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Rinascita Scott, al via il processo al colonnello Naselli. Gli avvocati: “Va spostato a Teramo”

L’intero capitolo dei rapporti tra l’avvocato Giancarlo Pittelli e il colonnello dei carabinieri Giorgio Naselli al centro del processo con rito ordinario iniziato questa mattina dinnanzi al Tribunale collegiale di Catanzaro presieduto da Carmela Tedesco. Si tratta di un altro filone di “Rinascita Scott” che vede imputati, oltre all’alto ufficiale dell’Arma dei carabinieri, anche Giuseppe Calabretta, Rocco Delfino, alias U Rizzu, Salvatore Delfino, Roberto Forgione, Ilenia Tripolino. Per loro è caduta l’aggravante mafiosa e le loro posizioni sono quindi state stralciate dal troncone principale che sta proseguendo nell’aula bunker di Lamezia Terme.

Botta e risposta tra accusa e difesa

Una serie di questioni preliminari hanno caratterizzato la prima udienza e, in particolare, i difensori di Giorgio Naselli, gli avvocati Giuseppe Fonte e Gennaro Lettieri, hanno subito sollevato l’incompetenza territoriale e la conseguente trasmissione degli atti al Tribunale de L’Aquila o, in subordine, a quello di Teramo. Per l’avvocato Fonte la competenza deve intendersi radicata nei luoghi di consumazione del reato più grave  che, in questo caso, sarebbe stato consumato in Abruzzo. Ergo, il processo – secondo le difese – andrebbe spostato da Catanzaro a Teramo. Il colonnello Naselli è accusato di violazione del segreto istruttorio e abuso d’ufficio. Per la Procura di Catanzaro avrebbe rivelato informazioni riservate all’avvocato ed ex parlamentare Giancarlo Pittelli, imputato nel troncone principale del maxi processo. In aula a rappresentare l’accusa c’era il pubblico ministero Antonio De Bernardo che si è opposto alle eccezioni presentate dalle difese. Per la Procura il processo va celebrato a Catanzaro. Il Tribunale scioglierà le riserve nell’udienza in programma il prossimo 10 giugno.

Il collegio difensivo

Impegnati in questo processo gli avvocati Giuseppe Fonte, Gennaro Lettieri, Rocco Di Dio, Guido Contestabile, Mirna Raschi, Stefano Commisso. Gli imputati sono accusati, a vario titolo, di abuso d’ufficio, rivelazione di segreto istruttorio e intestazione fittizia di beni. Nel corso dell’udienza di oggi hanno manifestato l’intenzione di costituirsi parte civile il Ministero dell’Interno, il Ministero della Difesa e l’associazione antimafia Libera. (mi.fa.)

 

 

 

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