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Riforma Cartabia, Talerico al Congresso nazionale forense: “Lasciamo giudicare chi opera”

Riforma Cartabia

di Mirko Monterosso – “La tematica del difetto di autorevolezza dell’avvocatura dipende anche naturalmente da un vulnus che si è evidenziato sia nella limitazione al diritto di tribuna nei consigli giudiziari, che nel circoscrivere ad alcuni aspetti dell’amministrazione della giustizia la partecipazione dell’avvocatura. L’elemento importante nei consigli giudiziari sono le valutazioni professionali dei magistrati.  Lo ha dichiarato Antonello Talerico, presidente del Distretto di Catanzaro (Catanzaro, Cosenza, Castrovillari, Crotone, Lamezia Terme, Vibo Valentia, Paola) durante il congresso nazionale forense in corso a Roma.

“Chi scrive le riforme ha mai varcato le soglie di un’aula?”

“Mi sono sempre chiesto – continua il presidente del Coa di Catanzaro – se esista un avvocato che potrebbe giammai danneggiare un bravo magistrato. Non credo proprio. Ecco perché naturalmente anche sotto questo aspetto ritengo che l’autorevolezza dell’avvocatura meriti di essere valutata proprio alla luce di uno sconfinamento. Abbiamo il potere giudiziario che sconfina in quello legislativo e questo lo vediamo nei commenti recenti. Finché lo fa un avvocato lo posso accettare, quando lo fa un magistrato incomincio a pensare che il sistema giustizia sia ancor più politicizzato di quello che ci ha detto il Caso Palamara.

La dimostrazione che il sistema giustizia non può funzionare – incalza Talerico – e che non ha credibilità è anche su questo tema. Io ho ascoltato il Ministro. E’ una grandissima figura tecnico-giuridica. Ma chi fa le riforme ha mai varcato le soglie di un’aula di un’udienza? Pensare di poter concentrare nella prima udienza tutte quelle attività vuol dire non conoscere come funziona il processo in Italia negli ultimi vent’anni. In tutti i riti, compreso anche quello del lavoro, non vengono rispettati i termini processuali”.

“Intervenire sull’efficienza del Sistema Giustizia”

“Il primo intervento che mi aspetto da parte del Governo è quello sull’efficienza del sistema giustizia, sul numero della componente organica altrimenti è inutile parlare di riforme perché l’introduzione di alcuni istituti come la mediazione, come la negoziazione sono strumenti e cavilli introdotti per ritardare l’accesso al sistema giustizia e che prevedono dei costi esclusivamente a carico dei cittadini e dell’avvocatura. La mediazione e i sistemi alternativi vanno valorizzati. Noi come Consiglio dell’Ordine di Catanzaro abbiamo istituito le camere arbitrali. Deleghiamo la giustizia agli avvocati che sicuramente leggono quello che scriviamo”.

“Il diritto di difesa dimenticato”

“Mi sono reso conto che – conclude il presidente del Coa di Catanzaro – a volte l’avvocatura sembra essere un ospite neanche tanto gradito del processo. Mi rendo conto allora perché noi non partecipiamo a quello che è il processo di formazione di una bozza di riforma del sistema giudiziario. Perché diamo fastidio in tutte le componenti. L’altro giorno ascoltavo il professore Luiso che asseriva questa riforma fosse perfetta. Lasciamolo dire agli operatori se quella riforma è valida. E’ arrivato nuovamente il momento di indossare la toga con orgoglio e autorevolezza. Solo così potremo continuare ad esercitare il diritto di difesa che tutti hanno dimenticato”.

© Riproduzione riservata.

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