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Rinascita Scott, la Dda di Catanzaro ricorre in appello contro l’assoluzione di cinque imputati (NOMI)

La Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro guidata dal procuratore Nicola Gratteri prepara il secondo tempo del filone abbreviato di “Rinascita Scott”, il maxi processo contro la ‘ndrangheta vibonese. Nei giorni scorsi ha infatti presentato ricorso contro l’assoluzione di cinque imputati prosciolti da tutte le accuse dal gup Claudio Paris nel procedimento penale di primo grado celebratosi nell’aula bunker di Lamezia Terme con il rito alternativo (LEGGI QUI). La sentenza appellata riguarda le posizioni di Vincenzo Renda, 51 anni di Vibo (difeso dagli avvocati Diego Brancia e Francesco Gambardella); Emanuela Chilla, 25 anni, nata a Roma (difesa dall’avvocato Marco Michele Picciani); Antonio Di Virgilio, 62 anni, nato a Santa Maria Capua Vetere (difeso dall’avvocato Aldo Casalinuovo); Maurizio Fiumara, 66 anni, di Pizzo (difeso dagli avvocati Francesco Gambardella e Franco Roberto Donato); e Francesca Mazzotta, 27 anni, di Pizzo (difesa dall’avvocato Sergio Rotundo). Sono cinque dei venti imputati per i quali le contestazioni mosse dalla Dda di Catanzaro sono cadute al vaglio del gup. L’ufficio di Procura chiede l’approfondimento delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Bartolomeo Arena, Raffaele Moscato, Andrea Mantella ed Emanuele Mancuso. La dichiarazione d’appello è firmata dal procuratore capo Nicola Gratteri e dai sostituti procuratori Antonio De Bernardo, Annamaria Frustaci e Andrea Mancuso.

Le ipotesi accusatorie

Emanuele Chilla è imputata per il reato di favoreggiamento personale aggravato in concorso con Loris Palmisano e l’avvocato Francesco Stilo; Antonio Di Virgilio, in qualità di Ctu nominato dal giudice, è accusato di aver acconsentito alle richieste del funzionario del Tribunale, Danilo Tripodi, modificando una originaria consulenza, ottenendo in cambio un più lauto onorario e successivi, ulteriori incarichi da perito; l’imprenditore Maurizio Fiumara, zio di Gianluca Callipo, è invece finito nel calderone dell’inchiesta nell’ambito dell’intricata vicenda che ruota intorno al “Mocambo” di Pizzo; Francesca Mazzotta è accusata di un abuso d’ufficio commesso in concorso con l’ex sindaco di Pizzo Callipo, il comandante dei Vigili Urbani Enrico Caria e la responsabile dell’Ufficio Urbanistico Maria Alfonsina Stuppia. Appellata anche l’assoluzione dell’imprenditore e avvocato Vincenzo Renda accusato di essere legato ai Mancuso di Limbadi e per il quale la Dda di Catanzaro aveva chiesto 10 anni e 10 mesi di reclusione.

Le assoluzioni definitive.

Diventano dunque definitive le assoluzioni di altri quindici imputati per i quali la Dda di Catanzaro non ha inteso proporre ricorso in Appello. Si tratta nello specifico di Giuseppe Lo Bianco, 50 anni, di Vibo (assistito dall’avvocato Walter Franzè); Francesca Comito, 41 anni, di Vibo; Raffaele Solano, 42 anni, di Vibo; Fabio Scalamandrè, 46 anni, di Vibo; Michele Giardino, 31 anni, di Polistena; Girolamo Giardino, 58 anni, di Rizziconi; Matteo Famà, 32 anni, di Vibo; Sapienza Comerci, 72 anni, di Joppolo; Nicola Fera, 60 anni, di Chiaravalle; Francesco Gerace, 44 anni, nato a Vibo; Annunziata Gerace, 48 anni, nata Vibo; Gabriele Giardino, 26 anni, di Cinquefrondi; Emanuela Gradia, 46 anni, di Vibo; Francesco La Bella, 38 anni, di Vibo; Rosalba Perfidio, 58 anni, di Nicotera; Vincenzo Mazzitelli, 49 anni, nato a Vibo. (mi.fa.)

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