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Rimpiazzo contro clan dei Piscopisani, 21 in abbreviato. Sospetto caso Covid per un legale

di Gabriella Passariello- Su cinquantasette imputati, 21 hanno chiesto e ottenuto il rito abbreviato, mentre in 36 hanno scelto di proseguire per l’ordinaria udienza preliminare  nell’ambito dell’inchiesta della Dda di Catanzaro, guidata dal procuratore capo Nicola Gratteri “ Rimpiazzo”, che ha portato il 9 aprile del 2019 a 31 arresti, contro il clan dei Piscopisani. Imputati che si devono difendere, attraverso i loro legali, nel cui collegio compaiono i nomi degli avvocati Diego Brancia, Sergio Rotundo, Giambattista Puteri, Francesco Calabrese, Annalisa Pisano, Giuseppe Di Renzo, Francesco Muzzopappa, dalle accuse di associazione a delinquere di tipo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsione, danneggiamento e rapina, aggravati dal metodo mafioso, detenzione e porto illegale di armi ed esplosivi, lesioni pluriaggravate, intestazione fittizia di beni, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, favoreggiamento personale e rivelazione di segreti di ufficio.

Caso sospetto di Coronavirus

Assente in aula per legittimo impedimento un legale difensore. Da quanto si apprende la sua assenza è dovuta ad un sospetto caso di Covid, per il quale a scopo precauzionale lo stesso avvocato ha disposto la chiusura del suo studio. Secondo la Procura distrettuale gli artefici del locale di Piscopio sarebbero stati Nazzareno Fiorillo, alias Tartaro, Salvatore Giuseppe Galati, alias Pino il ragioniere, Michele Fiorillo, alias Zarrillo, Rosario Battaglia, alias Sarino, Rosario Fiorillo, alias Pulcino, Raffaele Moscato e Giovanni Battaglia, in qualità di promotori e organizzatori. Tra gli imputati anche due finanzieri Mariano Natoli, 51 anni di Termini Imerese in provincia di Palermo e Giovanni Tinelli, 43 anni di Trieste.

I nomi di coloro che hanno scelto l’abbreviato

Hanno optato per il rito abbreviato Giovanni Battaglia 38 anni di Piscopio; Caterina Cutrullà 43 anni di Monzuno (Bologna); Francesco Alessandro D’Ascoli 50 anni di Vibo Marina; Nazzareno Felice 60 anni di Piscopio; Nicola Finelli 40 anni di Vibo Marina; Michele Fiorillo 35 anni di Piscopio; Michele Fiorillo 34 anni di Piscopio; Nazzareno Fiorillo 56 anni di Piscopio; Pasquale Fiorillo 45 anni di Piscopio; Rosario Fiorillo 32 anni di Piscopio; Sasha Rosario Andrea Fortuna 42 anni di Vibo residente a Monzuno (Bologna); Giovanni Giardina 43 anni di Palermo; Francesco La Bella 48 anni di Piscopio; Mario Lo Iacono 40 anni di Vibo Marina; Luigi Maccarone 43 anni di Vibo; Giuseppe Merlo 47 anni di Piscopio; Saverio Merlo 43 anni di Piscopio; Raffaele Moscato 35 anni di Vibo Marina; Gaetano Rubino 41 anni di Ficarazzi (Palermo); Michele Suppa 27 anni di Vibo e Salvatore Vita 46 anni di Vibo Marina. Si ritornerà in aula davanti al gup distrettuale Paola Ciriaco il prossimo 23 novembre.

I nomi degli imputati che hanno scelto il rito ordinario

Mentre altri trentasei imputati hanno scelto il rito ordinario e per il loro il pubblico ministero ha ribadito la richiesta di rinvio a giudizio. Si tratta di Nicola Barba 68 anni di Vibo; Rosario Battaglia 36 anni di Piscopio; Giuseppe Brogna 62 anni di Piscopio; Salvatore Carnovale 42 anni di Vibo Valentia; Nazzareno Colace 56 anni di Vibo Valentia; Domenico D’Angelo, 57 anni di Piscopio; Giuseppe D’Angelo 46 anni di Piscopio; Angelo David 37 anni di Vibo Valentia; Stefano Farfaglia 37 anni di San Gregorio d’Ippona; Francesco Felice 27 anni di Piscopio; Marco Fiorillo 32 anni di Piscopio; Ippolito Andrea Fortuna 60 anni di Vibo Marina; Maria Concetta Immacolata Fortuna 62 anni di Piscopio; Michele Fortuna 35 anni di Vibo; Nazzareno Galati 31 anni di Piscopio; Salvatore Giuseppe Galati 56 anni di Piscopio; Benito La Bella 32 anni di Piscopio; Giuseppe Lo Giudice 41 anni di Piscopio; Tommaso Lo Schiavo 59 anni di Piscopio; Cosmo Mancuso 71 anni di Limbadi; Pantaleone Mancuso 59 anni di Nicotera Marina; Raffaella Mantella 46 anni di Vibo; Michele Silvano Mazzeo 49 anni di Mileto; Mariano Natoli 51 anni di Termini Imerese (Palermo); Nazzareno Pannace 31 anni di Bologna; Francesco Popillo 35 anni di Bologna; Simone Prestanicola 42 anni di Vibo; Francesco Romano 34 anni di Briatico; Pierluigi Sorrentino 30 anni di Vibo Valentia; Michele Rinaldo Emilio Staropoli 64 anni di Piscopio; Francesco Tassone 43 anni di Vibo; Annarita Tavella 33 anni di Vibo Valentia; Gianluca Rosario Tavella 50 anni di Vibo; Giovanni Tinelli 43 anni di Trieste; Leonardo Domenico Vacatello 51 anni di Bivona; Luigi Francesco Zuliani 49 anni di Piscopio. Poi la volta delle arringhe difensive dei legali degli imputati  e dei legali di parte civile, tra cui l’avvocato Giovanna Fronte per l’associazione antiracket e l’impresa Chiaramonte, che si sono associati alle richieste di rinvio a giudizio del pubblico ministero. Si ritornerà in aula il prossimo 13 novembre.

La base operativa

I Piscopisani, avevano base operativa a Bologna, dove, nel corso del maxi blitz, sono state sequestrate armi riconducibili al clan. Un’organizzazione  capace di piazzare la cocaina a Palermo, a conferma del ruolo egemone che la ‘ndrangheta svolge nel trattare grossi quantitativi di droga, rifornendo anche territori dove sono presenti altre mafie.

L’ambizione di scavalcare il clan Mancuso 

Secondo le ipotesi accusatorie il clan dei Piscopisani sarebbe stato un clan in ascesa, con l’ambizione di competere, fino a voler sostituire la cosca Mancuso di Limbadi, una delle più agguerrite del panorama mafioso calabrese, egemone sulla provincia Vibonese, ma come ha chiarito il procuratore Gratteri nel corso della conferenza stampa sugli arresti: “La cosca dei Piscopisani è un clan violento, solo apparentemente minore rispetto al clan Mancuso di Limbadi”.

© Riproduzione riservata.

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