Rinascita Scott, prima sentenza irrevocabile. Ricorso inammissibile in Cassazione e imputato assolto

Riguarda la posizione di un presunto appartenente al clan Soriano di Filandari che ottiene l'assoluzione in via definitiva
'ndrangheta reggino

Prima sentenza definitiva tra i vari filoni del maxiprocesso “Rinascita Scott”. Riguarda la posizione di Giacomo Cichello, 36 anni di Filandari, giudicato con le forme del rito abbreviato. La seconda sezione della Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto dal sostituto procuratore generale di Catanzaro, Raffaella Sforza, contro la sentenza di assoluzione pronunciata dalla Corte d’appello nei confronto di Cichello condannato in primo grado dal gup alla pena di otto anni per partecipazione al clan Soriano, sentenza poi ribaltata in secondo grado per non aver commesso il fatto.

La Procura Generale presso la Corte di Appello di Catanzaro proponeva ricorso per violazione di legge, sostenendo che le condanne del Cichello nel processo Nemea (due estorsioni e una partecipazione all’attentato dinamitardo nei confronti di un imprenditore, oltre alle relazioni personali dirette con il boss Leone Soriano) dovessero essere ritenute chiaramente sintomatiche della condotta partecipativa. La Corte di Appello di Catanzaro, aveva ribaltato la condanna di primo grado (rito abbreviato) sostenendo che il Cichello non avesse mai aderito alla consorteria di Filandari, essendo, semmai, evidente una sua connivenza o vicinanza con alcuni esponenti della “famiglia” Soriano. Esclusa quindi la condotta associativa.

Sentenza irrevocabile

La Corte Suprema di Cassazione ha così messo fine alla “carambola” di decisioni, pronunciando la prima sentenza irrevocabile del processo Rinascita Scott. In questo caso, occorre aggiungere che Cichello era stato già giudicato nel processo Nemea e assolto dal reato di partecipazione ad associazione finalizzata al narcotraffico mentre era stato condannato per diversi episodi di estorsione. Lo stesso Cichello è stato attinto arrestato nel maxi blitz che ha portato al processo Rinascita Scott il 19 dicembre del 2019 perché ritenuto partecipe del clan Soriano. Successivamente per tutti i presunti appartenenti al clan di Filandari veniva emesso un giudizio immediato in Rinascita Scott con conseguente riunione – per chi aveva optato per il rito ordinario – al processo, già in corso, denominato Nemea (che diveniva Rinascita Nemea). Giacomo Cichello, però, decideva di farsi giudicare con le forme del rito abbreviato per Rinascita Scott, subendo in primo grado la condanna alla pena di anni 8 di reclusione per la partecipazione associativa.

Ricorso inammissibile

Dinnanzi alla Cassazione, il procuratore generale ha chiesto l’annullamento con rinvio mentre i difensori dell’imputato (gli avvocati Diego Brancia e Daniela Garisto) hanno invece invocato l’inammissibilità del ricorso della Procura Generale di Catanzaro “per genericità dei motivi di doglianza, essendo la sentenza della Corte d’appello (assolutoria) motivata in maniera logica e coerente rispetto alle emergenze processuali”. La Corte suprema ha accolto le tesi della difesa giudicando inammissibile il ricorso del Pg così giungendo alla prima decisione irrevocabile (peraltro assolutoria) del processo Rinascita Scott.

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