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Regione: Consiglio, lavori conclusi dopo dibattito su precari

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Con l’approvazione di cinque dei dieci punti all’ordine del giorno e dopo un dibattito su una categoria di precari calabresi rimasti fuori dal percorso di stabilizzazione, si è conclusa l’odierna seduta del Consiglio regionale, tenuta all’indomani dell’inchiesta “Libro Nero” che ha coinvolto anche due consiglieri. La seduta è stata aperta da un intervento del presidente del Consiglio regionale, Nicola Irto, con riferimento alla vicenda dell’indagine, ed è proseguita con l’approvazione dei primi cinque punti all’ordine del giorno, tra cui i bilanci di previsione dell’Azienda regionale per lo sviluppo dell’agricoltura e dell’Ente regionale dei Parchi marini e due leggi di riconoscimento di debiti fuori bilancio.

Dopo l’approvazione dei punti, ha preso la parola il segretario-questore Domenico Tallini, di Forza Italia: “Oggi – ha detto Tallini – i consiglieri sia di maggioranza e di minoranza, responsabilmente e per il rispetto dei calabresi hanno voluto rispondere con impegno, e per questa stessa ragione, per il rispetto davanti agli eventi accaduti, chiedo il rinvio dei restanti punti all’ordine del giorno”. A questo punto Gianluca Gallo, capogruppo ella Casa delle libertà, ha riproposto la questione del gruppo di precari della legge 12, gli “ex Sial”, al momento non contemplati nel percorso regionale di stabilizzazione: “E’ trascorso oltre un mese dalla discussione sul precariato e dall’assunzione di responsabilità di pervenire alla integrazione dei lavoratori estromessi, per questo – ha spiegato Gallo – chiedo delucidazioni sullo stato dell’arte delle azioni messe in campo per la stabilizzazione del precariato storico e soprattutto tempi certi di una risposta concreta”. Fausto Orsomarso, capogruppo del Misto, ha chiesto “all’assessore al Lavoro a quali determinazioni sia giunta, relativamente all’inclusione dei lavoratori esclusi dagli elenchi, e se non sia il caso di pervenire a un’interpretazione autentica”.

L’assessore regionale al Lavoro, Angela Robbe, ha quindi comunicato che “dopo l’incontro con i presidenti dei gruppi consiliari, è stato chiesto agli uffici di prendere visione degli elenchi e di chiedere all’Avvocatura un parere sulla questione”, aggiungendo che “rispetto alle esclusioni, sarà prevista una nuova manifestazione di interesse”. E’ intervenuto quindi Baldo Esposito, di Ncd,  esprimendo “apprezzamento per gli sforzi dell’assessore” ma aggiungendo che “le sue rassicurazioni non ci tranquillizzano, in questa vicenda c’è il fallimento di una classe politica e amministrativa visto che sono passati cinque anni senza avere chiarezza sul tema precariato”. Sulla stessa linea dei colleghi di opposizione anche Giuseppe Pedà, della Casa delle Libertà, mentre Antonio Scalzo, dei Moderati, ha detto di condividere le parole di Esposito.  Carlo Guccione, del Pd, ha parlato di “classica montagna che ha partito il topolino, la realtà è che su questo tema del precariato siamo a zero, è grave ed è grave che la Regione possa fare figli e figliastri, per questo propongo un approfondimento della questione in terza commissione con l’obiettivo di fare una vera e propria operazione verità”. Il capogruppo dei Democratici Progressisti, Giuseppe Giudicendrea, si è detto “d’accordo su un passaggio in terza Commissione”, ma ha evidenziato “il merito dell’assessore Robbe per aver affrontato la questione con atti concreti”. Il presidente della terza Commissione del Consiglio regionale, Michele Mirabello, ha, infine, concluso il dibattito manifestando “piena disponibilità a convocare la commissione anche nella prossima settimana, in modo da approfondire la tematica dei precari”. Dopo l’intervento di Mirabello, il presidente Irto ha dichiarato tolta la seduta, durata giusto un’ora, dopo aver messo ai voti la proposta di rinvio degli ultimi dog avanzata da Tallini, proposta che è stata approvata dal Consiglio regionale.

Redazione Calabria 7

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