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Riccio: “Catanzaro e l’anarchia” o “Catanzaro è l’anarchia”?

““Catanzaro e l’anarchia”, potrebbe essere questo il titolo di un film visto e rivisto quotidianamente tra le vie e le piazze del capoluogo calabrese.

Da una parte Catanzaro, città dal glorioso passato e dal grande senso civico, dall’altra l’anarchia che una minoranza di cittadini ha deciso, sprezzante di leggi e regolamenti, di far vivere al resto dei catanzaresi.”

Lo afferma in una nota Eugenio Riccio, consigliere comunale

“Purtroppo, da troppo tempo, gli anarchici vivono e fanno vivere il loro modo di essere sfacciatamente tamarri e strafottenti al resto dei cittadini. Perché sanno di poterla fare franca. Nessuno gli farà pagare un conto salato e loro, spavaldamente, dimostreranno al proprio ego e agli altri che possono fare quello che vogliono. Perché non c’è nessuno che li fa rigare dritti.

Così capita di dover riempire la città di paletti di ogni tipo per evitare la sosta selvaggia.

Al punto tale da doversi chiedere a cosa serve la segnaletica verticale. Un “accessorio”, praticamente inutile per le vie, le strade e le piazze della città. Il Comune di Catanzaro farebbe bene a risparmiare sui cartelli stradali e magari investire le risorse nella videosorveglianza da posizionare ovunque, anche nei vicoli ciechi. Anche se poi, a guardare quello che succede sulla principale via del Capoluogo, ossia corso Mazzini, si capisce che anche questo deterrente non è efficace se alla fine, non arriva la multa salata o ancora meglio l’intervento delle forze dell’ordine per ripristinare la legalità.

Perché il termine legalità ha un significato ampio e complesso ma sostanzialmente vuoto se poi non viene fatta respirare ai cittadini per bene e, soprattutto, fatta annusare con le cattive maniere a tamarri e strafottenti. Perché se su corso Mazzini, dove non ci sono i paletti ma i vasi in ghisa che servono a delimitare l’area pedonale da quella stradale, l’arredo urbano viene spostato continuamente da cittadini anarchici e da qualche commerciante consenziente per creare uno spazio di sosta “autogestito” allora non possiamo farci meraviglia che a viale Isonzo si vive come nel far west.

Così il titolo del film potrebbe cambiare da “Catanzaro e l’anarchia” in “Catanzaro è l’anarchia”. Una semplice “e” congiunzione diventa un verbo con tutti gli annessi e i connessi. Sta, quindi, a chi di competenza, Sindaco, Questore e Prefetto, fare in modo che le minoranze grezze e prepotenti non siano i principali attori in questa città. Ma diventino delle (s)comparse.”

© Riproduzione riservata.

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