LA SENTENZA

Rinascita Scott, omicidi e lupare bianche nel Vibonese: tre boss condannati all’ergastolo (NOMI)

Il verdetto della Corte d'assise di Catanzaro nell'ambito di un altro filone del maxiprocesso alla 'ndrangheta. Assolto Vincenzo Barba

Gli omicidi di Alfredo Cracolici e Giovanni Furlano, quelli di Roberto Soriano e Antonio Lo Giudice, la scomparsa per lupara bianca di Filippo Gangitano, un sequestro di persona a scopo estorsivo. E’ l’altra faccia di Rinascita Scott, quella più insanguinata. Un altro processo, oltre al filone abbreviato già concluso in appello e quello ordinario che si è appena concluso con la sentenza di primo grado. La Corte d’assise di Catanzaro presieduta dal giudice Massimo Forciniti ha emesso il suo verdetto nei confronti degli undici imputati accusati, a vario titolo, di omicidi efferati commessi tutti in provincia di Vibo a cavallo tra il 1996 e il 2002.

Tre ergastoli e tre assoluzioni

Tre ergastoli e tre assoluzioni

I giudici hanno condannato all’ergastolo (accogliendo la richiesta dei pm antimafia Antonio De Bernardo, Annamaria Frustaci e Andrea Buzzelli) tre presunti boss. Si tratta di Giuseppe Accorinti di Zungri (nei confronti del quale proprio qualche giorno fa la Dda ha invocato 30 anni di reclusione nel filone ordinario di Rinascita Scott), Saverio Razionale di San Gregorio d’Ippona (già condannato a 30 anni in primo grado nel troncone principale); Domenico Bonavota di Sant’Onofrio (anche lui condannato a 30 anni nel primo capitolo del maxiprocesso). Per tutti e tre è stato disposto l’isolamento diurno per due anni. Assolto invece Vincenzo Barba, detto il “Musichiere” di Vibo (28 anni nell’ordinario di Rinascita Scott) per il quale la pubblica accusa aveva chiesto il carcere a vita. Verdetto di assoluzione anche per Filippo Catania e per Paolino Lo Bianco. Riviste al ribasso rispetto alle richieste dei pm antimafia le pene inflitte ad Antonio Ierullo (30 anni), Valerio Navarra e Panteleo Maurizio Garisto (20 anni).

Il verdetto della Corte d’assise di Catanzaro

Questa la sentenza emessa dalla Corte d’assise di Catanzaro. Tra parentesi le richieste invocate dell’ufficio di Procura al termine della requisitoria:

  • Giuseppe Antonio Accorinti, detto “Peppone” di Zungri, ergastolo (chiesto l’ergastolo)
  • Saverio Razionale di San Gregorio d’Ippona, ergastolo (chiesto l’ergastolo)
  • Domenico Bonavota di Sant’Onofrio, ergastolo (chiesto l’ergastolo)
  • Vincenzo Barba, alias “U Musichiere”, di Vibo Valentia, assolto (chiesto l’ergastolo)
  • Filippo Catania di Vibo Valentia, assolto (chiesta l’assoluzione)
  • Paolino Lo Bianco di Vibo Valentia, assolto (chiesta l’assoluzione)
  • Andrea Mantella di Vibo Valentia, 14 anni (chiesti 14 anni)
  • Antonio Ierullo, di Vallelonga, 30 anni (chiesto l’ergastolo)
  • Pantaleo Maurizio Garisto di Carate Brianza, 20 anni (chiesti 30 anni)
  • Valerio Navarra di Zungri, 20 anni (chiesti 30 anni)
  • Antonio Vacatello, di Vibo Valentia, 30 anni (chiesti 30 anni)
  • Tutte le accuse mosse ai presunti boss

    In particolare il presunto boss di San Gregorio d’Ippona Saverio Razionale e quello di Zungri Giuseppe Accorinti sono accusati del duplice delitto Soriano-Lo Giudice avvenuto il 6 agosto del 1996; il presunto boss di Sant’Onofrio Domenico Bonavota è invece accusato (insieme ad Antonio Ierullo di Vallelonga) dell’agguato costato la vita il 9 febbraio del 2002 ad Alfredo Cracolici e Giovanni Furlano; Vincenzo Barba, Filippo Catania, Paolino Lo Bianco e Andrea Mantella sono invece accusati a vario titolo della scomparsa di Filippo Gangitano, sparito nel nulla nel gennaio del 2002. Il suo corpo non è mai stato trovato. Inghiottito dalla lupara bianca. Antonio Vacatello è accusato della tentata estorsione ai danni di un uomo nato a Vibo ma residente a Imbersago. La vittima – dalla quale Vacatello pretendeva la restituzione della somma di 6000 euro – è stata anche sequestrata, secondo l’accusa, da Pantaleo Garisto, Valerio Navarra, Vacatello. Prelevato a Cernusco sul Naviglio e portato in una casa a Seregno, fu immobilizzato e percosso ed infine costretto a tornare in Calabria con i suoi sequestratori per recarsi dai genitori a chiedere il denaro. Intento non riuscito perché la vittima non disponeva della somma.

    Il collegio difensivo

    Gli avvocati che hanno composto il collegio difensivo erano i seguenti: Salvatore Staiano, Diego Brancia, Francesco Muzzupappa, Luca Cianferoni, Francesco Calabrese, Daniela Garisto, Guido Contestabile, Vincenzo Belvedere, Elisabetta Alessandria, Gabriele Romanello, Mario Murone, Giovanbattista Puteri, Vincenzo Gennaro, Manfredi Fiormonte, Sergio Rotundo, Vincenzo Maiolo Staiano.

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