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Rinascita Scott, udienza fiume. I legali chiedono la sospensione per il Covid, ma per il gup si può proseguire

Circa undici ore è durata la prima udienza preliminare per i 452 imputati in Rinascita Scott, contro capi e gregari della cosche di ‘ndrangheta del Vibonese e colletti bianchi. Un’udienza fiume che si sta celebrando nell’aula bunker di Rebibbia a Roma e dove gli imputati dovranno difendersi da accuse che vanno a vario titolo dal concorso esterno in associazione mafiosa all’estorsione, alla rapina, allo spaccio di sostanze stupefacenti. E ancora usura, riciclaggio, intestazione fittizia di beni, rivelazione di segreto d’ufficio e abuso d’ufficio. Duecentoventiquattro le parti civili individuate dal gip nel decreto che dispone la fissazione dell’udienza preliminare e oggi alcune di queste hanno depositato al giudice la relativa richiesta: la Regione Calabria, i Comuni di Vibo Valentia, Tropea, Ricadi, Zungri, Mileto, Filogaso, Filandari, Stefanaconi, Zungri, Pizzo, Limbadi, San Gregorio, Sant’Onofrio, la Provincia di Vibo Valentia, l’associazione antiracket di Vibo, la Banca di credito cooperativo, la Fondazione nazionale antiusura, l’assicurazione Allianz, Naon Insurance. I legali hanno eccepito la nullità dell’udienza preliminare o in subordine la sospensione del processo per inidoneità dell’aula al rispetto della normativa anti Covid, lamentando assembramenti e caldo eccessivo, eccezioni che il gup Claudio Paris ha bocciato, stabilendo la prosecuzione dell’udienza domani nella stessa aula romana.

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