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Regione, Gallo: “Ritirare il regolamento del Welfare”

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«Dopo la clamorosa protesta di centinaia di famiglie fragili, la giunta regionale non ha che una scelta: ritirare e modificare radicalmente il regolamento del welfare».

Ritirare l regolamento del Welfare. Lo chiede il consigliere regionale Gianluca Gallo, evidenziando una volta ancora le storture di un provvedimento imposto a colpi di maggioranza dal governatore Mario Oliverio e dall’assessora al ramo Angela Robbe.

«La sollevazione spontanea di un numero così rilevante di famiglie con figli disabili, minori a rischio o anziani in condizioni precarie e critiche porta allo scoperto lacune arcinote e da noi denunciate ma che l’assessora Robbe in particolare aveva deciso di ignorare,da ultimo forzando la mano su un Regolamento approvato prima del parere della Terza Commissione, inizialmente dubbiosa se non contraria e poi portata ad esprimersi favorevolmente a colpi di maggioranza, col voto negativo delle minoranze, nonostante mozioni ed ordini del giorno unanimi di segno contrario.

Quella che l’assessore Robbe si ostina a chiamare pomposamente riforma non è tale. E’ in realtà la completa negazione di ciò che la Calabria attende da anni. Lo segnaliamo da tempo, inascoltati: il nuovo regolamento mette a rischio l’intero settore delle politiche sociali regionale, non risparmiando cittadini, enti locali ed operatori economici».

“A causa delle scelte della giunta regionale, c’è il rischio che nelle prossime settimane molti utenti oggi ospiti nelle strutture di accoglienza vengano privati di assistenza a seguito delle non meglio definite ispezioni di congruità previste dal Regolamento, finalizzate a valutare l’opportunità della loro permanenza in strutture che da anni hanno scelto liberamente come luogo ove ricevere conforto per la propria condizione di bisogno». «Questa situazione, anomala e paradossale come tante altre, è l’esempio delle storture racchiuse nella pseudoriforma del welfare.

Il sistema potrebbe implodere completamente, in mancanza di correttivi urgenti.

Dal primo novembre è tangibile il pericolo che le numerose strutture di accoglienza si trovino a dover operare sulla base delle prestazioni contrattualizzate nel 2016. Si assisterà dunque ad un sostanziale blocco delle attività, dal momento che non sarà possibile prendere in carico nuove prestazioni. Il dibattito pubblico sui contenuti e gli effetti, spesso deleteri, del Regolamento, chiama tutti al senso di responsabilità. Se la giunta regionale ne conserva ancora almeno un briciolo, non ha che una strada da imboccare. Quella che porta all’immediata revisione del Regolamento, seguendo le direttrici già evidenziate dai destinatari delle norme in esso racchiuse».

© Riproduzione riservata.

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