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RISULTATI ELEZIONI | I “trombati” eccellenti. Ecco chi resta fuori dal consiglio regionale

spese elezioni

Ufficializzata la lista degli eletti nel nuovo consiglio regionale della Calabria (leggi qui) c’è da stilare anche quella degli esclusi, specie se tra chi è rimasto fuori dall’Astronave di Palazzo Campanella ci sono dei “trombati” eccellenti. A partire da due dei candidati alla Presidenza alle elezioni regionali: Luigi de Magistris, che pur avendo preso 128.204 voti non è riuscito a diventare nemmeno consigliere, e Mario Oliverio, che da ex governatore non ha raggiunto nemmeno il quorum.

Out Tansi, Lucano e Falcone

C’è poi Carlo Tansi, candidato in tutte e tre le circoscrizioni e votato (sommando i tre collegi) da 5.801 persone ma rimasto fuori dal “palazzaccio”. E nella coalizione di de Magistris meritano una menzione a parte sia Domenico Lucano (9.782 voti nei tre collegi, dei quali la quota minore proprio nel Reggino) che Anna Falcone, designata numero due dell’ex pm ma ferma, sommando i due collegi in cui era capolista, a 3.538 preferenze. Tutti e tre guarderanno Palazzo Campanella solo dall’esterno. Vediamo gli altri, collegio per collegio.

Catanzaro, Crotone e Vibo

Nella circoscrizione Centro sono rimasti fuori diversi consiglieri uscenti come Baldo Esposito e Flora Sculco (entrambi candidati con l’Udc), nonché Luigi Tassone (Pd), orfano dell’appoggio del suo ex mentore Bruno Censore che era candidato con Oliverio e dunque rimasto anche lui a bocca asciutta. Fa rumore l’esclusione dal novero degli eletti di Antonello Talerico, presidente degli Ordine degli avvocati che era parecchio quotato al pari della figlia d’arte Silvia Parente e del lametino Pino Zaffina. Niente da fare per nessuno di loro, come per i leghisti Francesco Muzzopappa e Pino Macrì. Rumorosa la bocciatura, pur avendo preso tanti voti, di Frank Santacroce, tanto più perché era candidato in Coraggio Italia, partito in ascesa in cui una new entry di peso come Sergio Abramo pare aspirasse a un assessorato. Un altro uscente rimasto fuori, nella lista FdI, è Filippo Pietropaolo, per cui era addirittura stato “prenotato” un posto da presidente del consiglio regionale. Ci hanno riprovato con scarso successo Fabio Guerriero nel Pd, Alessia Bausone nel M5S e Mimmo Consoli in “Calabria Sicura”.

Cosenza

Una mezza strage di uscenti anche nel collegio Nord. Forza Italia lascia per strada Antonio De Caprio e il sindaco di Castrolibero Giovanni Greco, Forza Azzurri non è riuscita a portare in Consiglio Piercarlo Chiappetta, cognato del fratello del presidente eletto Mario Occhiuto. Nella Lega è clamorosa la bocciatura dell’uscente Pietro Molinaro, mentre la politica calabrese dovrà ancora una volta fare a meno del famigerato Leo Battaglia. In Noi con l’Italia non ce l’ha fatta, di nuovo, l’ex consigliere Franco Sergio, che fu eletto nel 2014 con Oliverio. Anche nel Pd restano fuori due uscenti eccellenti: Graziano Di Natale (eletto a gennaio con “Io resto in Calabria”) e Giuseppe Aieta. Nella lista “Calabria Sicura” solo 903 voti per l’ex sindaco di Acquaformosa Giovanni Manoccio. Mentre nonostante le buone performance non ce l’hanno fatta neanche il sindaco di Santa Maria del Cedro Ugo Vetere e l’ex consigliere regionale Mimmo Talarico (“Dema”).

Reggio

Nel collegio Sud, dove il più votato è il presidente del consiglio regionale uscente Giovanni Arruzzolo, non riesce invece nella riconferma Domenico Giannetta, superato in Forza Italia da Giuseppe Mattiani. Restano fuori anche il sindaco di Locri Giovanni Calabrese (FdI) che il suo ex vicesindaco Raffaele Sainato (“Forza Azzurri”). Niente da fare neanche per l’ex garante dell’Infanzia Antonio Marziale, addirittura quinto nella lista dei meloniani nel suo collegio. Altre mancate riconferme piuttosto pesanti sono quelle di Tilde Minasi (Lega) e Antonio Billari (ex “Democratici e progressisti “ora candidato nel Pd). Restano fuori anche l’assessore comunale della giunta Falcomatà Giovanni Muraca (Pd) e l’ex callipiano Marcello Anastasi (“Calabria Sicura”).

s. p.

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