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Roccisano: “Maschilismi e banalità, non cadere nelle trappole della politica regionale”

“Che in Calabria la politica non abbia la minima contezza dell’importanza della partecipazione femminile alla vita politica, era già abbondantemente chiaro. Ma, come si suole dire, non c’è limite al peggio e neanche alle banalità”. Lo scrive, in una nota, l’ex assessore regionale, Federica Roccisano.

“Infatti, dopo mesi e mesi di assenza del tema nell’agende del consiglio regionale e dopo l’ultimo dibattimento in prima commissione dello scorso 23 luglio della legge approvata da diversi consigli comunali calabresi, qualcuno ha avuto la bellissima, nonché originalissima, idea di convocare le donne per essere audite sulla proposta di legge per l’introduzione della doppia preferenza di genere il 25 Novembre prossimo.

Delle due l’una o si disconosce il senso della giornata o, più presumibilmente, si è scelto, in maniera poco casuale, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne per cavalcarne la visibilità.
Personalmente sono convinta che come donne non dobbiamo cadere nella trappola di una politica disattenta e maschilista che pensa e parla alle donne solo durante le “giornate obbligate”, per poi rimanere assente e silente gli altri giorni dell’anno.

Agire in questa maniera, infatti, non evidenzia affatto un interesse concreto per i bisogni delle donne, tant’è che, fino ad oggi, gli atti concreti realizzati a favore delle donne latitano e quello che è accaduto negli ultimi 12 mesi sul tema della doppia preferenza di genere, così come un dibattito sulle prossime elezioni regionali quasi totalmente al maschile, ne sono una riprova.

Pertanto, penso che nessuna delle donne invitate, coloro le quali nei mesi scorsi hanno fatto della doppia preferenza di genere una battaglia concreta per i diritti delle donne e per la loro emancipazione, debba prestarsi a questo basso gioco.

Non perdiamo il senso della giornata: il 25 Novembre utilizziamo il nostro tempo in maniera responsabile per trattare il tema della violenza di genere nelle scuole con i più giovani, nelle piazze con le altre donne, nelle sale dei Consigli comunali. E se la politica calabrese davvero vuole lavorare a favore della doppia preferenza di genere in questi ultimi giorni di mandato, stabilisse un altro giorno, un giorno qualsiasi, perché non esistono poche giornate per parlare delle donne, lo si può e lo si deve fare sempre”.

Redazione Calabria 7

 

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