Rete fognaria e depuratori nel Cosentino, ripresi i lavori per 1,3 milioni di euro

Finanziata nel 2018 ma ferma, l’opera è di fondamentale importanza per almeno tre comunità: Mongrassano, Cervicati e Cerzeto

Ripartono i lavori per il completamento della rete fognaria con annessa realizzazione di un depuratore a Mongrassano e il revamping dei tre esistenti. A ridare un significativo input alla ripresa di un’opera, finanziata per un importo di oltre 1,3 milioni di euro, e di fondamentale importanza per almeno tre comunità, Mongrassano, Cervicati e Cerzeto, è stato il sub-commissario alla depurazione Antonino Daffinà, che ha rimesso in moto una macchina praticamente ferma, nonostante il finanziamento dell’opera fosse risalente al lontano 2018.

Nei giorni scorsi, è stato così riavviato il cantiere, sul quale opera l’impresa “Costruzioni Srl”, con il traguardo di portare a compimento l’intervento da qui alla conclusione dell’anno solare. Obiettivo da perseguire con fermezza, tenendo accesi i riflettori sui singoli step, visto che Mongrassano rientra tra gli agglomerati oggetto di procedura di infrazione (la 2014/2059) per non adeguata attuazione della direttiva dell’Unione europea 1991/271, in merito al mancato raggiungimento del 98% di copertura di rete fognaria e per un sistema depurativo non appropriato, per come previsto dalla richiamata direttiva comunitaria.

Nei giorni scorsi, è stato così riavviato il cantiere, sul quale opera l’impresa “Costruzioni Srl”, con il traguardo di portare a compimento l’intervento da qui alla conclusione dell’anno solare. Obiettivo da perseguire con fermezza, tenendo accesi i riflettori sui singoli step, visto che Mongrassano rientra tra gli agglomerati oggetto di procedura di infrazione (la 2014/2059) per non adeguata attuazione della direttiva dell’Unione europea 1991/271, in merito al mancato raggiungimento del 98% di copertura di rete fognaria e per un sistema depurativo non appropriato, per come previsto dalla richiamata direttiva comunitaria.

“Consapevoli di queste criticità –ha chiarito ieri il sub-commissario alla depurazione Antonino Daffinà, che si è recato con il suo staff sul cantiere per incontrare tecnici e operai – abbiamo ritenuto fosse quanto mai urgente il riavvio dei lavori, che erano stati consegnati nel 2023 e poi bloccati per via di problematiche di carattere burocratico. E rispetto allo schema progettuale iniziale, che prevedeva solo la rifunzionalizzazione di tre piccoli impianti esistenti e la realizzazione di circa sette chilometri di rete, si è ritenuto, di dover sviluppare un intervento unitario funzionale anche ad aree limitrofe. In sostanza, il progetto che si intende mettere a terra prevede la realizzazione di un nuovo depuratore, di capacità pari a 1000 abitanti equivalenti, che interesserà un’area più vasta rispetto al solo Comune di Mongrassano. Saranno infatti collettate alcune località ricadenti nei Comuni di Cerzeto e di Cervicati. Uno sforzo significativo per un territorio, quello della media valle del Crati sul versante interno della catena paolana, che riveste una valenza strategica con una forte vocazione agricola e ambientale”

Un processo nel quale “fondamentali – ha sottolineato Daffinà –sono state le interlocuzioni con il Comune”, nella fattispecie con l’amministrazione, guidata dal sindaco Ferruccio Mariani, decisamente soddisfatto per il primo obiettivo raggiunto, quello di ridare un impulso al cantiere.

“Anzitutto per questa ragione, abbiamo apprezzato enormemente –ha chiarito il capo dell’esecutivo –lo sforzo del commissario Daffinà e della sua struttura nel riavvio puntuale di una macchina che si era inceppata, con la conseguente interruzione dei lavori per difficoltà legate ad aspetti procedurali e amministrativi. Si tratta, nella sostanza, di un riavvio dei lavori che si snodano da località Princivalle, dove si realizza la rete fognaria fino a località Cocchiato, area destinata al nuovo impianto di depurazione”.

Alla presenza dei tecnici, in primis il rup Albenso Capparelli, il sub-commissario ha tenuto a puntualizzare, infine, la necessità di valorizzare l’area su cui sorgerà il depuratore, sotto il profilo prettamente ambientale, in modo che possa rimanere zona di pregio. “Il primo impegno da assumere –ha chiosato Daffinà- nel rispetto delle peculiarità naturalistiche dell’intero paesaggio”.

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