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Rinascita Scott, né in Abruzzo e né a Catanzaro: il processo al colonnello Naselli trasferito a Vibo

L’incompetenza territoriale era già stata sollevata dagli stessi avvocati che avevano chiesto lo spostamento del processo in Abruzzo. Tra L’Aquila e Teramo spunta però Vibo Valentia. Il Tribunale collegiale di Catanzaro ha infatti dichiarato la sua incompetenza territoriale nell’ambito del troncone del processo ordinario di “Rinascita Scott” che vede imputati, tra gli altri, il colonnello dei carabinieri Giorgio Naselli con una differenza sostanziale rispetto a quanto auspicava il collegio difensivo: gli atti verranno inviati al Tribunale di Vibo Valentia. Si torna quindi nella città da dove tutto è partito, l’epicentro dello tsunami che il 19 dicembre del 2019 decapitò la ‘ndrangheta vibonese.

Le motivazioni tra quindici giorni

Il maxi blitz è oggi un maxi processo diviso in più filoni. L’intero capitolo dei rapporti tra l’avvocato Giancarlo Pittelli e il colonnello dei carabinieri Giorgio Naselli al centro del procedimento penale con rito ordinario che avrebbe dovuto tenersi dinnanzi al Tribunale collegiale di Catanzaro presieduto da Carmela Tedesco sarà quindi al vaglio dei giudici di Vibo. Le motivazioni sono attese entro i prossimi quindici giorni. In questo troncone, oltre all’alto ufficiale dell’Arma dei carabinieri, sono imputati anche Giuseppe Calabretta, Rocco Delfino, alias U Rizzu, Salvatore Delfino, Roberto Forgione, Ilenia Tripolino. Per loro è caduta l’aggravante mafiosa e le loro posizioni sono quindi state stralciate dal troncone principale che sta proseguendo nell’aula bunker di Lamezia Terme. Il colonnello Naselli è accusato di violazione del segreto istruttorio e abuso d’ufficio. Per la Procura di Catanzaro avrebbe rivelato informazioni riservate all’avvocato ed ex parlamentare Giancarlo Pittelli, imputato nel troncone principale.

Il collegio difensivo

Impegnati in questo processo gli avvocati Giuseppe Fonte, Gennaro Lettieri, Rocco Di Dio, Guido Contestabile, Mirna Raschi, Stefano Commisso. Gli imputati sono accusati, a vario titolo, di abuso d’ufficio, rivelazione di segreto istruttorio e intestazione fittizia di beni. Nel corso della prima udienza hanno manifestato l’intenzione di costituirsi parte civile il Ministero dell’Interno, il Ministero della Difesa e l’associazione antimafia Libera. Tutto rinviato però a data da destinarsi. Non più a Catanzaro, ma a Vibo ed entro quindici giorni si capirà anche perché. (mi.fa.)

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