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Restrizioni e chiusure, gli ambulanti protestano alla Cittadella: “Non vogliamo ristori, fateci lavorare” (VIDEO)

di Damiana Riverso – Sulla scia della protesta nazionale anche gli ambulanti calabresi hanno protestato contro la chiusura delle attività a causa delle restrizioni per il contenimento del Coronavirus.  Una chiusura che si protrae da un anno e che ha fatto perdere agli ambulanti circa il 60% delle giornate lavorative, nonostante gli ambulanti lavorano all’aperto e di conseguenza con una minore possibilità di contagio.

“Dimenticati dai sindaci”

“Siamo qui – ha detto Domenico Fimiano dell’associazione nazionale Ambulanti Ugl – perché il nostro è un comparto dimenticato a tutti i livelli istituzionali. In primo luogo dai sindaci, che hanno aggravato la nostra situazione vietando con le loro ordinanze i mercati anche quando il Governo ci permetteva di lavorare. Anche in zona gialla ci hanno impedito di lavorare. I ristori sono stati irrisori rispetto a quelle che sono le nostre spese. E infatti noi non vogliamo ristori ma solo lavorare. Dobbiamo vivere, far vivere le nostre famiglie e pagare anche le tasse. Nessun consigliere regionale o comunale si è davvero occupato di noi. Un ulteriore discriminazione la abbiamo avuta nell’ultimo decreto, dove sono elencate le categorie che possono rimanere aperte ma solo in caso di negozi fisici, non ambulanti, anche se vendono i nostri stessi prodotti. Siamo stanchi. Fateci lavorare”.

“Abbiamo sempre rispettato le regole, ora basta”

Una corresponsabilità tra regione e amministrazioni comunale che, secondo gli ambulanti,  che non sono stati vicini ai bisogni della categoria, che non hanno ascoltato gli appelli disperati di chi da oltre un anno non può lavorare e vive sul filo delle aperture e delle chiusure improvvise. “La nostra è una protesta pacifica. Finora – racconta Salvatore Fera, ambulante – abbiamo sempre rispettato le regole e le norme imposte dal Governo. Ora basta.  Non chiediamo ristori. Vogliamo lavorare, così come i ristoratori, le palestre: siamo stati in assoluti i più colpiti, mentre, senza fare discriminazione, i negozi continuano a lavorare. Entro lunedì vogliamo poter aprire o saremo costretti a un vero atto di forza”.

 

 

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