse”

manfredi

Detenuto aggredisce e ferisce due agenti nel carcere di Rossano

Manuela Lardieri

Asp Cosenza, la protesta degli operatori sanitari: restituita abilitazione

Andrea Marino
Click to Hide Advanced Floating Content
Click to Hide Advanced Floating Content