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Ripartenza Calabria: sì alla fiducia, no al “terrorismo”

Sabato e domenica scorsa si è archiviato il primo week end post lockdown. Una data storica per certi versi che, quasi certamente, verrà riportata nei libri di storia, come tutte le date che hanno caratterizzato le diverse fasi dell’era Covid-19.

Una ripartenza timida, ancora dominata dalla paura, che influenza i consumi di chi ha incentrato il suo business sulla convivialità e ospitalità. Bar, ristoranti e pizzerie, non sono ovviamente ancora sold out, ma iniziano ad ospitare gli avventori, i più intrepidi e coraggiosi, desiderosi di un rapido ritorno alla normalità.
Normalità che va riconquistata gradualmente con comportamenti corretti e responsabili.
Responsabilità che non manca e sicuramente non è mai mancata ai calabresi, fintanto da guadagnarsi la medaglia d’oro dello zero contagi.
Responsabilità che si è intravista anche nel week end appena trascorso, a partire dalle misure di distanziamento messo in atto dagli esercenti, dall’utilizzo dei Dpi, finendo ai cittadini che in modo quasi militaresco hanno messo in pratica le buone pratiche di vita.
Importante è dare fiducia, non di facciata, ma fondata sui numeri. Perché la Calabria è la regione dello zero contagi ed è pure la terra della responsabilità.
Ecco perché, episodi sporadici non possono diventare terrorismo da diffondere ad orologeria sui social, poiché tutto questo non giova a nessuno. Da un lato c’è un’emergenza sanitaria che al momento abbiamo gestito ed in parte superato, dall’altro lato c’è l’economia, già martoriata a tal punto da mettere a rischio la tenuta sociale della regione. E non ripartire subito e con fiducia sarebbe la condanna definitiva di interi settori commerciali e di tantissimi lavoratori, che verrebbero certamente licenziati.
Fiducia e responsabilità, due elementi che la Calabria merita oggi più che mai. Perché come gli altri e più degli altri ne ha bisogno per ripartire. (g.c)
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