Calabria7

Rinascita Scott, a Catanzaro gli interrogatori: Pittelli non risponde (SERVIZIO TV)

di Carmen Mirarchi – Dopo la maxi operazione Rinascita Scott sono scattati questa mattina presso il Tribunale di Catanzaro gli interrogatori alla presenza del Procuratore della Repubblica Nicola Gratteri.

Tutti gli arrestati che saranno sottoposti nella giornata di oggi agli interrogatori sono entrati da ingressi secondari, tra questi alcuni esponenti di rilievo della società calabrese. L’operazione ha disarticolato le cosche del Vibonese capeggiate dai Mancuso di Limbadi.

I militari hanno eseguito nella giornata del 19 dicembre misure cautelari, emessa dal gip di Catanzaro su richiesta della procura distrettuale, a carico di 334 indagati, accusati di associazione mafiosa, omicidio, estorsione, usura, fittizia intestazione di beni, riciclaggio ed altri reati aggravati dalle modalità mafiose. Contestualmente è in fase di notifica agli indagati anche un provvedimento di sequestro beni per un valore di circa 15 milioni di euro. Sono 260 le misure cautelari in carcere e 70 gli indagati finiti ai domiciliari. Quattro sono le misure di obbligo di dimora. Tra loro imprenditori, avvocati, politici e funzionari pubblici.

L’operazione “Rinascita Scott” della Dda di Catanzaro ha determinato un vero e proprio terremoto in Calabria ma non solo, sono stati infatti scoperti anche i rapporti della ‘ndrangheta con le logge massoniche di Scozia ed Inghilterra.

A essere coinvolto nell’inchiesta, in primo luogo, l’avvocato catanzarese, Giancarlo Pittelli, 66 anni, già parlamentare del centrodestra per tre legislature, dal 2001 al 2013, che, difeso dall’avvocato Staiano, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Altro big della politica coinvolto nell’inchiesta “Rinascita Scott” è Nicola Adamo (accostato soltanto di traffico di influenze), storico esponente della sinistra calabrese. In manette anche il sindaco di Pizzo, Gianluca Callipo e l’ex consigliere regionale Pietro Giamborino.

Arresti domiciliari per l’attuale comandante della polizia municipale di Vibo Valentia, Filippo Nesci. Coinvolti anche imprenditori di spicco del Vibonese. Fra loro gli imprenditori nel settore dell’abbigliamento Mario e Umberto Artusa, l’imprenditore nel settore della ristorazione Gianfranco Ferrante, gli imprenditori edili Antonio Prestia e Francesco Patania, l’imprenditore Mario Lo Riggio.

Il Procuratore Gratteri ha reso noto che alcuni indagati, in particolare alcuni boss sapevano che l’operazione sarebbe scattata ed è stato necessario dunque anticipare di 24 ore il blitz. Questo avrebbe comportato un serio problema, perché ad essere tati spostati sono stati 3.000 carabinieri. Tutto è nato dopo le dichiarazioni del pentito Mantella da Rebibbia.

© Riproduzione riservata.

Articoli Correlati

Cisterna trasformata in una camera a gas, così a Paola la vendemmia è diventata tragedia

Alessandro De Padova

G8 di Genova, il catanzarese Placanica: “Il mio rammarico è non aver soccorso Giuliani”

Antonio Battaglia

Coronavirus, focolaio al 118 di Cassano allo Jonio: positivi tre operatori

Antonio Battaglia
Click to Hide Advanced Floating Content
Click to Hide Advanced Floating Content