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Riace: la musica di Capossela tra le sue vie con il povero Cristo

di Jasmine Cristallo – Riace è un “luogo altro” e custodisce tenacemente il segno di un’umanità residua.

Riace è il suo virtuoso modello di accoglienza riconosciuto a livello internazionale.

Il modello Riace è stata la via più intraprendente, coraggiosa, anomala ed efficace nel complesso mondo dell’accoglienza.

Preservare Il modello Riace dovrebbe essere un imperativo categorico: attiene alla morale!

Riace è anche Mimmo Lucano, che a prescindere dalle vicende giudiziarie che lo vedono protagonista, rimane il sindaco visionario che è riuscito a testimoniare che una reale integrazione è possibile.

Riace contiene e conserva una serie infinita di simboli strettamente connessi ad un intero universo valoriale, ecco perché artisti come gli Afterhours, Brunori SAS, Levante, Giuliano Sangiorgi, Max Gazzè, Carmen Consoli, Vasco Brondi, Fiorella Mannoia, Daniele Silvestri, Manuel Agnelli, Negrita, Niccolò Fabi, Piero Pelù, Subsonica, Thegiornalisti, Samuele Bersani, Roy Paci, Bandabardò, Diodato, Luca Barbarossa, Roberto Vecchioni, hanno voluto sottoscrivere  un manifesto dal titolo: È stato il vento – Artisti per Riace”, riprendendo una frase spesso ripetuta dallo stesso Lucano e che allude allo sbarco del primo gruppo di profughi avvenuto a Riace nel 1998.

Un veliero partito dalla Turchia con a bordo 66 uomini, 46 donne e 72 bambini è approdato “per un colpo di vento“ a cinquecento metri dalle coste di Riace Marina. I profughi venivano dall’Iraq, dalla Turchia e dalla Siria. Erano tutti curdi in fuga dalle persecuzioni.

Una storia che ha ispirato il compositore Vinicio Capossela, anche lui firmatario del manifesto, che tra  il 10 e l’11 aprile ha girato il videoclip della sua nuova canzone tra i vicoli e la spiaggia del paesino calabrese, con il sostegno di Calabria Film Commission, diretto dal siciliano Daniele Ciprì, con attori come Marcello Fonte, migliore interprete maschile all’ultimo Festival di Cannes, la ballerina e conduttrice Rossella Brescia ed Enrique Irazoqui, che interpretò nel 1964 il Gesù Cristo di Pier Paolo Pasolini in “Il Vangelo secondo Matteo”.

Il brano di Capossela si intitola “Il povero Cristo” e sarà disponibile da oggi su tutte le piattaforme digitali. E’ il primo brano estratto dal nuovo progetto discografico. Il nuovo album di inediti, l’undicesimo lavoro in studio, si intitola “Ballate per uomini e bestie” e sarà pubblicato il 17 maggio da La Cùpa/Warner Music Italy.

Presentato dall’autore come “Un cantico per tutte le creature, per la molteplicità, per la frattura tra le specie e tra uomo e natura”, il nuovo disco viene anticipato da “Il povero Cristo”, brano che riferisce dell’incapacità dell’uomo di salvarsi seguendo il precetto in cui è racchiusa tutta la Buona Novella: “ama il prossimo tuo come te stesso”. Un precetto semplice, ma evidentemente impossibile da realizzare. L’avidità, l’egoismo e l’ignoranza dell’uomo portano Cristo a rinunciare al suo insegnamento e a tornare infine sulla croce. “Cristo” racconta Capossela “incontra l’uomo e impoverisce fino a diventare il povero cristo che, sulla bocca di tutti, si fa sinonimo della condizione umana”.

Il 19 aprile, data che coincide con il venerdì santo, il videoclip girato a Riace sarà trasmesso in prima tv alle ore 21.00 da Sky Arte.

© Riproduzione riservata.

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