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Regione Calabria senza vertici, cosa accade dopo le dimissioni di Tallini

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di Bruno Mirante – Forse non era mai accaduto, nella storia del regionalismo italiano, che un ente regionale si trovasse, in pochi mesi, senza i presidenti della Giunta e del Consiglio. Se la prematura dipartita di Jole Santelli ha scaraventato gli organi regionali in regime di prorogatio con un presidente facente funzioni, Nino Spirlì, e la possibilità per il Consiglio di riunirsi unicamente per produrre atti urgenti e indifferibili, più complicato pare il futuro dell’Ufficio di Presidenza dopo le dimissioni di Domenico Tallini.

Quale sarà la strada che deciderà di percorrere la Regione?

Bene, la surroga e del consigliere Tallini e la successiva nomina di un nuovo presidente dell’Assise, secondo certa giurisprudenza, potrebbe rientrare proprio nella fattispecie degli atti urgenti e indifferibili in quanto passaggi necessari per garantire il buon funzionamento dell’Ufficio di presidenza. Se la scelta dei legali della Cittadella (e dei partiti politici) ricadesse sulla necessità di procedere all’elezione di un nuovo presidente, allora, il primo passaggio da compiere potrebbe essere quello di andare verso la surroga di Tallini (il primo dei non eletti di Forza Italia nella sua circoscrizione è Frank Mario Santacroce) per consentire, ad un Consiglio nel quale verrebbe ristabilita la composizione numerica di procedere a nuove elezioni. Secondo quanto stabilito dallo statuto regionale, infatti, l’Ufficio, per funzionare, deve essere composto da un numero dispari di componenti, nello specifico cinque. Attualmente è così composto: Luca Morrone di Fratelli D’Italia (vicepresidente), Nicola Irto del Pd (vicepresidente), Filippo Mancuso della Lega (segretario-questore) e Graziano Di Natale di “Io resto in Calabria” (segretario-questore). L’Articolo 12 del regolamento interno del Consiglio regionale (Funzionamento dell’Ufficio di Presidenza) prevede inoltre: “L’Ufficio di Presidenza delibera con la presenza della maggioranza dei suoi componenti ed a maggioranza assoluta dei presenti. In caso di parità, prevale il voto del Presidente”. Va considerato che la massima assemblea regionale calabrese entro fine mese sarà chiamata ad approvare alcune variazioni di bilancio, non ultima quella che prevede l’impregno di spesa per lo svolgimento delle elezioni regionali. Potrebbe essere, dunque, Morrone a convocare i consiglieri nell’attesa di comprendere se anche in regime di prorogatio debba continuare ad essere garantita la funzionalità degli organi regionali.

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