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Rinascita/Scott, le intercettazioni: con lui non succede niente, la gente può stare tranquilla

L’operazione Rinascita lascia spazio a diversi approfondimenti per comprendere in maniera chiara quali sono le condizioni sociali in cui il metodo mafioso di Mancuso si è costruito e diffuso.

Nelle intercettazioni si parla di un senso di “sicurezza” che Mancuso avrebbe dato ai cittadino delle aree interessate. Sensazione che come si può ben comprendere poteva essere percepita solo da chi era vicino al boss, ma non certo da coloro che subivano i soprusi.

Giovanni Giamborino, ex consigliere regionale, in  un eloquio elogiava “l’operato” di Luigi Mancuso recriminando la mancanza di “coscienza” da parte delle Istituzioni nel perseguire un personaggio come Luigi Mancuso in grado di mantenere la pace sul territorio: “… loro non si rendono conto che se c’è uno come LUI non succede niente e la gente può stare tranquilla … dove può lasciare le chiavi alla porta …loro non hanno capito niente … avete capito? … perché loro vogliono le guerre che sono loro che mettono le guerre …la polizia, la magistratura, tutti loro …senno voi lo sapete che questo non fa niente perché non lo lasciate in pace con la sua famiglia dopo 25 anni … per godersi la famiglia che lo tenete stretto e marchiato che non può andare da nessuna parte … voi non sapete che a questo la testa a questo non gliela cambierete mai … è inutile che v’incaponite su determinate cose … perché se voi volete sistemare le cose avete bisogno di lui ..dove non vi fa succedere bordelli.. Non tocca nessuno…dove non mettono bombe, dove non fanno niente che c’è lui. Questo voi non lo capite, voi legge, magistratura … perché con tutti questi cani sciolti, tutte queste merde, tutti pentiti, drogati che sono … gli mettono nella testa dice “vediamo a questo all’avvocato PITTELLI sta facendo un negozio qua” io m’infilavo vicino a voi per farmi dare i soldi …senza sapere che l’avvocato Pittelli magari è da una generazione che ha un’amicizia con amici, che è sempre disponibile”. Emerge chiaramente, dunque, il ruolo nell’ambito della ‘ndrangheta di Luigi Mancuso, definito il “numero uno”, il “capo in assoluto”. (c.m.)

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