Retrospettiva 2023: i dieci eventi che hanno segnato l’anno in tutto il mondo

Dalla guerra in Medio Oriente alla corsa alla Luna, cosa è successo di più significativo quest'anno nel panorama internazionale

Dai brutali attacchi di Hamas che hanno scatenato la feroce offensiva di Israele sulla Striscia di Gaza alla violenza punizione conseguente a un bacio che ha scatenato una rivolta nel calcio spagnolo: sono questi i dieci eventi salienti che hanno segnato l’anno 2023.

Guerra Israele e Hamas

Il 7 ottobre, centinaia di uomini armati di Hamas si sono riversati oltre il confine da Gaza, dove hanno ucciso circa 1.140 persone, per lo più civili, preso in ostaggio circa 250 persone nel peggior attacco della storia di Israele, che ha creato un trauma nel Paese e sbalordito il mondo intero. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha promesso di “distruggere” Hamas e ha lanciato un’incessante campagna di attacchi aerei su Gaza seguita da un’offensiva di terra che riduce in macerie interi quartieri del territorio. Finora il bilancio di morti a Gaza è di più di 21 mila persone, soprattuto donne e bambini. Secondo le autorità israeliane, a Gaza rimangono 129 ostaggi degli attacchi del 7 ottobre e si ritiene che i morti siano 20.

Conflitto Russa-Ucraina

Sedici mesi dopo che la Russia ha invaso la confinante Ucraina, Kiev ha lanciato una controffensiva molto attesa dopo aver accumulato miliardi in potenti armi di fabbricazione occidentale e addestrato nuove reclute. Ma l’operazione militare non sta riuscendo ad intaccare le profonde linee difensive della Russia, provocando delusione tra gli alleati di Kiev. Mentre l’inverno si avvicina e l’attenzione del mondo si concentra sulla guerra tra Israele e Hamas, l’Ucraina fatica a garantire ulteriori promesse di sostegno militare a lungo termine da parte degli Stati Uniti e dell’Unione Europea. Nei giorni scorsi c’è stata una rara buona notizia per il presidente Volodymyr Zelenskyj, quando a metà dicembre i leader dell’Ue hanno accettato di aprire i negoziati di adesione con Kiev. L’Ungheria, alleata della Russia, ha smorzato prontamente l’euforia ponendo il veto a un pacchetto di aiuti da 50 miliardi di euro per l’Ucraina.

Terremoto in Turchia

Nelle prime ore del 6 febbraio, uno dei terremoti più letali ha raso al suolo intere città nel Sud-Est della Turchia, uccidendo più di 50 mila persone, e quasi 6 mila altre oltre confine, in Siria. Sono due le immagini diventate il simbolo del devastante terremoto di magnitudo 7,8: quella di un padre che tiene la mano della figlia quindicenne morta, sporgente da sotto un edificio crollato a Kahramanmaras, l’epicentro, e quella di un neonato salvato dalle macerie mentre era ancora legato col cordone ombelicale alla madre morta.

Ondata di golpe in Africa

L’ondata di colpi di stato che ha segnato una brutale arretramento democratico nell’Africa francofona nel 2021 e 2022 è proseguita anche nel 2023: il Niger e il Gabon sono stati gli ultimi Paesi in cui un presidente eletto è stato rovesciato. La Francia, sempre più impopolare, è stata costretta a ritirare sia il suo ambasciatore che le truppe antiterrorismo dal Niger. Questa è stata la terza volta che le forze di Parigi vengono mandate a casa da un’ex colonia africana in meno di due anni. Nel frattempo, ad agosto, il presidente del Gabon Ali Bongo Ondimba, erede di una dinastia che governo’ per 55 anni, è stato deposto dopo un’elezione presidenziale dichiarata fraudolenta dall’esercito e dall’opposizione.

Lo sciopero di Hollywood

Il terrore esistenziale causato dall’intelligenza artificiale generativa nell’economia creativa si è diffusa a Hollywood nel 2023, dove gli scrittori hanno dato il via ad uno sciopero a maggio per chiedere restrizioni all’uso della tecnologia nei film e un aumento di stipendio. A luglio, gli attori di Hollywood si sono uniti alla più grande interruzione del lavoro a Tinseltown dagli anni ’60, in parte a causa del timore che l’intelligenza artificiale possa essere utilizzata per clonare le loro voci e le loro sembianze. Lo sciopero ha ritardato centinaia di spettacoli e film popolari prima che gli studios e gli attori raggiungano un accordo a novembre, due mesi dopo che gli sceneggiatori erano tornati al lavoro.

Caldo record

Secondo il monitoraggio climatico dell’Unione Europea, il 2023 sarà il più caldo mai registrato. La siccità aggravata dal cambiamento climatico è considerata uno dei fattori all’origine dell’incendio più mortale scoppiato negli Stati Uniti in un secolo, che ha causato la morte di almeno 115 persone sull’isola hawaiana di Maui, lo scorso agosto. In occasione del vertice sul clima delle Nazioni Unite (Cop28), tenutosi a Dubai tra il 30 novembre e il 12 dicembre, circa 200 Paesi hanno concordato una “transizione” dai combustibili fossili.

La corsa alla luna

La corsa allo spazio si è fatta sempre più pressante nel 2023. L’India è diventata la prima nazione a far atterrare con successo un velivolo senza pilota sul polo Sud della Luna lo scorso agosto, pochi giorni dopo che un veicolo lunare russo si schianto’ sulla sua superficie. Oltre mezzo secolo dopo che l’astronauta americano Neil Armstrong divenne il primo uomo a camminare sulla Luna, diversi Paesi stanno investendo per riportare gli esseri umani nel corpo celeste.

Il bacio forzato

La vittoria della Spagna sull’Inghilterra nella finale della Coppa del Mondo di calcio femminile svoltasi a Sydney il 20 agosto, ha scatenato scene di sfrenata gioia in casa. Ma l’euforia ha rapidamente ceduto il posto all’indignazione quando l’allenatore del calcio spagnolo, Luis Rubiales, viene sorpreso a baciare il capitano Jenni Hermoso sulle labbra pochi minuti dopo la partita: un bacio che in seguito lei disse di aver visto come “un’aggressione”. Rubiales, provocatorio, insiste che il bacio era consensuale, ma di fronte a un’enorme protesta alla fine si è dimesso.

L’esodo del Caucaso

La repubblica separatista del Nagorno-Karabakh ha concluso la sua campagna trentennale per l’indipendenza lo scorso settembre, dopo essere stata riconquistata dall’Azerbaigian in un’offensiva lampo che ha svuotato la regione montuosa della maggior parte della sua popolazione di etnia armena. I residenti del Karabakh sono fuggiti in Armenia, temendo la violenza e non volendo essere governati dagli azeri di lingua turca con i quali i separatisti di etnia armena hanno combattuto due guerre per il territorio a partire dagli anni ’90.

L’elezione di Javier Milei in Argentina

A novembre, l’Argentina fa un salto nell’ignoto con l’elezione del candidato populista libertario, Javier Milei, noto per le sue uscite contro la “casta” politica. E’ riuscito a cavalcare l’ondata di malcontento popolare dopo decenni di declino economico e inflazione a due cifre sotto il dominio dei peronisti (centrosinistra). Da presidente eletto ha già svalutato il peso locale di oltre il 50% rispetto al dollaro, come parte della sua prescritta “terapia shock” economica che prevede anche un drastico calo degli aiuti sociali e della spesa pubblica. (AGI)

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