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Rinascita Scott, slitta il Riesame di Pittelli: la Dda di Catanzaro deposita nuovi atti

di Gabriella Passariello- Video sull’intervista di Giancarlo Pittelli rilasciata ai giornalisti di Studio Aperto Mag che potrebbe rimettere in discussione la misura cautelare in atto, le testimonianze dei cronisti su come si sono svolti i fatti, un verbale di diffida relativo agli obblighi inerenti agli arresti domiciliari. Tutta una serie di atti inediti depositati dalla Dda di Catanzaro che hanno reso necessario il posticipo dell’appello proposto dai pm della distrettuale coordinata dal procuratore capo Nicola Gratteri, che si sarebbe dovuto tenere oggi davanti ai giudici del Riesame. Un appello contro il provvedimento emesso dal Tribunale collegiale di Vibo Valentia, presidente Gilda Danila Romano, a latere Germana Radice e Francesca Loffredo, che accogliendo l’istanza avanzata dai legali Salvatore Staiano e Guido Contestabile, ha disposto la misura cautelare agli arresti domiciliari nei confronti del noto penalista, imputato in Rinascita Scott per concorso esterno in associazione mafiosa, rivelazione e utilizzazione del segreto di ufficio, abuso di ufficio. (LEGGI QUI).

Il verbale di acquisizione del Ros

L’udienza è stata posdatata al 5 aprile prossimo per consentire alla difesa di prendere visione del nuovo carteggio. Agli atti, la Dda ha depositato al tribunale del Riesame una nota del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Catanzaro a firma del comandante Daniele Tino e del tenente colonello Nicola Sportelli con cui si trasmette un dvd contenente i video pubblicati dall’onorevole Vittorio Sgarbi sul suo profilo facebook relativi all’arresto dell’ex parlamentare avvenuto il 7 dicembre dell’anno scorso. E c’è anche un verbale di acquisizione del Ros, vergato dal comandante Giovanni Migliavacca, di file video, contenenti le interviste rilasciate al programma di Italia 1 dal penalista ora sospeso dall’Ordine e dal boss Giuseppe Piromalli, alias Facciazza. Nella video intervista fatta a Pittelli, risulta al minuto 00.18.01 come l’imputato apre la porta di ingresso dell’abitazione, inizia a conversare presentandosi al giornalista Alessio Fusco accompagnato da un cameraman e scusandosi poi nel non poter rilasciare interviste, perché sottoposto agli arresti domiciliari, accompagna lo stesso alla porta. La conversazione tra i due però prosegue, trattando rapidamente diversi temi: l’aiuto della figlia di Luigi Mancuso per il superamento di alcuni esami universitari, i presunti falsi nelle trascrizioni delle intercettazioni, l’intercettazione relativa all’ospedale Gemelli per aiutare il figlio di Razionale, le condizioni di salute di Pittelli, l’invio della lettera alla Carfagna, le accuse che lo riguardano, in particolare rispetto alla consegna di verbali secretati a Luigi  Mancuso. E ancora  il suo ruolo di tramite tra ‘ndrangheta e politica, comprese le avversioni con il procuratore della Repubblica di Catanzaro che sarebbero alla base delle accuse processuali. Al minuto 00.25.42 una voce di donna presumibilmente la moglie di Pittelli ricorda al marito il divieto di interloquire con terze persone e Pittelli saluta i giornalisti, chiudendo la porta.

“L’ex parlamentare fa entrare i giornalisti in casa”

Sentito dal pm Annamaria Frustaci il giornalista conferma di essersi recato a casa dell’ex parlamentare, di aver citofonato senza specificare il suo ruolo e che una volta arrivato all’uscio dell’abitazione, presentandosi con telecamera e con microfono con su scritto Mediaset viene accolto dallo stesso Pittelli ad entrare in casa. “Pittelli non aveva compreso immediatamente chi fossi, ma appena ho precisato di essere un giornalista di Mediaset ha espresso fiducia nei miei confronti  e mi ha invitato ad entrare, offrendo un caffè a me e al mio operatore”. I due hanno declinato l’invito del caffè e “Pittelli ha aggiunto che avrebbe voluto raccontarci tutta la verità sulla sua vicenda processuale della quale riteneva responsabile il procuratore Gratteri”. Tuttavia l’avvocato dopo qualche minuto precisa che per via della sua condizione agli arresti domiciliari non avrebbe potuto farlo e li invita a proseguire la conversazione all’uscio per evitare problemi. Il dialogo prosegue con telecamere e microfono accesi per altri 10- 15 minuti. Agli atti c’è inoltre una lettera dell’avvocato difensore Salvatore Staiano, che anche a nome del suo collega Guido Contestabile parla di un errore commesso dalla moglie dell’avvocato Pittelli, che avrebbe concesso a giornalista e cameraman di entrare in casa, ritenendoli appartenenti alla Polizia giudiziaria.

La pg suona a casa di Pittelli e non risponde. Scatta la diffida

Nel carteggio depositato al Tribunale del Riesame  la notifica del verbale di diffida della Questura di Catanzaro relativa ad un fatto accaduto il 25 febbraio scorso, giorno in cui gli agenti della volante  alle 9.53 controllano se Pittelli è a casa, suonano per cinque minuti al campanello perfettamente funzionante in quanto il suono è udibile anche dagli stessi poliziotti, ma nessuna risposta. Gli agenti effettuano un secondo controllo alle 11.40  e questa volta la porta viene aperta e Pittelli si scusa dicendo di non aver sentito prima il campanello, perché stava dormendo profondamente. Pittelli è stato diffidato al rigoroso rispetto delle prescrizioni contenute nell’ordinanza, rappresentando che ha l’obbligo di sottoporsi ai controlli ritenuti necessari dalla pg e che ogni ulteriore violazione o comportamento difforme dalle prescrizioni, potrebbe incidere sul credito fiduciario con ogni conseguente valutazione e determinazione da parte della polizia giudiziaria.

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